Hitler e i rifugiati in prima pagina su di un giornale tedesco. La figuraccia del Tagesspiegel.

Un’immagine piuttosto grande di Adolf Hitler sopra e, sotto, una scritta inequivocabile: “La crisi dei rifugiati diventa una questione del capo“.

No, quella che oggi è stata stampata mercoledì 7 ottobre 2015 dal quotidiano tedesco Tagesspiegel non è davvero la miglior prima pagina della storia. Il realtà l’immagine di Hitler e il titolo dedicato ai rifugiati appartengono a due notizie diverse. L’immagine del Fuhrer è legata all’uscita di un nuovo film, “Lui è tornato“, tratto da un omonimo libro sul paradossale ritorno di Adolf Hitler nella Germania di oggi. Il titolo sui rifugiati riguarda invece la decisione della cancelliera Angela Merkel di spostare l’ambito di competenza della questione profughi dal Ministero dell’Interno all’Ufficio della Cancelleria, ovvero il suo. Ecco allora il titolo La crisi dei rifugiati diventa una questione del capo” (“Flüchtlingskrise wird Chefsache”).

La svista è diventata velocemente virale. Subito su Facebook e Twitter si sono scatenati commenti e battute sarcastiche di ogni tipo. In un Paese segnato dagli errori del ventesimo secolo unire concettualmente i due temi diventa quasi naturale sia per gli stranieri che per gli stessi tedeschi. Che sia stata una svista o un errore pianificato dal giornale per attirare l’attenzione o per far sorgere un grottesco sorriso sui volti dei propri lettori non si saprà forse mai. Dopo qualche ora sono arrivate ad ogni modo le scuse della redazione: «Non ci siamo resi conto che le due cose sarebbero state associate: sopra la foto di Hitler e sotto la crisi dei rifugiati. Ora che molti lettori ce l’hanno fatto notare, sarebbe stato meglio cambiare la foto. Non abbiamo notato l’associazione, perché di fatto non ce n’è. Ma abbiamo dato modo ai lettori di cogliere il fraintendimento. Non era nostra intenzione».

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Tedeschi e nazismo, una ferita ancora aperta. Fosse capitato in Francia non sarebbe stata la stessa cosa. In tanti Paesi, quando si incontrano turisti tedeschi, capita che qualcuno dei locali pensi ad Hitler. Sono passate almeno due generazioni dal nazismo eppure questa tragedia segna tuttora l’immagine di un popolo che di certo non ha bisogno di figuracce come quella del Tagesspiegel per allontanarsene. Lo sanno gli stessi tedeschi. Le forti reazioni a quanto successo ieri dimostrano una consapevolezza di fondo da apprezzare.

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

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