I 10 murales più belli della East Side Gallery, la galleria a cielo aperto del Muro di Berlino

East Side Gallery

1,3 chilometri di lunghezza e 106 murales: la East Side Gallery di Berlino è un enorme museo all’aperto, nato per commemorare la fine della Guerra Fredda.

A duecento metri dalla fermata della S-Bahn di Warschauer Straße, affacciata sul fiume Sprea, si trova la East Side Gallery, la più grande galleria d’arte a cielo aperto del mondo. La definizione, posta in questi termini, è però impropria: si tratta infatti di un tracciato del Muro di Berlino sopravvissuto al suo abbattimento e lungo più di un chilometro. Questo fu poi trasformato dall’amministrazione della Germania riunita in un monumento volto a conservare la memoria degli eventi della Guerra Fredda e della sua fine simbolica, rappresentata proprio dalla caduta del Muro nel 1989. Nei momenti di foga che seguirono l’abbattimento, secondo quanto riportano numerose fonti, una misteriosa donna di nome Christine Maclean organizzò un gruppo di artisti per dipingere il lato est del muro, in precedenza inaccessibile. Tra il 1990 e il 1992 altri artisti proseguirono la sua opera e ricoprirono il tratto di Muro con murales e graffiti inneggianti alla pace, alla libertà, al disarmo, alla fine di ogni segregazione e discriminazione. La trasformazione in opera d’arte e monumento è il motivo per cui questo breve tratto del Muro scampò alla distruzione, andando a costituire la East Side Gallery come la conosciamo oggi. Tra gli autori più noti di alcuni tra i 106 murales che vi sono conservati si annoverano Thierry Noir (che aveva iniziato a dipingere la parte Ovest del Muro già dal 1984), Birgit Kinder (è suo il famosissimo graffito della Trabant che sfonda il Muro), Dimitrji Vrubel.

Una apprezzata attrazione turistica

Ad oggi la East Side Gallery è una delle principali attrazioni offerte dalla città di Berlino. Dichiarata monumento nazionale nel 1992 e visitata da migliaia di turisti ogni giorno, seconda in numero di visitatori soltanto alla Porta di Brandeburgo, è il luogo adatto per chi vuole vedere con i propri occhi alcune tra le poche testimonianze superstiti di un periodo di grande fermento culturale e rivoluzionario. Presa d’assalto dai gruppi scolastici in gita, tra gli sfondi preferiti per le immagini del profilo di Facebook, attorniata dai venditori di souvenir, la East Side Gallery offre la possibilità di portarsi a casa un ricordo della città, pur non essendo più possibile lasciarvi sopra la propria firma (ormai il tracciato di Muro è quasi interamente recintato). Dall’altro lato della strada, in nome della stessa libertà, anche Mercedes ha pensato di dedicarsi all’arte del graffito. Questa convivenza orizzontale di due discorsi così diversi – storico/commemorativo e commerciale – rende la East Side Gallery uno dei luoghi più schizofrenici della città, in cui si può penetrare il senso di una bellezza del tutto contemporanea.

East Side Gallery 2
Pubblicità della Mercedes sul lato opposto della strada rispetto all’East Side Gallery

 

I 10 murales più belli della East Side Gallery

 

1

Test the Best, Birgit Kinder

East Side Gallery

© Jens Lordan, GNU FDL

Birgit Kinder disegna un’auto che sfonda il Muro di Berlino. La macchina in questione è una Trabant, simbolo dell’industria leggera sovietica: si dice che fossero necessari ben dieci anni per produrne una e consegnarla al richiedente. Inoltre, è proprio a bordo di queste auto che i cittadini dell’Est si riversarono nell’Ovest dopo la caduta della Cortina di ferro. Il titolo dell’opera, Test the Best, riprende lo slogan pubblicitario Test the West, di una marca di sigarette diffusa in occidenteBirgit Kinder vuole promuovere lo stile di vita occidentale contro la pesantezza burocratica e ideologica del sistema sovietico.

2

My God, help me survive this mortal love, Dimitrji Vrubel

East Side Gallery

© Thurn, Joachim F., CC BY-SA 3.0

Gli uomini raffigurati sono Leonid Il’ič Brežnev e Erich Honecker. Nel 1979 i due – allora rispettivamente Segretario Generale dell’URSS e Presidente della DDR – si salutarono in una cerimonia ufficiale scambiandosi un bacio fraterno sulle labbra. La fotografia del bacio, ampiamente diffusa, fu ripresa dall’artista Dimitrji Vrubel, che la ricopiò sul Muro intitolandola Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale, da cui anche il titolo entrato nella vulgata: The mortal kiss.

3

Marionetten eines abgesetzten Stücks, Marc Engel

East Side Gallery
© Sami Ben GharbiaCC BY 2.0

 

Marc Engel raffigura un’umanità prostrata dalle imposizioni morali nate in seno a un sistema ideologico opprimente.

4

Der Mauerspringer, Gebriel Heimler

East Side Gallery
© Kostas LimitsiosCC BY 2.0

Il <<Saltatore del muro>> di G. Heimler rappresenta il sogno di moltissimi abitanti dell’ex-DDR: riuscire a raggiungere la libertà e il benessere dell’Ovest. Nel corso dei quasi trent’anni di segregazione, furono pochi i tentativi di fuga che andarono a buon fine. Il più famoso è certamente da attribuire a Conrad Schumann, guardia posta a sorvegliare la costruzione del lato est del Muro che decise invece di disertare, saltando dall’altra parte. Era il 15 agosto 1961.

5

Hommage an die junge Generation, Thierry Noir

East Side Gallery

© Mike McHolmCC BY-ND 2.0

Thierry Noir fu tra i primi artisti a confrontarsi col Muro. Le sue famose teste stilizzate, che iniziò a diffondere già dagli anni ’60 sulla parte Ovest del Muro, seguono uno stile di writing semplice ed efficace, eseguibile in condizioni di luce e tempo scarse: infatti dipingeva di notte e di nascosto.

6

ohne Titel, Georg Lutz

East Side Gallery

© fry_theonlyCC BY-SA 2.0

In questo affresco privo di titolo Georg Lutz rappresenta Mikhail Gorbaciov, ultimo segretario generale del Partito Comunista sovietico, nell’atto di guidare l’URSS – letteralmente: la metafora è resa attraverso il volante rosso a forma di falce e martello – verso la sua dissoluzione.

7

Worlds People, wir sind ein Volk, Schamil Gimajev

East Side Gallery

© Jean-Pierre DalbéraCC BY 2.0

Il titolo significa <<Persone di tutto il mondo, siamo un unico popolo>>. Il lungo graffito di Schamil Gimajev (di cui si vede in foto soltanto una parte) si richiama a un ideale ecumenico di fratellanza. La stessa opera è infatti più conosciuta con il nome di Frieden, cioè <<Pace>>.

8

Diagonale Lösung, Michail Serebrjakov

East Side Gallery

© Tony WebsterCC BY 2.0

Soluzione diagonale: il moscovita Michail Serebrjakov ironizza sulle modalità di acquisizione del consenso nei Paesi del blocco sovietico.

9

Alles offen, Rosemarie Schinzler

East Side Gallery

© PoiesiaCC BY-SA 4.0

Due colombi trasportano nel becco la Porta di Brandeburgo, parafrasando in termini contemporanei l’immagine biblica della colomba con il ramoscello in bocca che annunciò, dopo il Diluvio Universale, il ritrovato equilibrio tra Dio e l’Uomo.

10

Ode an die Freude, Fulvio Pinna

East Side Gallery

© Elisabetta StringhiCC BY 2.0

L’italiano Fulvio Pinna si richiama all’ideale di libertà attraverso il doppio richiamo all’Inferno dantesco (i Paesi a est della Cortina di Ferro) e all’Inno alla Gioia di Beethoven (che dà il titolo al dipinto). <<Berlin 1989-1990 / Ho dipinto il muro della vergogna affinché la libertà non sia più vergogna / Questo popolo ha scelto la luce dopo anni di inferno dantesco / tieni Berlino i miei colori e la mia fede di uomo libero! / Fulvio Pinna / Italia>>.

Il futuro della East Side Gallery

L’atmosfera particolare della East Side Gallery e dell’intero quartiere di Friedrichshain è però continuamente minacciata da vari progetti edilizi che intendono speculare sul prestigio della zona. Nel 2013 l’annuncio della costruzione di due enormi palazzi al numero 13 della Stralauer Platz ha attirato le proteste dei berlinesi, nonché numerosi atti di sabotaggio. I palazzi sono stati comunque ultimati nell’autunno 2015, andando a modificare per sempre la fisionomia del quartiere. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

East Side Gallery

Mühlenstraße, 10243 Berlin

Aperto 24 ore su 24

eastsidegallery-berlin.com

Visita gratuita

Telefono: 0172 3918726

 

East Side Gallery

 

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Foto di copertina: © Chiara CremaschiCC BY-ND 2.0

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