Elbphilharmonie, la nuova perla di Amburgo dedicata alla musica classica (e non solo)

Elbphilharmonie (Dez 2016)  Thies Rätzke

Ultimata nel 2016 e inaugurata l’11 gennaio 2017 ad Amburgo, la Elbphilharmonie (Filarmonica dell’Elba) è una delle più moderne e spettacolari sale concerti del mondo.

10 anni di lavori e una spesa di 789 milioni di euro: a lungo si è parlato della Elbphilharmonie soltanto in termini di ritardi nella sua realizzazione, calcoli sbagliati e soldi sperperati. Ma l’euforia degli oltre 2.000 spettatori del concerto inaugurale era tanto intensa da lasciar cadere le polemiche nel dimenticatoio. La Elbphilharmonie è molto più di un’avveniristica e gigantesca sala concerti: è il simbolo di una svolta epocale nella storia della città di Amburgo, dell’architettura e della musica.

Il progetto

Progettata dallo studio di architetti Herzog & de Meuron di Basilea, la Elbphilharmonie nasce da un’idea estremamente semplice, ovvero utilizzare uno dei vecchi magazzini del porto di Amburgo, il Kaispeicher A – un vecchio deposito di caffè, tè e cacao, come basamento per la costruzione di un nuovo edificio. La struttura di vetro scintillante della Filarmonica di Amburgo si sviluppa così su un basamento con muratura esterna in clinker rossi, fondendo vecchio e nuovo in un’architettura dialettica e dinamica. La sua parte moderna non viene percepita come corpo estraneo nel panorama urbano, bensì come parte integrante dello stesso, come sua evoluzione. Il basamento e la struttura in vetro sono collegate dalla Plaza, una sorta di terrazza pubblica da cui si può godere di una meravigliosa vista sul centro della città da un lato, sull’Elba dall’altro, e che funziona da accesso alla struttura. Collocata nel porto cittadino, più precisamente nel quartiere HafenCity, sulla sponda destra dell’Elba, la Elbphilharmonie si propone così come confine tra mare e terraferma, ma anche tra terra e cielo, visti i suoi 110 metri di altezza (l’edificio è di 26 piani). La sua posizione la fa sembrare una nave pronta a salpare, la sua forma ricorda delle vele gonfiate dal vento, le onde del mare o ancora un gigantesco cristallo. La struttura della Elbphilharmonie è maestosa, ma per nulla severa. L’impressione che suscita nell’osservatore cambia a seconda del punto da cui la si guarda e del tempo atmosferico. Il tetto di vetro ondulato riflette la luce in modo tale da creare giochi di forme e colori e da sembrare in movimento.

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Elbphilharmonie (2016) © Maxim Schulz

Gli interni

La Elbphilharmonie ospita tre sale concerti, un hotel da 250 camere, 44 appartamenti di lusso e svariati locali per una superficie complessiva di circa 120.000 metri quadrati. La sala grande conta ben 2.150 posti a sedere disposti in modo estremamente armonico. Diversamente dai teatri convenzionali in cui basta un colpo d’occhio per determinare quali sono le poltrone migliori, nella Filarmonica di Amburgo non ci sono spettatori privilegiati: grazie a nicchie, aggetti e soprattutto a un’eccezionale acustica, ogni posto a sedere risulta strategico. Conformemente al cosiddetto stile vigneto, già impiegato per esempio nella Filarmonica di Berlino, il palcoscenico si trova al centro della sala, circondato dalle poltrone degli spettatori che, proprio come i terrazzamenti di un vigneto, salgono progressivamente quanto più ci si allontana dalla scena. Al fine di raggiungere un’acustica ottimale, gli architetti della Elbphilharmonie si sono affidati al professionista giapponese Yasuhisa Toyota: seguendo il progetto di Toyota, la sala è stata rivestita di 10.000 dischi di gesso che grazie alla propria forma (ogni disco è un pezzo unico) consentono al suono di irradiarsi nello spazio e di abbracciare letteralmente ogni singolo spettatore. Con questi accorgimenti strutturali gli architetti hanno saputo realizzare una sala gigantesca, ma al contempo armonica e coinvolgente.

Le polemiche e l’inaugurazione

I lavori di costruzione della Elbphilharmonie iniziarono nel 2007 e avrebbero dovuto essere completati entro il 2010, ma considerevoli ritardi dovuti in primo luogo a un’interruzione dei lavori durata un anno e mezzo hanno reso possibile l’ultimazione dell’architettura soltanto nel 2016. Per via degli ingenti costi di costruzione, delle contrattazioni poco trasparenti e del consistente contributo economico della città di Amburgo andato via via crescendo, il progetto è stato a lungo oggetto di critiche. D’altro canto è innegabile che la Elbphilharmonie conferisca alla città di Amburgo la funzione di importante centro culturale a livello internazionale. L’11 gennaio 2017 si è tenuto il concerto inaugurale cui hanno assistito oltre 2.000 spettatori tra cui la cancelliera Angela Merkel e il Presidente della Repubblica Federale Tedesca Joachim Gauck. A dirigere la NDR Elbphilharmonie Orchester per l’occasione è stato Thomas Hengelbrock.

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Pausenapplaus / Eröffnungskonzert © Michael Zapf

La direzione e il programma

Già direttore artistico della Laeiszhalle, Christoph Lieben-Seutter dirige dal 2007 anche la nuovissima Elbphilharmonie Hamburg. A partire dalla stagione 2009/2010 Lieben-Seutter si è dedicato all’inaugurazione della Elbphilharmonie attraverso la messa a punto di un programma di concerti moderno, vario e cosmopolita che accompagnasse il pubblico fino alla definitiva apertura nel 2017. La NDR Elbphilharmonie Orchester è l’orchestra in residenza, ma la sala grande della Filarmonica di Amburgo ospiterà anche le esibizioni di altre orchestre sinfoniche internazionali d’eccellenza. La musica da camera troverà invece spazio nelle due sale minori della Elbphlharmonie. E ancora opera, canto, pianoforte, organo, classica, jazz, pop, rock e persino elettronica: nessun genere o strumento musicale rimarrà escluso dal programma. I gestori prevedono inoltre un utilizzo dello spazio anche da parte di privati, coerentemente con l’intenzione degli architetti di creare un “faro culturale per tutti i cittadini”, senza distinzione di ceto sociale. La Filarmonica di Amburgo si dedicherà anche a progetti di educazione musicale: workshop, incontri con artisti, teatro musicale e progetti pedagogici saranno al centro delle attività dell’istituzione.

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Foto di copertina: Elbphilharmonie (Dez 2016) © Thies Rätzke

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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