Domenica scorsa, alla stazione della metro di Frankfurter Allee….

Domenica scorsa, primo pomeriggio, aspetto la S-Bahn, ovvero il treno metropolitano, alla stazione di Frankfurter Allee.

Accanto al binario del mezzo ve ne sono altri due più esterni dove passano continuamente treni da/per la stazione centrale di Berlino. Lì, in mezzo al secondo di questi, con i piedi immersi nella solita ghiaia di sassi che fa da terreno alle ferrovie, vedo un uomo di spalle svuotare un portafoglio buttando via tutto quello che non gli interessa. È sicuramente un ladro nella fase del tengo/scarto e così gli grido in tedesco un semplice “Ehi, tu cosa stai facendo?”. Lui non si volta. Ripeto. A questo punto si gira. Tarchiato, cappellino di lana e zainetto sulle spalle, età indefinita tra i 40 e i 50, mi grida un Niente in un tedesco da non madrelingua e nel frattempo mi lancia il portafoglio. Sta a circa sei metri da me, più in basso logicamente visto che lui si trova sui binari e io sulla piattaforma. Il suo lancio del portafoglio mi arriva ai piedi. Gli grido di portare su anche i documenti che vedo ai suoi piedi. Lui si abbassa e invece di raccoglierli prende un sasso grande come il pugno di un bambino e me lo getta addosso colpendo il mio polpaccio, per fortuna senza farmi male. A questo punto si gira e comincia a camminare sul binario della S-Bahn allontanandosi dalla stazione diretto verso sud. C’è chi – non so se si è reso conto o meno che si tratti di un ladro che scappa – gli grida di salire sù, che è pericoloso, ma lui borbotta qualcosa, chiaramente si vuole allontanare e non vuole essere ripreso dalle telecamere della stazione. Io continuo a camminargli parallelamente dicendogli di tornare indietro a prendere i documenti di quel poveraccio a cui è stato rubato il portafoglio. Niente da fare. Gradualmente scompare lungo il binario.

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Il ladro mentre si allontana dalla metro

Guardo dentro al portafoglio che mi era stato lanciato qualche secondo prima.Non c’è nulla, è completamente vuoto. In stazione, a parte chi aspetta la metro, c’è solo il tizio con il chiosco di pizze e panini. Gli chiedo, visto che devo andare via (ho una partita ufficiale di campionato di calcio a 5 e non posso fare tardi) di chiamare la polizia o qualcuno dell’azienda dei trasporti per recuperare i documenti. Lui risponde che è nuovo, che non vuole casini. Mi avvicino ad un signore che sta facendo le pulizie e che ha assistito al tutto. Anche lui none ne vuole sapere.  “In fondo a te che te ne importa?”. Attorno a me c’è il vuoto. Comincio a chiedermi se chi ha assistito alla scena pensa che io sia in combutta con il ladro e chissà per quale motivo ci siamo scontrati. Cerco un interfono per parlare con la centrale dei trasporti, ma nulla, nella stazione di Frankfurter Allee l’interfono non c’è. Mentre mi guardo intorno dalle scale arriva il ladro. Fa finta di nulla, ma quando mi vede – e vede che io guardo lui – mi cammina incontro gridando qualcosa che a me sembra arabo, ma magari non lo è. Cammino indietreggiando lentamente e tenendo fisso lo sguardo su di lui. Lascio tra di noi un cestino dell’immondizia, una sorta di ostacolo caso mai voglia improvvisamente corrermi addosso. Si ferma. Io mi fermo. Tutti guardano, ma nessuno interviene, solo un ragazzo tedesco a qualche metro di distanza osserva il tutto dandomi la sensazione che potrebbe intervenire se si passasse alle mani. Io e il ladro ci fissiamo a lungo senza abbassare lo sguardo per circa una trentina di secondi prima che passi la sua metro. Sale. Scompare. Il ragazzo che avevo notato prima si avvicina e mi dice che è tutto a posto (“grazie al …..” mi viene voglia di dire). Io prendo la mia metro e solo qualche stazione più in là, Westkreuz, trovo un interfono per spiegare che ci sono documenti di qualcuno per terra alla stazione di Frankfurter Tor.

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Cover Photo: © Jcornelius (talk)Eigenes Werk 

Foto Articolo: © Berlino Magazine

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

One Response to “Domenica scorsa, alla stazione della metro di Frankfurter Allee….”

  1. Angelo Collini

    L’Italiano dovrebbe essere decisamente migliorato — almeno la sintassi andrebbe rivista in un paio di circostanze. Mi meraviglia che il direttore di un magazine possa lasciarsi andare a tale mediocrità linguistica. Apprezzo lo sforzo editoriale e imprenditoriale, ma incoraggerei la redazione ad “alzare l’asticella”.

    Rispondi

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