Bertolt Brecht, l’assurdità della guerra e la poesia Generale

Questo coinciso e intenso componimento appartiene, come i noti versi de La guerra che verrà, alla sezione ‘Deutsche Kriegsfibel’ (manuale tedesco di guerra) della raccolta Svedborger Gedichte, ovvero le liriche che Brecht scrisse nei cinque anni di permanenza nella città danese di Svendborg, una delle prime tappe del suo lungo esilio dalla Germania nazista. Presagendo lo scoppio imminente del secondo conflitto mondiale, l’autore alza la sua voce socialista e pacifista: qui tuttavia è ancora presente la speranza che l’uomo, con la sua ragione, possa ribellarsi all’assurdità della guerra.


Bertolt Brecht, Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

(Traduzione di Roberto Fertonani, in Bertolt Brecht Opere, Mondadori, Milano 1970)

 

Bertolt Brecht, General, dein Tank ist ein starker Wagen – 1939

General, dein Tank ist ein starker Wagen.
Er bricht Wälder nieder und zermalmt hundert Menschen.
Aber er hat einen Fehler:
Er braucht einen Fahrer.

General, dein Bomberflugzeug ist stark.
Es fliegt schneller als der Sturm und trägt mehr als ein Elefant.
Aber es hat einen Fehler:
Es braucht einen Monteur.

General, der Mensch ist sehr brauchbar.
Er kann fliegen und er kann töten.
Aber er hat einen Fehler:
Er kann denken.

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Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

3 Responses to “Bertolt Brecht, l’assurdità della guerra e la poesia Generale”

  1. Gloria

    Una delle più significative di Brecht! L’adoro! L’ho studiata la settimana scorsa nell’ora di tedesco.
    Sara, avrei una curiosità. Ho visto dalla tua descrizione che un po’ mi somigli: pure io mi sono innamorata di Berlino grazie ad uno scambio scolastico e vorrei frequentare l’università lì a Berlino. Mi consiglieresti un buon corso di laurea di storia tedesca e/o letteratura tedesca (amo moltissimo entrambe). Grazie mille!
    P.S articoli fantastici i vostri 😉

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    • Giulia

      Ciao Gloria, io vorrei portare questa poesia per la mia interrogazione su Brecht. Avresti ancora degli appunti da potermi passare o dei siti di riferimento a cui attingere per un commento? Purtroppo io non riesco a trovare nulla. 🙁 Ti ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

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  2. eppure è gente magnifica! | Solvitur ambulando

    […] Ma la ruggine nelle sagome che li rappresentano alberga ancora nel cuore degli uomini così come l’odio e la paura, che alimentano gli eserciti. Gli eserciti e Il labirinto nero, parlano di questo. Negli elmetti a terra, in cui si fronteggiano quelli italiani e quelli di foggia austriaca, la differenza viene superata dai quattro teschi, ancora uno di fronte all’altro, che ormai la morte ha privato di distintivi e distinzioni. Alla potenza del labirinto nero della distruzione occorre attivare il potere del pensiero, che è quello che può scegliere di non metterla in moto, come ricorda la bella poesia di Bertold Brecht. […]

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