Nel fogliame rosso di Georg Trakl: la poesia malinconica di un amore passato

Poesie tormentate, a volte sconvolgenti, spesso malinconiche, nelle quali si legge tutta la voglia di scrollarsi di dosso le contraddizioni dell’esistenza, il peso della propria anima. Georg Trakl, nato a Salisburgo nel 1887, fu uno dei più grandi poeti che la lingua tedesca abbia mai avuto la possibilità di annoverare fra le sue fila: il suo espressionismo continua a rappresentare, ancora oggi la natura, l’umanità, nella sua infinita e continua condizione di ineluttabilità.

 

Georg Trakl, Nel fogliame rosso di chitarre pieno…

Nel fogliame rosso di chitarre pieno
sventola delle fanciulle la gialla chioma
allo steccato dove girasoli stanno.
Tra nuvole passa un carro dorato.

Nella pace di ombre brune tacciono
i vecchi che si abbracciano tonti.
Gli orfani dolcemente il vespro cantano.
Nei vapori gialli ronzano le mosche.

Al ruscello ancora fanno il bucato le donne.
Gli appesi panni ondeggiano.
La piccina che mi piacque a lungo,
di nuovo ritorna nel grigio della sera.

Dal cielo tiepido precipitano
rondini in verdi buchi di putrescenza pieni.
All’affamato illude guarigione
un profumo di pane e di aspre spezie.

Georg Trakl, Im roten Laubwerk voll Guitarren

Im roten Laubwerk voll Guitarren
Der Mädchen gelbe Haare wehen
Am Zaun, wo Sonnenblumen stehen.
Durch Wolken fährt ein goldener Karren.

In brauner Schatten Ruh verstummen
Die Alten, die sich blöd umschlingen.
Die Waisen süß zur Vesper singen.
In gelben Dünsten Fliegen summen.

Am Bache waschen noch die Frauen.
Die aufgehängten Linnen wallen.
Die Kleine, die mir lang gefallen,
Kommt wieder durch das Abendgrauen.

Vom lauen Himmel Spatzen stürzen
In grüne Löcher voll Verwesung.
Dem Hungrigen täuscht vor Genesung
Ein Duft von Brot und herben Würzen.

La foto di copertina: Beach Blond Hair © Patrick Doheny CC BY 2.0

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