Germania, un Paese per giovani: prima al mondo per qualità della vita under 30

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La Germania è il miglior Paese in cui vivere per i giovani dai 15 ai 29 anni: lo rivela il Global Youth Development Index and Report 2016, uno studio del segretariato del Commonwealth britannico. Il report ha preso in considerazione 183 nazioni, valutandole attraverso 18 indicatori tra cui la partecipazione politica, l’accesso a cure e benessere, il livello di istruzione, le opportunità di lavoro e altri fattori decisivi per chi si trova in quella fascia d’età . E l’Italia? Il Belpaese, purtroppo, non si colloca in una posizione altrettanto prestigiosa: siamo 37esimi, dopo Costa Rica, Cile, Ungheria, Romania e Colombia.

Germania, paradiso degli under 30. Dal canto suo, la Germania guadagna la prima posizione. Un dato che non sorprende più di tanto: la Repubblica Federale è vista come locomotiva trainante dell’Europa grazie all’ottima qualità della vita, alle tante chance di lavoro e specializzazione, a un’università di alto livello e pressoché gratuita. L’Italia supera la Germania solo riguardo a salute e benessere (decima), mentre sono estremamente preoccupanti i dati riferiti alla partecipazione civica: la Germania si piazza trentasettesima, mentre l’Italia si trova addirittura al 102esimo posto. La Germania occupa poi il primo posto per la partecipazione politica, la seconda per opportunità di lavoro, l’ottava per il livello di istruzione dei suoi giovani. L’Italia invece è al 38esimo posto per l’istruzione, al 67esimo per opportunità di lavoro e all’88esimo per partecipazione politica.

L’Italia e i suoi giovani. Sole, buon cibo e rapporti umani calorosi non sono sufficienti a dare ai giovani italiani un buon motivo per restare. Nonostante quella italiana sia una repubblica fondata sul lavoro, le possibilità di avere un impiego stabile dopo la laurea sono basse. L’Italia non è un paese per giovani. Della fuga dei cervelli si è parlato tanto negli ultimi anni. Se il fenomeno non è nuovo, la sua incidenza sta sensibilmente aumentando. Secondo il rapporto Italiani nel mondo 2016, nel 2015 hanno fatto le valigie 39.410 giovani tra i 18 e i 34 anni e la loro meta preferita è stata proprio la Germania. Numeri che dovrebbero far riflettere. La nostra generazione è precaria e disoccupata. Così, i giovani, se ne vanno altrove. Allenati all’internazionalità da Erasmus, scambi culturali, master e stage all’estero durante e dopo l’università, cercano e spesso trovano fuori un’occupazione, lontano da mamma Italia. Molto spesso non sono i cervelli a voler scappare: è l’Italia stessa a dargli tante buone ragioni per allontanarsi.

Il sogno americano diventa europeo? Dallo studio arrivano anche alcune sorprese: nonostante gli Stati Uniti vantino le università più prestigiose del mondo e siano la patria della Silicon Valley, si trovano solo in 23esima posizione nella graduatoria generale. A dominare la classifica sono quasi esclusivamente i Paesi europei, ad eccezione del Giappone e dell’Australia (e del Regno Unito, a voler considerare la Brexit): nella top ten, dopo la Germania, ci sono nell’ordine Danimarca, Australia, Svizzera, Regno Unito, Olanda, Austria, Lussemburgo, Portogallo, Giappone. Il continente in cui i giovani sono più svantaggiati è invece l’Africa, le cui città occupano le ultime dieci posizioni.

Foto di copertina © Flickr – Victor van Werkhooven

 

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Ilaria Porru

Classe 1993, sarda. E’ laureata in Lingue e Comunicazioni presso l’Università degli Studi di Cagliari. Viaggiatrice per natura, durante il suo corso di studi ha incontrato la Turchia, Paese che le ruba il cuore e da cui non riesce più a separarsi.

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