Gentrification, il murale più grande di Berlino verrà nascosto da un palazzo

Non è bastata la cocente delusione di Brothers e Chain, i due murales di Blu a Cuvrystraße cancellati l’anno scorso dall’artista marchigiano stesso per protesta contro la costruzione di un palazzo che li avrebbe coperti. Un altro pezzo-simbolo della street art berlinese sembra destinato all’oblio a causa della selvaggia crescita edilizia di cui è preda la capitale tedesca: si tratta dell’enorme murale di Uhlandstraße, zona Charlottenburg: una sorta di trittico postmoderno che occupa addirittura tre facciate e che sarà, anche stavolta, oscurato da un nuovo edificio.

Berlino perde così un’altra superficie libera, ma soprattutto un altro frammento del suo fascino, commenta la redattrice della Berliner Zeitung Karin Schmidl. Dell’imponente opera realizzata nel 2004 da Christian Wahle, Ost-Berliner classe ’79, presto si potrà ammirare ben poco. Gli si potrà forse gettare solo qualche sguardo di sfuggita dai vagoni in corsa della S-Bahn che collega Savignyplatz e Zoologischer Garten.

L’opera di Wahle è una gigantesca allegoria. Chi volesse provare a identificarne tutti i personaggi, osserva amara la Schmidl, dovrà sbrigarsi: sulla superficie antistante il murale sorgerà ben presto un grande palazzo residenziale, che ospiterà uffici, negozi e circa 75 appartamenti ammobiliati.

C’è un’ironia amara, in tutta questa vicenda: specialmente nel fatto che un’opera dall’esplicita critica anti-sistema venga sconfitta senza appello dal trionfo del capitale immobiliare. Il murale infatti, che come dicevamo è tripartito, ha un chiaro significato politico. Sulla parete centrale è raffigurato un affollato parlamento, sui cui scranni siedono, tra gli altri, Willy Brandt, Konrad Adenauer, Helmut Kohl e svariate figure di spicco del panorama politico tedesco. Parlottano tra loro e brandiscono fogli in cui si promettono riforme. Sulla facciata di destra appaiono invece i cittadini berlinesi, che devono fare i conti con l’operato dei politici, tra tasse sempre più alte e un riferimento ad Agenda 2010, una discussa riforma del mercato del lavoro e del welfare tedeschi. C’è un uomo che si prende una sbronza colossale, fa capolino anche Charlie Chaplin con il suo monello. Dall’alto, osservano stralunati la scena  Karl Marx e Friedrich Engels, i padri del socialismo scientifico.

Ma forse la parete di sinistra è quella maggiormente profetica. É rappresentata una panoramica di Berlino: intorno alla Fernsehturm, la torre della televisione, si raggruppano banche e gruppi assicurativi. Su una nuvola se ne stanno appollaiati Otto von Bismarck e der Alte Fritz, Federico II di Prussia. Un enorme polpo stritola la città, senza risparmiare niente e nessuno: gente del popolo, equilibrio ambientale e urbanistico, eleganti uomini d’affari in giacca e cravatta. E nemmeno, verrebbe da aggiungere, l’arte e la libera espressione della creatività.

La photogallery di Giulia Filippi dal murale di Uhlandstraße

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Il popolo alle prese con le tasse © Giulia Filippi
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Charlie Chaplin e il monello © Giulia Filippi
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Marx ed Engels, i padri del socialismo © Giulia Filippi
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© Giulia Filippi
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© Giulia Filippi
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© Giulia Filippi
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© Giulia Filippi
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Le prime fasi dei lavori di costruzione © Giulia Filippi
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Le prime fasi dei lavori di costruzione © Giulia Filippi

 

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Foto di copertina © Giulia Filippi

Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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