I due pinguini dello zoo di Berlino sono gay: li trasferiscono ad Amburgo

Stan e Olli, due maschi di pinguino dello zoo di Berlino, sono stati trasferiti ad Amburgo. La motivazione? Non solo non si riproducevano, ma si corteggiavano l’un l’altro. Christiane Reiss, portavoce dello zoo, ha affermato che i due erano stati portati a Berlino con il preciso scopo di riprodursi e contribuire alla nascita di nuovi cuccioli. Quando è stato chiaro che i due non avrebbero mai avuto rapporti con un pinguino femmina, la decisione di spostarli ad Amburgo è stata immediata.

La nuova vita di Olli e Stan. Come riportato da The Local, La destinazione è stata decisa per un motivo molto semplice: ad Amburgo Stan e Olli avranno la possibilità di vivere esclusivamente con altri pinguini maschi, inclusa un’altra “coppia gay”, Juan e Carlos. Ribattezzati Kalle e Grobi, i pinguini berlinesi sono ora liberi di comportarsi come una coppia. Diventati presto un simbolo della lotta per i diritti LGBT in Germania, i due pinguini non sono, tuttavia, i primi ad aver destato scalpore. Nel 2009, allo zoo di Brema, una coppia di pinguini maschi aveva “adottato” un uovo deposto dalla femmina di una coppia eterosessuale. I “genitori adottivi” avevano cresciuto il cucciolo aiutandosi a vicenda.

La lotta per i diritti gay in Germania. La Germania non è considerata tra i paesi più all’avanguardia per quanto riguarda i diritti gay. Le unioni civili sono legali, ma non il matrimonio. Dal 2005 l’adozione per le coppie omosessuali è possibile, ma solamente se uno dei due partner ha già un figlio e l’altro decide di adottarlo, la cosiddetta stepchild adoption. Le coppie, però, non possono adottare un bambino insieme. Inoltre, gli uomini che hanno avuto rapporti omosessuali nei 12 mesi precedenti non possono donare il sangue. La parità dei diritti è, insomma, ancora lontana.

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Foto di copertina (C) Mark Healey, Penguins! CC BY SA 2.0

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Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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