Germania, studentessa cinese violentata e uccisa da figlio di poliziotta e sua compagna

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La corte di Dessau ha finalmente emesso il verdetto sull’uccisione nel 2016 di Yangjie Li.

Ad essere stata condannata è una coppia di genitori, entrambi ventunenni. Lui è  il figlio di una poliziotta che inizialmente era stato addirittura coinvolta attivamente nell’indagine. I giudici del tribunale sassone l’hanno condannato a vita. La sua compagna invece dovrà scontare otto anni in carcere, perché, a differenza dell’uomo “avrebbe poi mostrato rimorsi per ciò che ha commesso”.

Il sequestro e l’omicidio di Yangjie Li

Era l’11 maggio 2016. Yangjie Li era una studentessa di architettura di 25 anni presso la Hochschule Anhalt di Dessau quando, tornando a casa dopo aver fatto jogging, fu rapita dalla coppia. Ad avere fatto scattare l’allarme fu la comunità cinese della città con diversi appelli su Facebook e WeChat e appellandosi all’ambasciata cinese a Berlino. Due giorni dopo la polizia trovò il corpo nudo della ragazza nei pressi del teatro di Friedensplatz. Purtroppo le tante ferite ricevute al viso  sul resto del corpo resero impossibile un’identificazione immediata della vittima. Solo il giorno dopo si poté parlare apertamente di Yangjie Li.

Il 23 maggio gli allora venunenni Sebastian F e la sua fidanzata Xenia si costituirono alla polizia dichiarando che il DNA trovato sul corpo della ragazza poteva essere il loro. I due dichiararono che avevano incontrato Li la notte della scomparsa e che si fossero poi recati nel loro appartamento per fare del sesso a tre. Li avrebbe poi lasciato l’appartamento facendo perdere le sue tracce. La loro testimonianza fu contraddetta da testimoni che affermarono come Li, nell’ora del supposto sesso, si sarebbe trovata altrove. Il DNA confermò che il DNA sul corpo della vittima apparteneva alla coppia che fu così messa sotto arresto.

Sebastian F. nel frattempo era stato aiutato dalla madre (Ramona S) e dal suo compagno, entrambi poliziotti, a ripulire l’appartamento da eventuali prove. Precedentemente Ramona S., figlia dell’ex capo della polizia di Dessau,  si era addirittura offerta di far parte del team di investigatori.

La reazione cinese

Non solo la comunità cinese di Dessau e tedesca in generale, ma lo stesso stato cinese ha seguito fin dall’inizio da vicino la triste vicenda. Non si trattava solamente di scoprire il nome degli assassini, ma anche di tenere pulito il nome della vittima e l’idea che avesse voluto fare del sesso a tre con la coppia di tedeschi. È stato questo uno dei punti affrontati anche dal tribunale di Dessau che ha chiarito come la ragazza fosse stata rapita fin dall’inizio. Secondo la ricostruzione dei fatti sancita dal tribunale di Dessua, dopo il rapimento e la violenza sessuale, la coppia tedesca avrebbe cercato di ferire a morte la vittima. Uscita di casa e tornata dopo qualche ora, solo dopo essersi conto che la ragazza era ancora in vita, decise di lasciarla agonizzante in mezzo ai cespugli di una strada cittadina dove la ragazza morì qualche ora dopo.


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Photo: Mitteldeutsche Zeitung 

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