I bellissimi scatti dell’italiano che ha fotografato Berlino Est 20 anni dopo la caduta del Muro

Warum die Zeit?

La raccolta del fotografo piemontese, Warum Die Zeit?, punta a ritrovare la vecchia Berlino dentro la nuova.

Una delle dominanti dei lavori di Roberto Toja, che emerge anche nelle altre sue raccolte (qui ad esempio la sua Later), è lo scorrere del tempo. In occasione del ventennale della caduta del Muro, nel 2009, il fotografo cerca di ritrovare nei luoghi di Berlino la continuità tra un passato non troppo lontano e un presente che tende all’amnesia. La raccolta che ne è scaturita, Warum die Zeit?, è edita dalla M&F edizioni.

Warum die Zeit?

«Le fotografie della raccolta sono state realizzate a Berlino nel giugno del 2009: vent’anni dopo i primi disordini di quell’estate che che portò al crollo del noto Antifaschisticher Schutzwall, vent’anni dopo la fine di una città, di una nazione, di un’Europa tagliata in due.» Come tutte le date che segnano un passaggio d’epoca, il 9 novembre 1989 ha ispirato migliaia di opere ed artisti. Le parole di Roberto Toja mostrano però che il suo interesse è più orientato verso i sedimenti della storia, quello che del passato rimane nelle strade, nelle piazze e nei palazzi che vediamo oggi. E il suo interesse va alla parte Est della città. «Cos’è lo scorrere del tempo? Vent’anni dopo, anche io a Berlino, rinuncio al classico percorso turistico. Non m’interessa la parte occidentale, ripetitiva e ripetuta nei suoi stereotipi: osservo e vivo la città ex-socialista, i suoi quartieri ancora smaccatamente legati a quell’organizzazione urbanistica di regime, eppure in così rapida e continua mutazione. Mi interessano i quartieri popolari di Pankow, la vita all’interno del MauerPark, i centri sociali, gli edifici ancora segnati dall’ultimo conflitto Mondiale».

L’intento e lo stile del progetto

Per raccontare i cambiamenti di una città-simbolo del secondo Novecento, Toja si serve di una tecnica meditata, lenta e riflessiva, che in realtà viene usata in tutti i suoi lavori e ne rappresenta una caratteristica peculiare. Il linguaggio è «formato da immagini/ricordo in un bianco/nero essenziale e contrastato, dilatate, grandangolari, vicine alla visione dei vecchi film girati in formato CinemaScope: il modello di riferimento visivo e culturale, lo ammetto, è prettamente filmico, legato alla trilogia on the road di Wenders». Ne risulta una Berlino lontana e, per una volta, immobile. Strano a dirsi: il perenne movimento della città è una delle cose che colpisce tanto chi ci vive quanto chi ci rimane per pochi giorni. La raccolta di Toja ci permette però, osservando Berlino dalla giusta distanza e privandola della sua frenesia,  di rimettere a fuoco la sua natura di città chiave della storia europea.

Warum die Zeit?

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Warum di Zeit

di Roberto Toja

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Tutte le foto: © Roberto Toja

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