5 espressioni tedesche che non dimenticherete tanto facilmente

di Serena Foschi*

State studiando la lingua del demonio e non sapete più a che santo votarvi? No panic! La vostra Serena è qui per aiutarvi. Pensandovi intensamente ha prodotto una lista completa (o quasi) delle espressioni tedesche più comuni. Chiudete definitivamente quei libri di grammatica e seguitemi.

1. Arschgeige (r. Arsch = culo, e. Geige = violino); trad. lett. violino al culo

La maestria tipicamente tedesca nella creazione e utilizzo delle parole composte è nota a tutto il mondo. I nostri ospiti teutoni ne hanno inventate di cotte e di crude, sia da sobri che sotto l’effetto di psicofarmaci. Arschgeige appartiene al secondo gruppo.
Se in ufficio il vostro capo krukko vi esporrà in sala mensa al pubblico ludibrio chiamandovi Arschgeige, non giratevi per controllare se un violino vi è stato effettivamente infilato a vostra insaputa in un orizio corporeo facilmente immaginabile, ma armatevi di un Duden. Scoprirete che Arschgeige significa nullafacente. Dite la verità, vi sentite meglio ora.

2. Arschbombe (r. Arsch = culo, e. Bombe = bomba); trad. lett. bomba al culo

Continuiamo la nostra carrellata di parole composte col culo. L’urlo selvaggio ARSCHBOMBE! mi colse la prima volta del tutto impreparata, una calda estate di qualche anno fa, a bordo piscina, intenta a godermi il sole (sì, c’è anche in Germania) e a sorseggiare languidamente un cocktail al cetriolo biologico. Fu uno shock! Saltai in piedi aspettandomi di trovarmi di fronte un estremista dell’ISIS, imbottito di tritolo proprio lì (quale miglior nascondiglio quando si è in costume?), pronto a farsi saltare in aria per raggiungere le 72 vergini promesse con i seni a pera. Con mia grande sorpresa si trattava di un dodicenne grasso e brufoloso che dal trampolino effettuò un mostruoso tuffo a bomba. Ovviamente di culo. Ecco svelato il mistero.

3. Arschloch (r, Arsch = culo, s. Loch = buco); trad. lett. buco nel culo

Questa è apparentemente facile, ma ha bisogno di ulteriori chiarimenti. Siete sempre in sala mensa col vostro capo (vedi punto 1.), il quale si è appena rivolto a voi chiamandovi Arschloch. Non vi sta ricordando che anche voi siete in possesso di un poco elegante ma basilare dettaglio anatomico. Vi ha appena chiamato stronzo. Potete incazzarvi.

4. Ich habe die Nase voll davon; trad. lett. Ne ho il naso pieno

E dal culo passiamo al naso. Questa simpatica e colorita espressione viene utilizzata per descrivere situazioni, persone, luoghi, cose, città, personaggi famosi, ecc. di cui non se ne può proprio più. Una delle mie preferite, poichè altamente versatile ed efficace. Per cui non porgete un delicato fazzolettino, ma ricordatevi che a noi italiani, a parità di situazione, si riempie un’altra parte del nostro corpo. Sono questi i rari momenti in cui sono fiera di aver studiato lingue.

5. Null – acht – fünfzehn; trad. lett. zero – otto – quindici

Lo sapevate? Anche con i numeri si possono dire tante cose in tedesco. Soprattutto se la loro combinazione si riferisce ad un modello di mitragliatrice pesante utilizzata dall’esercito tedesco nella prima guerra mondiale. Sicuramente l’avrete vista in qualche documentario o film d’epoca, ma quello che forse non sapete è che nel 1914 la dotazione della fanteria dell’esercito in armi automatiche era di circa 12.000 esemplari, superiore a quella esistente nella stessa epoca negli altri eserciti. In altre parole, ce l’aveva pure Padre Pio. I tedeschi c’erano tanto affezionati che ne utilizzarono il numero del modello come espressione per indicare non una posizione erotica, ma una persona mediocre. Evidentemente il pistolone non funzionava proprio bene.

* Serena Foschi è l’autrice di Non Solo Crauti, blog italo-tedesco di cui questa è la pagina facebook 

Immagine di copertina: © Nina Helmer CC BY-NC ND 2.0
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