Guida ai negozi più provocanti di Berlino

Start-up dagli uffici eleganti nel cuore di Berlino, punti vendita luminosi e colorati, siti internet dal design curato…

Sono finiti i tempi in cui l’industria dell’erotismo veniva relegata in scantinati bui o negozietti ambigui e derubricata da un pregiudizio moralista a passatempo da pervertiti. Eh sì, perché, almeno nella capitale tedesca, le start-up dedicate a quello che potremmo definire wellness sessuale vivono una stagione di crescita prorompente, tra sperimentazione di nuovi prodotti, enorme crescita dell’indotto e un diverso approccio alla sessualità – più giocoso, leggero, privo di sensi di colpa. Alcune, come Amorelie di Wedding, sono nate da poco ma fanno già registrare fatturati da capogiro, e lo spazio per nuovi investitori non manca. Così Berlino si candida a diventare regina mondiale del settore.

Un’offerta sempre più variegata

Sexy shop come Amorelie, Sexclusivitäten di Kreuzberg, Gorgeous di Prenzlauer Berg, Fun Factory di Mitte offrono una gamma di prodotti pensata per un pubblico e per esigenze sempre più variegate: dildo, vibratori di tutte le fogge e colori, Tenga Egg, giocattoli per uomini, attrezzatura da bondage, biancheria sexy sempre più raffinata e costosa, ma anche sezioni online dal titolo «Sesso anale: una guida per la prima volta» o «Sesso orale: consigli e trucchi». L’idea è insomma quella di liberare definitivamente la sessualità dai tabù proponendone una versione libera e gioiosa, non più maschiocentrica ma attenta alle esigenze di donne e coppie, di consumatori ecologisti e vegani, di ogni tipo di orientamento sessuale. «Il nostro target siamo noi stessi», sintetizza Lea-Sophie Cramer, 29enne fondatrice di Amorelie: «Donne, uomini e coppie delle mia generazione totalmente trascurati dall’offerta e dal marketing della vecchia industria erotica. Aziende come la nostra sono innovative perché sanno spiegare al cliente la differenza tra un dildo e un vibratore, perché propongono prodotti colorati e simpatici a chi è spaventato da un vibratore esattamente identico a un pene reale, perché si aprono all’elettronica, ad esempio con l’idea del vibratore wi-fi, che rivoluzionerà l’intera branca».

Vibratori wi-fi e condom vegani

La fondatrice di Amorelie si riferisce in particolar modo alla start-up di tecnologia erotica londinese Mystery Vibe, che ha appunto ideato un vibratore utilizzabile a distanza mediante wi-fi e app. Secondo la Cramer il futuro è in prodotti del genere, «capaci di comunicare tramite wi-fi e di mettere in contatto due persone che vivono, ad esempio, a New York e Parigi». Ma aziende produttrici di condom come la berlinese Einhorn e sexy shop come Other Nature, a Kreuzberg, fanno profitti anche soddisfacendo una clientela ecologista e animalista: i condom vegani, totalmente in caucciù, senza proteine animali, sono ormai un long seller.

Berlino è il futuro per le aziende di settore

Gli esperti sono concordi nella loro previsione: per le aziende che sanno proporre una nuova filosofia mescolando edonismo, benessere, erotismo più avvertito la fetta di mercato disponibile è potenzialmente enorme. «Parliamo della branca col più grosso traffico dati in internet e con profitti sempre crescenti», spiega alla Berliner Zeitung Florian Nöll, presidente dell’Unione federale delle start-up tedesche. «Queste aziende creano posti di lavoro e perdono finalmente la loro reputazione “sporca”, peccaminosa. Ma sul mercato ci sarebbe ancora spazio per altri concorrenti: sono ancora in pochi ad osare e secondo me, in qualche modo, dipende ancora da una qualche forma di barriera moralistica». Se altrove per le start-up del settore può essere complicato ricevere finanziamenti dalle banche, aziende come Amorelie fanno invece della franchezza un’arma vincente: «Per noi la sessualità non è un elemento a sé, ma un elemento costitutivo della vita come gli altri, del tutto normale». Una mentalità che viene premiata da fatturati di milioni di euro. Apertura alla sperimentazione, atmosfera liberale e un sistema di start-up collaudato: tutti elementi che possono fare di Berlino la capitale mondiale dei sex toys e dell’industria erotico-tecnologica del futuro.

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