A Berlino la discutibile pubblicità Noi, i manzi dello Zoo di Berlino

Da “Wir Kinder vom Bahnhof Zoo” a “Wir Rinder von Bahnhof Zoo”. Il gioco di parole è di una sola lettera (dalla K di Kinder alla R di Rinder), la traduzione invece dice molto di più, si passa infatti da Noi, il ragazzi dello Zoo di Berlino (titolo dell’omonimo romanzo di Christiane F) a Noi, i manzi dello Zoo di Berlino. Simpatico? Bah. Il cartellone è in questi giorni esposto proprio accanto alla celebre stazione della metro dello zoo di Berlino, ad Hardenberg Platz,  lì dove è ambientato buona parte del romanzo pubblicato per la prima volta nel 1970.

Chissà quali e quanti “geni” del marketing si saranno messi all’opera per uno slogan del genere. L’obiettivo è pubblicizzare un servizio di cibo a domicilio piuttosto popolare (nonostante a Berlino si trovi pressoché ovunque da mangiare a quasi ogni orario). Senza parole. E, anche ad averle, non sarebbero certo belle…

Francesco Somigli

Autore freelance, narratore di storie e ideatore del progetto Ohneort in cui esplora e racconta la rete metropolitana di Berlino. Collabora con Berlino Explorer con tour guidati alla scoperta della capitale tedesca.

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