Da supereroe a papà: con Logan finisce la saga di Wolverine

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Con Logan del regista statunitense James Mangold, presentato fuori concorso al Festival del cinema di Berlino, la saga di Wolverine giunge a compimento.

Già si sapeva che Logan avrebbe rappresentato l’ultimo capitolo della saga tratta dal fumetto Marvel che vede Hugh Jackmann nei panni del mutante Wolverine, in questo film tornato al proprio vero nome James Logan Howlett. Prediligendo l’emozione e i sentimenti all’azione (pur non rinunciando a violente e sanguinose scene di combattimento), James Mangold porta sul grande schermo un supereroe sempre più umano, le cui ultime imprese hanno a che fare con una missione più che personale.

La trama

Il titolo di per sé rappresenta una dichiarazione programmatica del contenuto del filmovvero un ritorno all’umanità del mutante Wolverine che si fa chiamare semplicemente Logan (Hugh Jackman). Siamo negli Stati Uniti, nel 2029. Il supereroe appare invecchiato, debole e vulnerabile: avvelenato dallo stesso adamantio che è la ragione dei suoi poteri, Logan lavora come autista mentre si prende cura dell’ormai novantenne Professor Xavier (Patrick Stewart) insieme al mutante albino Calibano (Stephen Merchant), nell’attesa di racimolare il denaro necessario per portarli lontano da quella misera esistenza. L’alcol lo aiuta ad alleviare i dolori dell’intossicazione e il fardello di una vita che vuole lasciarsi alle spalle. Una donna messicana si mette sulle sue tracce per chiedergli aiuto: vuole che Logan porti Laura (Dafne Keen), una bimba di 10 anni, al confine con il Canada in cambio di 50.000 dollari. Logan accetta. Nata dal suo stesso DNA, Laura è una mutante dotata dei medesimi poteri del supereroe, ovvero di lame retrattili che le spuntano dagli arti e che conferiscono alla piccola una violenza inaudita. La ragione per cui Laura deve essere portata in salvo è lo smantellamento di un programma di esperimenti condotti su un gruppo di bambini, tra cui appunto Laura, volto a renderli dei combattenti. Sulle tracce dei bambini scappati dal laboratorio ci sono i brutali Ravagers, che hanno l’ordine di catturarli, vivi o morti. Dopo l’esitazione iniziale, Logan non potrà ignorare che Laura è di fatto sua figlia e farà di tutto per portarla in salvo.

Un mix di terreno e sovrumano

La missione più importante che il supereroe Wolverine dovrà affrontare in Logan è quella di proteggere sua figlia e diventare padre a tutti gli effetti. Una missione intima che lo avvicina all’universo degli umani, ma che Logan perseguirà con i mezzi da supereroe, per quanto acciaccato. Mangold non rinuncia a brutali scene di combattimento, in cui è la piccola Laura ad apparire come la più sanguinaria, per poi trasformarsi in una bambina affascinata da una giostra o da un paio di occhiali da sole con la montatura rosa. Quello che ci propone Mangold come epilogo della saga di Wolverine è un mix di tenerezza e violenza, terreno e sovrumano.

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Foto di copertina: Logan – Wettbewerb 2017 – USA 2017 – von: James Mangold – Dafne Kenn, Hugh Jackman © 2017 Twentieth Century Fox

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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