I giovani senzatetto di Berlino e Bucarest: la mostra fotografica nella capitale tedesca

A Berlino e a Bucarest molti giovani sono costretti a vivere per strada in condizioni precarie: lo scotto da pagare per una libertà tanto desiderata quanto difficile da conquistare.

In una mostra dal titolo Verloren in Berlin und Bukarest (tradotto “Persi a Berlino e a Bucarest”), i fotografi Fara Phoebe Zetzsche e Massimo Branca espongono i propri scatti che raccontano la lotta per la sopravvivenza di migliaia di ragazzi costretti a vivere nelle strade di Berlino e di Bucarest. Oggi sempre più giovani decidono di lasciare il nido per abbracciare uno stile di vita libero e svincolato dai legami famigliari. C’è chi ha fortuna e chi no: molti riescono a conquistare la tanto agognata indipendenza attraverso gratificazioni affettive e professionali, tanti invece finiscono sulla strada, soli e abbandonati a se stessi. Partire, lasciare, iniziare daccapo non è mai semplice per nessuno, perché la libertà è tanto bella e utile per la crescita personale quanto atroce per il senso di inquietudine che porta con sé. Circa 2.000 giovani vivono come senzatetto a Berlino; la loro quotidianità è segnata da preoccupazioni costanti quali la mancanza di cibo e di un alloggio, criminalità e i rituali controlli della polizia. Molti trovano conforto nel mondo artificiale delle droghe, unica via di fuga da una società che li emargina. Contestualmente alla mostra degli scatti di Fara Phoebe Zetzsche e Massimo Branca verranno esposte le fotografie scattate dai ragazzi di strada che hanno avuto modo di cimentarsi nell’arte della fotografia realizzando ritratti di persone e paesaggi urbani. L’esposizione denominata Auf der Straße – Porträts und Stadtlandschaften von Berlins Straßenjugendlichen (tradotto “Sulla strada – ritratti e paesaggi urbani dei ragazzi di strada di Berlino”) ci restituisce un’immagine intima della capitale tedesca, filtrata dalle emozioni di giovani sfortunati che hanno perso tutto.

Gli scatti di Fara Phoebe Zetzsche

Fara Phoebe Zetzsche è nata nel 1984 a Gera, ma è cresciuta a Jena. Dopo aver trascorso un anno negli Stati Uniti, ha studiato fotografia documentaristica e fotogiornalismo all’Università di Hannover e presso la Scuola di Media e Giornalismo di Aarhus (Danimarca). Durante gli studi ha lavorato come giornalista freelance e photo editor. Nel 2014 ha ricevuto il Lammerhuber Photography Award con il progetto “Stray Kids”. Da aprile 2014 opera come photo editor nella per Frankfurter Allgemeine Zeitung. Attraverso le sue foto esposte nella mostra Verloren in Berlin und Bukarest, Fara racconta le storie e i desideri di Nico, Paula, Kevin e Ole, ragazzi finiti in strada dopo un’infanzia burrascosa. Nico ha 19 anni ed è affetto dall’ADHD, ossia dalla sindrome di deficit di attenzione e iperattività. La sua vita si è svolta tranquillamente fino all’età di 12 anni, quando i genitori hanno deciso di divorziare. A 14 anni ha iniziato a bere e a fumare e due anni dopo ha cominciato a consumare crystal meth. Dopo un breve periodo di riabilitazione, Nico è stato costretto a vivere come senzatetto nella capitale tedesca. Da dicembre 2013 ha fissa dimora, ma vive con soli 400 euro al mese. Paula ha 18 anni e assume droghe fin dalla pubertà; c’è qualcosa di irrisolto nella sua adolescenza, qualcosa di cui non vuole parlare per nessuna ragione al mondo. Depressione, atteggiamenti autolesionisti, tentativi di suicidio marchiano in maniera indelebile la sua gioventù. A 16 anni è fuggita di casa e da allora vive per strada senza ricevere aiuti economici. Kevin ha 19 anni ed è cresciuto a Berlino. Già dall’infanzia ha cominciato ad accusare problemi psichici, in parte causati dalle continue violenze subite dal padre alcolista. A 17 anni ha interrotto gli studi e da questo momento ha iniziato il suo vagabondaggio per le strade di Berlino. Nel frattempo è diventato amico di Paula; con lei dorme sulle scale di edifici residenziali o in rifugi di fortuna. Riesce a sbarcare il lunario con 385 euro al mese. Ole ha 21 anni e non ha mai conosciuto i suoi veri genitori. All’età di un anno è stato rinchiuso in un orfanotrofio e solo in seguito è stato dato in affidamento a una famiglia, dove ha subito abusi e violenze. Ole prende farmaci dall’età di 7 anni e vive per strada dall’età di 9. È riuscito a portare a termine l’istruzione superiore in un carcere minorile. Attualmente in libertà, vive con soli 382 euro al mese.

STRAY KIDS

Berlin. 2013. Nico in alten Gebäuden der ehemaligen Bärenquell Brauerei in Berlin. Zitat von Nico:„Im Leben bleibt nichts, aber auch nichts bestehen, denn am Tag an dem wir gehen, werden wir nichts mit uns nehmen, alles vergeht, alles verweht, irgendwann hab ich erkannt, dass sich die Erde ohne mich noch weiterdreht.“ - Auszug aus Nicos Lieblingslied "Kapitel 29" von Torch.

STRAY KIDS

        © Fara Phoebe Zetzsche

Gli scatti di Massimo Branca

Massimo Branca, classe 1985, antropologo e fotografo, e ha vissuto sia in Italia sia in Romania. Ha fondato Collettivo Fotosocial, un’associazione italiana di fotografi documentaristi che usano la narrazione visiva come mezzo per creare un cambiamento sociale positivo. Con il progetto Inside Outside In Bucarest ha vinto nel 2016 il Lumix Festival Hannover Public Choice AwardAttraverso le sue bellissime foto Massimo ci racconta la vita di Catalina, ragazza romena morta all’età di 18 anni, assurta a simbolo di un Paese devastato dalla dittatura di Ceaușescu. Poco dopo la sua nascita, Catalina è stata spedita subito in un orfanotrofio perché la madre e il padre non potevano permettersi di mantenere un altro figlio. Nell’istituto è cresciuta in maniera incontrollata, cosa che ha indotto i genitori ad abbandonarla del tutto. Privata di un tetto e di un supporto emotivo, la ragazza è stata costretta a vivere in uno dei tanti tunnel fatti costruire dal dittatore Nicolae Ceaușescu con lo scopo di riscaldare la città e diventati dimora di orfani, disoccupati e reietti della società: grazie all’intermediazione di Florin, soprannominato Bruce Lee, personaggio carismatico che si fece portavoce dei più disagiati, i tunnel vennero addirittura dotati di energia elettrica, ventilatori, impianti stereo, frigoriferi e televisori. Sempre grazie a Florin, il “messia” degli emarginati, Massimo Branca nel 2013 ha avuto l’opportunità di visitare i rifugi in compagnia dell’amico Igor Marchesan. «Voglio che le persone capiscano cosa accade per strada, e vorrei che ci fosse più apertura e tolleranza nei confronti dei senzatetto» ha detto Branca. La sua fotografia non vuole scioccare o denunciare, ma suscitare empatia e compassione.

 

Memories of Catalina

© Massimo Branca

Verloren in Berlin und Bukarest

Dal 16 marzo 2017 al 21 maggio 2017

Vernissage: 15 marzo 2017, dalle 19.30 alle 23.00

Willy-Brandt-Haus, Wilhelmstrasse 140, 10963 Berlino

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Foto di copertina: © Massimo Branca

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Federica Zeppieri

Viaggiatrice instancabile e lettrice insaziabile, amo tutto ciò che rappresenta evasione fisica e mentale. Gli aeroporti e le librerie sono i miei luoghi preferiti. Adoro la sabbia, l'odore della benzina, gli ostelli sovraffollati, le supercazzole, i film trash e la polemica fine a se stessa. I miei sport preferiti sono il disegno e il trekking in solitaria. Cervello germanico e cuore latino, di giorno passeggio per le strade di Berlino, di notte sogno il Brasile.

One Response to “I giovani senzatetto di Berlino e Bucarest: la mostra fotografica nella capitale tedesca”

  1. lucianos

    senza ricevere nessun aiuto finanziario.>>>>> nessuno che rilegge e corregge questi articoli?

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