Guida per avviare un’impresa in Germania

avviare un'impresa in Germania

di Alberto Agnelli

Per avviare un’attività imprenditoriale, in Germania come in ogni altro Paese, occorre compiere delle valutazioni e delle scelte in merito alla forma che deve assumere questa iniziativa, vale a dire la “scatola giuridica” in cui si vuole inquadrare e sviluppare il futuro percorso imprenditoriale.

In questo articolo troverete una panoramica sintetica delle principali forme alternative che possono essere adottate, riservandoci successivi approfondimenti in merito alle singole tipologie descritte. La scelta è importante sotto vari profili. Ci sono gli aspetti connessi alla tassazione che viene applicata (tema di cui ci siamo già occupati qui), che varia a seconda che si tratti di società di capitali, società di persone o imprese individuali. C’è il tema importantissimo relativo alla responsabilità, limitata o illimitata, per le obbligazioni assunte nello svolgimento dell’attività. Ci sono le valutazioni relative alla composizione della futura compagine sociale e ai poteri da attribuire ai singoli soci, quando l’iniziativa è condivisa con dei partner che possono essere operativi oppure meri finanziatori. Ci possono essere valutazioni strategiche commerciali, quando si vuole in qualche modo essere presenti nel mercato tedesco, senza tuttavia aprire una società. Ci sono infine, ma non ultimi, gli aspetti burocratici e autorizzativi e la valutazione dei costi da sostenereLa decisione su quale forma adottare va quindi ponderata con attenzione. Il suggerimento è sempre quello di non cadere nella tentazione di optare per “quella che costa meno” e “quella più facile da creare”, senza un minimo di approfondimento ulteriore.

Le attività individuali

L’insieme delle attività svolte a livello individuale abbraccia tipologie tra loro molto diverse, alcune delle quali non possono nemmeno definirsi imprese o non consistono in un’attività di natura commerciale, bensì di carattere professionale oppure artistico. Come in Italia, infatti, i concetti di impresa individuale, lavoro autonomo, freelance, attività professionale (regolamentata e non) hanno dei confini mobili, a seconda del profilo sotto il quale vengono considerati. In alcuni casi possono essere trattati unitariamente, ma in molte situazioni la loro disciplina diverge in maniera significativa. Sotto il profilo della responsabilità di impresa l’insieme è omogeneo, in quanto sussiste in generale la responsabilità illimitata del soggetto che agisce, il quale risponde quindi anche con il suo patrimonio personale delle obbligazioni contratte e dei relativi debiti. Questo è un aspetto sostanziale molto rilevante nella comparazione con forme giuridiche societarie a responsabilità limitata. Anche in materia di imposizione fiscale l’insieme appare omogeneo, perché le attività individuali sono assoggettate alla tassazione progressiva sul reddito delle persone fisiche (Einkommensteuer) e non all’imposta fissa prevista per le società di capitali (Körperschaftsteuer). Tuttavia esistono delle differenze a seconda della tipologia di attività svolta, perché quelle di natura commerciale sono soggette (anche) alla Gewerbesteuer (sebbene con una soglia di esenzione), imposta che invece non si applica alle attività professionali e freelance. Una categoria a sé stante è quella delle attività professionali regolamentate (esempio, gli avvocati, i notai, ecc.): in questi casi, per esercitare la professione occorre possedere titoli specifici oppure ottenere il riconoscimento di titoli conseguiti in altri Paesi e avere altri requisiti richiesti dal singolo ordinamento professionale di appartenenza. Si tratta quindi di un’ipotesi del tutto peculiare, perché è l’accesso stesso alla professione che è limitato. Esistono però attività non regolamentate che possono essere considerate professionali o commerciali a seconda del modo in cui vengono svolte: un tipico esempio è quello del fotografo, che può essere artista, freelance (collaboratore autonomo) oppure imprenditore commerciale. A seconda dei casi, tale soggetto potrà quindi essere obbligato o meno all’iscrizione nel registro delle imprese (Handelsregister) e, se svolge attività commerciale, sarà tenuto all’indicazione della sigla “e.K.” (eingetragene(r) Kaufmann/-frau) accanto al nome dell’impresa. È in generale esclusa, invece, l’iscrizione nel registro per i freie Berufe, cioè i liberi professionisti, quali ad esempio giornalisti freelance, traduttori, interpreti, oltre ovviamente alle professioni regolamentate già citate in precedenza. Nell’ipotesi in cui si volesse intraprendere un’attività in forma individuale, è opportuno definire come verrà svolta e quindi capire in quale categoria andrà inquadrata, per adempiere correttamente agli obblighi amministrativi e fiscali previsti dalla normativa tedesca.

Le società di persone

Qualora si intendesse svolgere un’attività in forma collettiva, senza approdare alla costituzione di una società di capitali, l’ordinamento tedesco mette a disposizione varie soluzioni alternative. Una soluzione base interessante è quella della Gesellschaft bürgerlichen Rechts (GbR), letteralmente “società di diritto civile” o anche società semplice, per riprendere una definizione nota al sistema italiano. Questa forma sociale è molto libera e svincolata da formalità, tanto è vero che può essere costituita in forma verbale e senza necessità di versare un capitale sociale. La GbR è una partnership tra imprenditori individuali o liberi professionisti, in cui si concorda lo svolgimento in comune di attività finalizzate al raggiungimento di uno scopo prestabilito. L’ampia autonomia lasciata alle parti nello stabilire cosa fare e come farlo suggerisce l’opportunità di definire e regolare comunque per iscritto il contenuto degli accordi, tenuto anche conto che, trattandosi di società a base personale, la responsabilità per le obbligazioni contratte è illimitata e si estende quindi anche al patrimonio personale del singolo soggetto. Esistono poi società di persone simili in termini di disciplina a quelle italiane, come la Offene Handelsgesellschaft – oHG (società in nome collettivo) e la Kommanditgesellschaft – KG (società in accomandita), che non presentano specifiche peculiarità. Una soluzione particolare è invece rappresentata dalla GmbH & Co. KG, che è una forma speciale di società in accomandita, dove però il socio accomandatario è una società a responsabilità limitata (GmbH). I principi applicabili in tema di responsabilità sono quelli generali, ma la combinazione delle due fattispecie comporta, sul piano concreto, che la responsabilità illimitata del socio accomandatario viene di fatto (e di diritto) limitata all’ambito della GmbH, senza estendersi ad alcuna persona fisica. A loro volta i soci accomandanti sono responsabili solo nei limiti del capitale conferito. Si tratta di una forma sociale che può prestarsi all’ipotesi in cui si vogliano aggregare, in qualità di soci, dei soggetti finanziatori quando si intende coltivare un’iniziativa imprenditoriale specifica, tenendola quindi separata rispetto al core business aziendale della GmbH. Un altro impiego tipico della GmbH & Co. KG è quello per le società a base familiare, il che è confermato dal fatto che sovente i soci della GmbH sono le stesse persone che compaiono anche come soci accomandanti.

Le società di capitali

In questa categoria rientrano le forme societarie caratterizzate dalla responsabilità limitata dei soci, i quali pertanto rispondono nei limiti del capitale conferito. Le società di capitali hanno soggettività giuridica piena e anche fiscalmente sono centri autonomi, distinti rispetto ai soci: la tassazione avviene in capo alla società, mediante applicazione dell’imposta sugli utili prodotti nell’esercizio di riferimento (Körperschaftsteuer), oltre al contributo di solidarietà e l’imposta sulle attività produttive (Gewerbesteuer). Le società di capitali hanno quindi obblighi amministrativi e fiscali maggiori e sono iscritte al Registro delle Imprese (Handelsregister) e al registro delle attività commerciali (Gewerbe-/Ordungsamt), oltre che alla Camera di Commercio e Industria (IHKs) o di Artigianato (Handwerkskammern) alla quale appartiene l’attività svolta. Una volta avvenuta l’iscrizione nel Registro, le informazioni rilevanti sono trasmesse in via automatica al Finanzamt per l’iscrizione relativa alla posizione fiscale dell’impresa. Le forme sociali più note e utilizzate sono la società a responsabilità limitata (Gesellschaft mit beschränkter Haftung – GmbH), in larga parte analoga a quella italiana come disciplina, e la società per azioni (Aktiengesellshaft – AG), anch’essa simile nella struttura a quella italiana, almeno in termini generali; si noti che sul piano della governance interna, in seguito alla riforma delle società in Italia, le S.p.a. possono adottare un modello dualistico simile a quello tedesco, che prevede la presenza del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza (nel quale, in Germania, sono anche rappresentati i sindacati). L’adozione di queste forme societarie comporta naturalmente una gestione diversa e più articolata sotto vari profili rispetto all’impresa individuale o alle società di persone e anche un impegno economico maggiore, se solo si considera la necessità di dotare la società di un capitale sociale minimo obbligatorio (25mila euro per la GmbH e 50mila euro per la AG). Un’alternativa più economica sotto questo profilo è rappresentata dalla “mini-GmbH” (Unternehmergesellschaft – UG), anche detta “1-Euro-GmbH”, con una formula assai eloquente. Questa società non è un tipo a sé stante, ma è una forma speciale di GmbH, di cui si applica in parte la disciplina. Una delle differenze sta appunto nel fatto che la mini-GmbH può essere costituita anche con un capitale minimo di 1 euro, sebbene poi un quarto degli utili annuali debba essere accantonato come riserva fino al raggiungimento della somma di 25.000 euro, allorquando la UG verrà “convertita” in una GmbH normale. Semplificazioni sono previste anche sul piano delle formalità, delle procedure e dei costi di costituzione, motivo per cui la UG rappresenta sicuramente una soluzione appetibile sotto vari profili; naturalmente si tratta sempre di valutare se e in che limiti sia opportuno utilizzare questa forma sociale, perché è chiaro che l’immagine di solidità che può dare una società con un euro di capitale sociale e con responsabilità limitata è inferiore a quello di una GmbH o perfino di un’impresa individuale, dove l’imprenditore risponde comunque con il suo patrimonio personale.

Le succursali tedesche di società straniere

Un’ulteriore soluzione da considerare, laddove si intenda aprire un’attività in Germania o meglio laddove vi sia interesse commerciale ad essere presenti sul mercato tedesco, è quella dell’apertura di una succursale di società straniera, che – per comodità – ipotizziamo essere una società italiana. Chi ha rapporti commerciali con la Germania o intende svilupparli, può pensare di stabilire sul territorio tedesco una propria rappresentanza, che potrà avere una propria autonomia oppure essere del tutto dipendente dalla società “madre” italiana.  La succursale tedesca (Zweigniederlassung) potrà infatti essere selbständig oppure unselbständig. Nel primo caso (selbständige Zweigniederlassung), la succursale è dotata di un certo grado di autonomia, nel senso che svolge una propria attività, di cui anche è responsabile sotto il piano delle obbligazioni contratte; la succursale autonoma, infatti, è gestita da un soggetto che ha il potere di rappresentarla (come procuratore), ha proprie risorse finanziarie, può avere un proprio conto corrente bancario e ha una contabilità separata. Può anche avere una propria ditta sotto la quale agire, sempre però indicando che si tratta di un branch office di società straniera. Nel secondo caso (unselbständige Zweigniederlassung), la succursale è invece priva di autonomia soggettiva e la sua attività è sostanzialmente limitata allo sviluppo di relazioni commerciali, che però fanno capo in via esclusiva alla società madre italiana: anche eventuali fatture saranno quindi emesse dalla società italiana. Questo tipo di succursale non necessita di iscrizione nel Registro delle imprese, ma solo nel registro locale di commercio.

In sintesi

L’ordinamento giuridico tedesco offre un ventaglio ampio di soluzioni per intraprendere un’attività economica nel Paese. Dal punto di vista delle strutture e delle categorie giuridiche utilizzate, c’è corrispondenza con le tipologie previste in Italia, il che agevola quanto meno la valutazione delle componenti per compiere una scelta che – ribadiamo – è molto importante. La conoscenza degli ulteriori aspetti peculiari del sistema tedesco (regime fiscale, amministrativo, contabile, ecc.) è altrettanto importante, anche per assicurare il corretto adempimento di tutte le formalità e la piena funzionalità dell’impresa.

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 Immagine di copertina: CC0 Public Domain

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