HeyChefMe, l’app nata a Berlino che ti mette in contatto con altri appassionati di cibo

Heychefme

Nata dall’idea di tre amici, HeyChefMe è un’app che permette di ridurre gli sprechi in cucina e di conoscere non solo nuove persone, ma anche culture e tradizioni diverse.

A quanti è capitato di esagerare con la spesa e comprare più di quanto poi si abbia voglia di cucinare? Sprecare è un peccato, sia etico che economico. Per ovviare questo problema a Berlino è nata HeyChefMe un’app per smartphone molto carina creata e gestita da un gruppo più che mai internazionale: due bielorussi e una indonesiana, tutti ormai da anni residenti in Germania.

Come funziona HeyChefMe

Si può essere uno chef o un host, ovvero la persona che ospita a casa propria lo chef e gli altri invitati. Una volta registratisi (è molto veloce, l’applicazione si scarica sull’Apple store)  basta collegarsi al proprio Facebook per crearsi il proprio profilo.

Se l’obiettivo è quello di socializzare si scorre la lista delle persone nelle vicinanze e, quando si trova qualcuno di interessante, lo si invita ad una colazione/brunch/pranzo/cena allegando al tutto un messaggio. Si può mandare lo stesso invito a tante persone contemporaneamente. L’idea di base è che si inviti a casa propria, ma può anche essere un posto terzo. Se invece si è chef ci si registra come chef (e tipo di chef) nell’area di interesse con la speranza di venire contattati da qualcuno. Non solo: si possono organizzare anche eventi e, viceversa, vedere quali eventi siano vicino a voi. Scegliere, attraverso una serie di filtri, l’età e il sesso dell’altra persona, decidere di essere chef o ospitarne uno. Postando un messaggio potete decidere insieme cosa e come cucinare. Generalmente è lo chef che si sposta da chi lo ospita. Può cucinare da solo o condividere l’esperienza, le sue abilità culinarie e le sue ricette. A sua volta l’ospitante mette a disposizione la sua cucina e dovrebbe fornire gli ingredienti. Dopo l’incontro si può lasciare un feedback sullo chef e sull’ospitante in modo da creare una sorta di circolo di raccomandazioni. L’opportunità di provare un’esperienza così insolita e arricchente è la motivazione per i cuochi per spostarsi, cucinare e mangiare con un estraneo. «Nonostante il lancio sia recente, e nonostante non abbiamo ancora promosso l’applicazione economicamente, Berlino è il nostro quartier generale. I berlinesi sono openminded e golosi. È una città dinamica e cosmopolita, che accoglie persone con background diversi, accoglie tutti. C’è un’enorme quantità di culture, per questo Berlino è la città perfetta per testare questo tipo di idea».

HeyChefMe
HeyChefMe

L’idea di HeyChefMe

«Molto spesso la gente è pigra in cucina, e di conseguenza gli sprechi sono inevitabili. Quindi, se sei pigro perché non invitare qualcuno che cucini per te? Questa l’idea di base. Ma come invitare qualcuno a cucinare per te? Non è stato semplice. Ci siamo incontrati per discutere l’idea nel dettaglio, per poter acquisire una conoscenza approfondita al fine di implementare un’applicazione per smartphone. Sviluppare questa app è stato un progetto a lungo termine. Ha richiesto più di un anno e la sfida più impegnativa è stata quella di non perdere la motivazione. Qualcuno è arrivato e se n’è andato in pochi mesi. È stato difficile mantenere il team motivato e concentrato. È stato su un progetto a lunga realizzazione con il quale non puoi avere un riscontro nell’immediato o avere molto tempo libero».

Come è nata di HeyChefMe

Andrey Scherbovich ha 32 anni, è bielorusso, vive a Berlino da 4 anni ed è il CEO dei HeyChefMe. Suo collega ed amico dai tempi della scuola è Alexander Olekhonovich, anche lui 32enne bielorusso, è il CTO. Affiancati da Luky Primadany, 30enne indonesiana, graphic designer ed illustratrice professionale, è CDO della startup, oltre ad esserne il cuore. Un paio di anni fa in occasione dell’Hackathon, evento riguardante l’innovazione social, i tre hanno cominciato a riflettere su come ridurre gli sprechi in cucina. Dopo un brainstorming di qualche ora hanno capito che l’idea principale non era quella di come limitare gli sprechi, ma di lottare contro le ragioni per cui si arrivava ad essi.

Il progetto

«Bisogna credere nel progetto. Il nostro scopo è quello di riunire le persone a tavola, di far incontrare sconosciuti, di creare nuove opportunità e nuove esperienze. È un buon modo per scoprire nuove ricette, nuove cucine e nuove culture. Per questo proponiamo un social contact molto semplice. Le persone si incontrano per un paio d’ore, cucinano insieme, si conoscono a vicenda e conoscono le reciproche culture e tradizioni. Il nostro concept è quello della sharing economy, l’economia della condivisione. Non vogliamo sostituire i ristoranti, ma cerchiamo di proporre alla gente una nuova esperienza culinaria. Stiamo costruendo un’applicazione gratuita. Una nuova community per far incontrare chi è in viaggio e chi vive qui. Ci piace fare nuove conoscenze e ascoltarne le storie».

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Immagine di copertina: ©  089photoshootings – CC0

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