Germania, estremista di destra finisce per convertirsi all’Islam

Da convinto sostenitore della superiorità tedesca a musulmano: un esponente di spicco del partito populista xenofobo tedesco Alternative für Deutschland si è convertito all’Islam.

Arthur Wagner, esponente del partito populista di destra Alternative für Deutschland, si è convertito all’Islam. Una scelta, quella del politico, che contrasta pienamente con la linea adottata dal partito che non perde occasione per predicare contro la presunta islamizzazione della Germania. Poco prima della sua conversione, Wagner si è dimesso dalla giunta regionale di AfD nel Brandeburgo guidata da Andreas Kalbitz, il che lascerebbe pensare a pressioni da parte del partito. E tuttavia pare che AfD voglia minimizzare la vicenda: «Per noi non c’è alcun problema» ha dichiarato Daniele Friese, portavoce del partito, come se la conversione all’Islam di uno dei suoi esponenti sia perfettamente coerente con il programma di AfD.

La campagna di Alternative für Deutschland contro l’islamizzazione della Germania

Alternative für Deutschland è un partito anti-Islam. È chiaro sin dalla homepage del sito web di AfD Brandeburgo dove la lotta alla diffusione della religione islamica in Germania viene segnalata come uno dei capisaldi del credo del partito: «Ci richiamiamo alla dominanza della cultura tedesca. Pensiamo che l’Islam non faccia parte della Germania» questa la frase riportata sul sito. In campagna elettorale il leader di AfD Alexander Gauland aveva dichiarato apertamente: «L’Islam non è compatibile con l’essenza libera e democratica della Germania». Con questi ideali, sempre più vicini a quelli del movimento Pegida (movimento politico tedesco antislamista fondato a Dresda), AfD è stato consacrato come terzo partito tedesco alle scorse elezioni federali ed è riuscito a entrare al Bundestag.

Arthur Wagner e la sua conversione all’Islam

Originario di Falkensee, nel Brandeburgo, e nato in una famiglia di tedesco-russi, in passato Wagner era iscritto alla CDU (Unione cristiano democratica). Deluso dalla leader Angela Merkel, nel 2012 ne è uscito per avvicinarsi poi ad AfD e finire per rappresentarne i vertici a livello regionale dal 2015. In occasione del congresso di partito tenutosi ad aprile 2017, Wagner era stato rieletto alla carica di assessore competente in materia religiosa.

Risale a luglio 2017 il video di Youtube in cui Wagner faceva campagna elettorale in russo per Alternative für Deutschland. Al suo pubblico Wagner diceva: «La nostra missione è salvare questo Paese. Angela Merkel ha commesso un grave errore ad aprire i confini. Prima la ammiravo, lei che è cresciuta nella Germania Est e ha studiato a Mosca. Ma avevo torto».

Della sua recente conversione all’Islam Wagner non vuole parlare. Al giornale Tagesspiegel ha motivato il suo silenzio dicendo che si tratta di una «questione privata». Il politico ha negato di aver ricevuto pressioni dal partito volte ad ottenere le sue dimissioni dalla giunta. A Falkensee, dove risiede, Wagner aveva già creato confusione all’epoca della sua candidatura per il consiglio parrocchiale, posizione considerata non coerente con il suo ruolo in AfD. Sono molti a definirlo una persona ambigua: nonostante ripudi chiaramente qualsiasi forma di multiculturalismo, Wagner è impegnato in un’iniziativa locale per rifugiati. Per via della sua conoscenza della lingua russa, sembra che il politico si sia occupato soprattutto di rifugiati ceceni, assistendoli prevalentemente in qualità di interprete. Così sarebbe entrato in contatto con l’Islam.

La reazione del partito

La reazione del partito alla scelta di Wagner è piuttosto insolita. Come riporta Berliner Zeitung, il portavoce di AfD Daniel Friese ha commentato: «Wagner è stato a lungo ai vertici del partito. Di recente si è però dimesso dalla carica per ragioni personali. Quanto alla sua conversione, per noi non c’è alcun problema. E penso che la maggioranza del partito sia d’accordo. Anche dentro AfD ci sono musulmani. La religione è una questione privata e noi sosteniamo la libertà di culto sancita dalla Costituzione. Wagner avrebbe potuto scegliere anche un’altra confessione». Nonostante i tentativi di AfD di minimizzare l’accaduto, i suoi elettori sono rimasti sbigottiti.

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Foto di copertina © AfD-Facebook

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Oggi lavoro come giornalista.

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