Hitzefrei: in Germania il lavoratore ha il diritto di tornare a casa se fa troppo caldo in ufficio

Caldo in ufficio

Essere mandati a casa perché fa troppo caldo – in tedesco hitzefrei –  sembra un mito, eppure in Germania succede non solo nelle scuole. Quali diritti hanno i dipendenti nei giorni di calura?

Al contrario di quanto succede nelle scuole in caso di hitzefrei, il diritto del lavoro tedesco prende in considerazione la temperatura nel posto di lavoro e non la temperatura esterna. La legge prescrive che il datore di lavoro provveda a garantire una sana e sopportabile temperatura nell`ambiente di lavoro. Pertanto vale la regola: con temperature superiori a 26 gradi il datore di lavoro deve prendere delle misure volte a ridurre il calore. Ad esempio:

– Arieggiare l´ufficio nelle ore mattutine

– Ridurre l´utilizzo di apparecchi che sviluppano calore

– Tenere chiuse le tende o le tapparelle

– Allentare le regole relative all´abbigliamento richiesto

– Mettere a disposizione bibite.

Non sussiste tuttavia il diritto dei dipendenti di richiedere un ufficio climatizzato.

Il capo deve prendere misure attive non appena la temperatura nel posto di lavoro supera i 30 gradi. Un esempio è rendere gli orari di lavoro flessibili: i dipendenti iniziano a lavorare prima alla mattina o finiscono alla sera più tardi. In cambio hanno una pausa pranzo più lunga che permette di lassciare l`ufficio durante le ore più calde. Tutto sommato questa regola viene applicata inconsciamente anche in Italia, dove la pausa pranzo è spesso più lunga rispetto che in Germania. Anche in Spagna questo provvedimento è diffuso e conosciuto col nome di siesta.

A partire dai 35 gradi la legge tedesca dichiara impossibile lavorare, pertanto i dipendenti vengono mandati a casa (hitzefrei). Importante qui è che il dipendente può rifiutarsi di lavorare solamente nel caso in cui il datore di lavoro non abbia preso nessuna misura per ridurre la temperatura. Se ad esempio viene impiegato un ventilatore o un climatizzatore e la temperatura scende sotto i 35 gradi, torna ad essere possibile lavorare. In tal caso il rifiuto di lavorare da parte del dipendente può dar luogo a un richiamo o in casi particolare a un motivo di licenziamento.

Casi particolari sul posto di lavoro

Per dipendenti che svolgono lavori faticosi o che devono indossare abbigliamento antinfortunistico, valgono regole particolari. Allo stesso modo donne incinta o in periodo di allattamento hanno diritto a richiedere temperature inferiori nel posto di lavoro. Ne hanno diritto anche i dipendenti malati, ad esempio con disturbi cardiovascolari, purché i problemi di salute siano certificati da un attestato medico. Nel caso in cui il capo non provveda a ridurre la temperatura, tali dipendendi hanno diritto ad essere esonerati dal lavoro (hitzefrei).



Regole per i lavoratori all’aperto

Per persone che lavorano all’aperto valgono regole diverse. La più importante è che i dipendenti devono essere protetti dai raggi del sole. Ciò può essere garantito dal datore di lavoro attraverso queste misure:

– Montare una tenda

– Distribuire copricapo

– Dispensare bibite

– Offrire crema con alto fattore di protezione

– Mettere a disposizione occhiali da sole.

Un caso eccezionale sono i valori di ozono. Nel caso in cui questi diventino troppo elevati il capo non ha nessuna possibilità e deve seguire le indicazioni delle autorità. Se queste sconsigliano di esporsi all´aperto, il datore di lavoro deve mandare i proprio dipendenti a casa (hitzefrei). Un`alternativa, solo a volte possibile, è spostare il posto di lavoro al coperto.

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Photo: © FragRobin

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Chiara Polacchini

Dall'Italia alla Germania, passando per Spagna, Francia e Stati Uniti. Amante di marketing e lingue straniere, da 5 anni ho fatto di Berlino la mia nuova casa.

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