Hamburger Bahnhof, la più antica stazione di Berlino, tempio dell’arte contemporanea

Belling

L’Hamburger Bahnhof è uno dei più spettacolari esempi di recupero architettonico della città: considerata la più antica stazione ferroviaria di Berlino (1846), oggi è uno dei musei di Berlino da visitare assolutamente.

Il Museo del Presente, all’interno di un’ex stazione ferroviaria, è uno spazio in cui periodicamente vengono allestite mostre di artisti contemporanei emergenti o già affermati.

La storia del Museo del Presente

Dopo essere stata una stazione, inaugurata nel 1846, nel 1906 l’Hamburger Banhof divenne museo ferroviario, distrutto dalla guerra e riaperto negli anni ‘80. Ed è rimasto museo ferroviario fino al 1996, anno di svolta nel quale è stata trasformata nel Museum fϋr Gegenwart (Museo del Presente), con l’allestimento di importanti collezioni di arte contemporanea. Punta di diamante, la presenza del Joseph-Beuys-Medien-Archiv, polo documentario sul più geniale e amato artista tedesco degli ultimi decenni. Se non vi è mai capitato di entrare è altamente consigliabile una visita, anche solo per il colpo d’occhio di grande effetto che regala la sua Historische Halle, il cuore ferrato della vecchia stazione che ospita oggi, nella sua ampiezza, installazioni e mostre temporanee.

© Jean-Pierre Dalbéra, CC BY-2.0

La mostra attuale: Rudolf Belling. Skulpturen und Architekturen

Oggi e fino  al 17 settembre 2017, l’esposizione è dedicata a Rudolf Belling (1886-1972), scultore tedesco nato a Berlino. La Nationalgalerie ha organizzato la prima mostra dedicata a Rudolf Belling nel 1924. Oggi viene presentata una retrospettiva dal titolo “Rudolph Belling. Skulpturen und Architekturen”, in cui le opere esposte sono tra le avanguardie dell’arte astratta nella scultura del XX secolo. Per la prima volta, infatti, sono state raccolte la quasi totalità delle sue opere, in un percorso che ripercorre i 40 anni della sua carriera. Il punto di partenza sono dieci sculture risalenti agli anni ’20, tra cui la celebre “Dreikland”, provenienti dalla collezione della Nationalgalerie. I restanti 80 pezzi in esposizione, creati da Belling tra gli anni ’10 e gli anni ’80, vanno dalle vere e proprie sculture a disegni, modelli, film, foto e figurine, illuminando le molteplici sfaccettature di un artista che non può essere definito soltanto per mezzo della scultura.

Belling
© bpk, Nationalgalerie SMB, VG Bild-Kunst, Bonn 2017

Infatti, il lavoro di Belling, che si è prolungato per sei decenni nel corso del ‘900, è caratterizzato da una grande versatilità: dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività, dall’Astrattismo al Naturalismo, la sperimentazione è sempre stata una caratteristica dell’artista tedesco. Anche dal punto di vista professionale, è stato attivo in numerosi campi: scenografo e costumista, pubblicitario, designer; ha collaborato con architetti nella creazione di fontane e monumenti; il suo “Moden-Plastik” è tuttora considerato come un eccellente esempio di manichino moderno. La natura eterogenea della sua produzione è stata commentata da Belling stesso già nel 1922 con l’affermazione che, al di là del senso o della logica, utilizzava quanto gli sembrava necessario alla creazione di un tutto organico. Un’altra innovazione apportata dallo scultore è stata quella di inserire nei suoi progetti degli spazi vuoti, contravvenendo al tradizionale horror vacui che ha sempre caratterizzato la produzione artistica occidentale.

 

Belling
© bpk, Nationalgalerie SMB, Klaus Goken, VG Bid-Kunst, Bonn 2017
Belling
© bpk, Nationalgalerie SMB, Klaus Goken, VG Bid-Kunst, Bonn 2017

Rudolf Belling. Skulpturen und Architekturen

Hamburger Bahnhof, Invalidenstraße 50-51, Berlin

Lunedì chiuso; martedì, mercoledì e venerdì 10-18; giovedì 10-20; sabato 11-18

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Foto di copertina: © Wikimedia Commons, CC0

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