Germania, al leader di Pegida sarà vietato tenere manifestazioni a Dresda per 5 anni

Lutz Bachmann, controverso leader del movimento xenofobo Pegida, non potrà nei prossimi cinque anni organizzare e dirigere le manifestazioni che ogni lunedì i patrioti europei tengono a Dresda, città in cui il movimento è sorto. La decisione del tribunale di Dresda, maturata dopo i disordini causati da Pegida lo scorso 3 ottobre nel giorno dell’unità tedesca, sarà valida anche per il suo vice, Siegfried Däbritz.

Pegida (acronimo di Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes, letteralmente “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente”) è un movimento politico nato a Dresda nel 2014. Considerato vicino all’estrema destra e all’NPD (i neonazisti tedeschi), in questi due anni ha raccolto tantissime adesioni soprattutto sui social network. Tra il 2014 ed il 2015 il movimento ha promosso incontri settimanali che hanno luogo ogni lunedì a Dresda. Queste manifestazioni sono organizzate per contrastare le politiche migratorie attuate dai governi europei, ritenute da Pegida troppo permissive e pericolose per la sicurezza, poiché consentirebbero un’immigrazione di massa da paesi musulmani e renderebbero più facili infiltrazioni di fondamentalisti islamici in Europa. Uno dei principali obiettivi dell’organizzazione è quindi l’adozione, da parte della Germania, di misure restrittive in materia di immigrazione.

Chi è Lutz Bachmann. Il leader di questo movimento, Lutz Bachmann, è un personaggio singolare dalla vita abbastanza movimentata. Proprietario di una società di pubblicità e pubbliche relazioni di Dresda, la Hotpepperpix, fondata da lui stesso nel 1992, in passato ha avuto una serie di problemi con la giustizia relativi a vari reati quali furto, lesioni personali e traffico di stupefacenti. Considerato il volto e l’organizzatore di Pegida, ne è divenuto presidente ma è stato poi costretto a dimettersi dall’incarico in seguito alle indagini che la procura di Dresda aveva avviato a suo carico con l’accusa di incitamento all’odio razziale. Per lo stesso motivo è stato poi denunciato anche dal presidente dei Verdi della Sassonia Jürgen Kassel.

Il processo. Come riporta un articolo pubblicato nel mese di novembre dalla Berliner Zeitung, le vicissitudini del capo di Pegida non sono ancora terminate. Bachmann, infatti, per i prossimi cinque anni, non potrà guidare le manifestazioni che ogni lunedì il movimento organizza a Dresda. La decisione è stata estesa anche al suo vice Siegfried Däbritz e sarà valida fino al 31 ottobre 2021. Nel caso in cui dovesse essere violata, entrambi dovranno pagare una multa di 1000 euro. Il motivo di questa decisione sembrerebbe legato alle azioni di disturbo compiute da alcuni militanti di Pegida lo scorso 3 ottobre a Dresda, durante le celebrazioni del 26esimo anniversario della riunificazione tedesca. Ancora non è chiaro chi potrebbe guidare le manifestazioni di Pegida in futuro. Intanto Bachmann, che attualmente vive a Tenerife, è stato secondo fonti spagnole dichiarato “persona non gradita” anche dalle autorità dell’isola delle Canarie ma, a quanto pare, senza conseguenze legali concrete.

Foto di copertina  Pegida Demonstration Dresden © Metropolico.org  CC BY- SA 2.0

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