Guida (con indirizzi) ai bunker di Berlino della Seconda Guerra Mondiale

©Torsten Maue CC BY SA 2.0

di Fabio Ferrarini*

Il 24 ottobre del 1936 Italia e Germania stipularono un’intesa denominata “Asse Roma-Berlino”: questo patto fu il primo passo di avvicinamento tra le due potenze nello scacchiere internazionale e tale collaborazione trovò successivamente piena attuazione con il Patto d’Acciaio del 22 maggio 1939. Neanche un anno prima della firma di quest’ultimo, nel luglio del 1938, a Milano venne pubblicata una “Relazione sulle visite ad alcuni impianti di protezione antiaerea”. Il 18 luglio del 1938, infatti, due ingegneri del Politecnico di Milano, Cesare Chiodi e Francesco Mariani, presero contatto diretto con il Ministero dell’Aria Tedesco.

Ricevuti dal Sig. Conte Hardenberg, partirono da Milano alla volta di Berlino, con lo scopo di visitare alcuni ricoveri antiaerei nella capitale tedesca e conoscere l’orientamento seguito in Germania per la risoluzione delle diverse problematiche inerenti alla protezione antiaerea. Durante la loro missione, Chiodi e Mariani visitarono un immobile adibito ad uffici in Klosterstraße 68 (dove tuttora si trova il Palais Podewil ed a pochi passi dall’ambasciata olandese), uno stabile situato nella parte posteriore del Rathaus in Parochialstraße 2 (nel complesso degli edifici della Altes Stadthaus) ed una scuola nella zona occidentale di Berlino, più precisamente in Schleiermacherstraße 23. Negli anni Trenta Berlino era un bersaglio molto vasto, stimato intorno alle 339 miglia quadrate (circa 545 Kmq.): includendo i sobborghi e l’area metropolitana arrivava a comprendere 883 miglia quadrate (circa 1.420 Kmq.). Era la sede del Governo tedesco ed un importante centro industriale.

Nel 1933, con una popolazione di 4.242.500 abitanti, venne costruita l’area amministrativa che copriva 43.600 acri (circa 17.644 ettari), strade e ferrovie occupavano altri 25.000 acri (circa 10.117 ettari), mentre gli spazi aperti, i giardini i cimiteri e i parchi occupavano oltre 10.500 acri (circa 4.249 ettari). Le strade larghe ed i laghi circostanti, collegati ai canali della Sprea, consentivano sia il trasporto industriale che l’approvvigionamento di materiale grezzo da lavorare all’interno delle fabbriche. Berlino vantava uno dei migliori sistemi di trasporto metropolitano d’Europa, costituito da 92 stazioni e 46,6 miglia di strade rotabili.

Le industrie berlinesi erano principalmente tessili, siderurgiche, ferroviarie e chimiche. Ad esse si aggiungeva la produzione di birra, macchine da lavoro e porcellana. Naturalmente tutte queste aree dovevano essere protette da eventuali attacchi aerei, così come la popolazione civile. Ma cosa è possibile visitare oggi a Berlino? Per quanto riguarda l’esplorazione diretta di alcuni rifugi antiaerei berlinesi, si riportano di seguito alcuni suggerimenti grazie alle relazioni dei sopralluoghi effettuati personalmente nel 2011 con l’assistenza delle guide ufficiali dell’Associazione Berliner Unterwelten e. V. Partiamo dal ricovero antiaereo di Gesundbrunnen. Inizialmente la struttura non venne concepita come bunker o, comunque, come rifugio antiaereo. Il progetto originario risaliva ai lavori per la costruzione di una linea metropolitana tra il 1912 ed il 1929. Dopodiché, in seguito alla Grande Depressione, il cantiere venne chiuso e quanto rimase venne adibito a magazzino per la società di trasporto pubblico berlinese. Tuttavia, in conseguenza del Führer-Sofort Programm, nel 1941, la struttura venne potenziata e convertita in rifugio antiaereo ad uso civile ma riservata esclusivamente ai dipendenti della società di trasporto ed ai malati. Nel 1943 il bunker venne aperto a tutti i civili. Riguardo alla capacità, nel progetto di conversione si stima 1 mq. per persona, di conseguenza si presume che potesse ospitare 1.400 unità. Le esigenze pratiche create dai bombardamenti portarono, come in molti altri casi, ad aumentare il numero di persone ospitabili.

La torre contraerea di Humboldthain nacque in seguito al Führer-Sofortprogramm. Nel 1941 Hitler decise di proteggere adeguatamente la città di Berlino imponendo la costruzione di una difesa contraerea fissa. L’incarico venne affidato all’architetto Friederich Tamms. La sua costruzione iniziò nell’ottobre del 1941 e terminò nell’aprile del 1942, l’uso era di tipo militare ma esisteva un ampio spazio riservato ai civili: le cifre in tal senso si aggirano intorno alle 15.000 persone. L’edificio misurava in altezza 36 metri. La Flakturm di Humboldthain non era l’unico esemplare, ne esistevano altre sia nella città di Berlino (tre coppie di fortezze) che nelle città di Vienna ed Amburgo. Le tre coppie di fortezze erano posizionate in modo da formare un triangolo difensivo per proteggere la città. Tale struttura consentiva il posizionamento dei cannoni Flak 40, da 12,8 cm e pesanti 27 tonnellate.

A differenza delle altre torri gemelle di Zoologischer Garten e Friedrichshain che vennero completamente smantellate tra il 1945 ed il 1950, la demolizione della fortezza di Humboldthain (in territorio di occupazione francese) rimase limitata soltanto alle torri meridionali, mentre quelle settentrionali vennero sepolte da oltre 1,4 milioni di tonnellate di macerie e detriti. Dopo un incredibile lavoro di rimozione di detriti, ciò che resta parzialmente visitabile della fortezza (una delle torri settentrionali) è aperto al pubblico grazie all’associazione Unterwelten e. V. La fortificazione è accessibile risalendo la collina del parco di Humboldthain (Volkspark Humboldthain, Hochstraße 10) ed è accessibile da quella che un tempo era la sommità di una delle due torri settentrionali. Attualmente la struttura è adibita a museo e da ottobre ad aprile è chiusa per consentire alle colonie di una specie protetta di pipistrelli di trascorrere l’inverno indisturbati. Infine si segnala il ricovero antiaereo di Moritzplatz. Esistono diverse datazioni riguardo alla conversione della presente struttura in rifugio antiaereo: alcuni autori parlano del 1933 o del 1935, mentre altri lo collocano intorno al 1940.

È noto però che i locali sotterranei visitabili fanno parte di una struttura incompleta che era destinata a diventare il collegamento metropolitano della U-Bahn tra le stazioni di Treptow e Moabit. La linea non fu mai realizzata, così nel 1940 venne definitivamente adibito a rifugio antiaereo ed attualmente le aree esplorabili si trovano sotto ai binari della linea U8 presso la stazione di Moritzplatz. La capacità era notevole, il rifugio poteva ospitare circa 1.800 – 2.000 persone con ventilazione funzionante. Tutto questo potrebbe farci presumere che sotto a Berlino siano rimaste le tracce di un’oscura città sotterranea frutto della guerra e delle sue incalcolabili conseguenze: forse un “pezzo” di archeologia bellico-industriale da consegnare ai posteri.

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*Fabio Ferrarini: Nasce a Monfalcone nel 1983. E’ laureato in Scienze Giuridiche e Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla protezione antiaerea: “Fortificazioni antiaeree della II. Guerra Mondiale nelle aree metropolitane di Milano e Berlino”. Dal 2007 al 2009 lavora alla Fondazione Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC) presso la segreteria del Prof. Antonio Padoa Schioppa. Dal 2012 è Tesoriere della Società Dante Alighieri di Berlino. Attualmente è un libero professionista, si occupa di formazione professionale, ricerca, divulgazione storica e diffusione della cultura italiana nei paesi dell’Europa centro-settentrionale ed orientale. Maggiori informazioni su: www.ilcaffeorientale.com. Per ulteriori informazioni si segnalano iI sito dell’associazione Berliner Unterwelten e. V.: http://berliner-unterwelten.de/

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One Response to “Guida (con indirizzi) ai bunker di Berlino della Seconda Guerra Mondiale”

  1. Andrea52

    Interessante! Un itinerario diverso dal solito,tantopiu´ che l´autore e´ mio compaesano! Bravo!

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