Lo Spiegel durissimo sull’Atac di Roma: «I peggiori trasporti pubblici d’Europa»

Quasi 600 bus che esistono solo sulla carta, servizi pessimi, assenteismo dilagante, miliardi di euro spariti nel nulla, corruzione, nepotismo. Risanare il disastro Atac è al limite della mission impossible: almeno questo è il parere di Hans-Jürgen Schlamp, corrispondente da Roma di Der Spiegel. Il reportage del giornalista tedesco sull’Azienda per i Trasporti Autoferrontranviari del Comune di Roma suona davvero come un giudizio senza appello, condito da una caustica ironia, che condanna i trasporti pubblici romani come i peggiori d’Europa. Schlamp spende alcune parole positive solo per il nuovo direttore generale Atac, Marco Rettighieri, che starebbe provando a mettere un po’ di ordine in un caos quasi irreversibile e attribuisce al coma in cui versano i trasporti un grande peso nella scelta elettorale dei romani a favore di Virginia Raggi, la candidata 5 Stelle prima sindaca di Roma.

«Non c’è da stupirsi che la maggior parte dei romani viaggi senza biglietto». Ritardi da record, vetture sudicie, bollenti d’estate e gelate d’inverno. E ancora: bus usurati che schiantano nel bel mezzo di una corsa e lasciano tutti a piedi; metro allagate e paralizzate dalla pioggia («Chi avrebbe potuto prevedere che l’acqua tende a scendere?», ironizza Schlamp); carrozze stracolme di persone, un vero paradiso per i borseggiatori. Davvero nessuno stupore, si legge nel reportage, che i passeggeri romani non facciano il biglietto. E così le perdite per l’azienda, gemellata peraltro con la BVG di Berlino, sono enormi: al momento si registra un debito di 1,5 miliardi di euro.

Bus spariti nel nulla. Da febbraio l’Atac ha un nuovo direttore generale, Marco Rettighieri, che sta provando a proporsi come moralizzatore di un’azienda corrosa dal marciume e dalla corruzione. Il suo progetto di rinnovamento, però, si prospetta davvero impervio: il parco bus ammonta ufficialmente a 1980 vetture, almeno sulla carta, ma di fatto ne esistono solo 1410. Dove siano finite tutte le altre 570, è un mistero che a nessuno è dato conoscere. Rettighieri fa sapere che i bus, in media, hanno dieci anni e milioni di chilometri alle spalle, con conseguente, immaginabile consumo degli pneumatici. Il nuovo direttore non riesce inoltre a spiegarsi come negli ultimi cinque anni siano stati spesi quattro miliardi di euro, tra cui fondi europei, e a cosa siano serviti di preciso. I 12.000 dipendenti Atac, poi, non vanno tanto per il sottile con i permessi e provare a modificare l’andazzo, annota Schlamp, conduce a scioperi selvaggi, l’ultimo dei quali durante il match Italia-Belgio valido per gli Europei.

Peggio di Mafia Capitale. Scoperchiare il vaso del malaffare legato ad Atac, e qui Schlamp cita le parole del senatore Pd Stefano Esposito, farebbe al confronto sembrare i protagonisti dello scandalo Mafia Capitale dei dilettanti. L’azienda è la cassaforte della politica, in modo trasversale e senza eccezioni. E se gli inquirenti svelassero gli intrecci tra la concessionaria dei trasporti pubblici romani e il mondo politico ne verrebbe fuori uno scandalo di Stato. Ma per i cittadini romani c’è poco da svelare. I passeggeri Atac sanno già tutto perfettamente, solo magari non in dettaglio. E non potrebbe essere diversamente, dopo anni di attese sotto la pioggia, autobus che non passano mai, metro affollate che spirano improvvisamente nel cuore d’agosto. La rabbia e l’estenuazione per una città paralizzata dalla corruzione e dall’inefficienza, conclude Schlamp, sono una delle ragioni del successo di Virginia Raggi, un eclatante vaffanculo all’apparato dei partiti costituiti, qualunque indirizzo politico rappresentino. Colpevoli di aver affossato e spento una città che, nonostante tutto, si ostina a restare bellissima.

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 Foto di copertina: Autobus a metano dell’Atac © Honza GrohCC BY-SA 3.0

Gianpaolo Pepe

Dottorando di ricerca in scienze sociali e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

2 Responses to “Lo Spiegel durissimo sull’Atac di Roma: «I peggiori trasporti pubblici d’Europa»”

  1. francesca taglieri

    …non a caso gli scontrini dello scandalo che hanno fatto letteralmente sparire nel nulla marino si sono materializzati dopo che tentò di scoperchiare lo stesso vaso di pandora. Atac,per l’appunto. Roma ti ruba il cuore proprio perché, nonostante tutto, si ostina ad essere bellissima. E pensi al pantheon, alla piazzetta col bar all’angolo a trastevere, lato s.Michele, alla scala sotto l’arco che da via cavour ti porta a S.Pietro in Vincoli, al Mosè, che puoi passare a salutare anche di martedi mattina,se ne hai il tempo e la voglia, al panino dello zozzone a Porta Maggiore alle 4 del mattino, alla prospettiva magica del Cupolone da via Piccolomini, fino ai colori nuovi dei graffiti di torpigna o del disegno di Blu a via del Porto Fluviale. Allora senti male allo stomaco e ti viene da vomitare pensando alle catene e al lordume che la intrappolano. Io la penso, con la stessa tua nostalgia che mi accompagna, ma solo per un po’, dal banco del check in fino al pensiero di Gasparri,qualche attimo prima del varco controllo bagagli.

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    • Gianpaolo Pepe

      Non sono nato a Roma, ma ci ho vissuto (felicemente) quasi otto anni. Quindi comprendo perfettamente le tue parole e il tuo stato d’animo. Fa male al cuore veder morire la città più bella al mondo.

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