“Il dativo è la morte del genitivo”, il libro con cui i tedeschi prendono in giro la loro stessa lingua

Libro Der Dativ ist dem Genitiv sein Tod

È possibile coniugare lo studio e l’attenzione per l’uso corretto della lingua con il divertimento?

Ma soprattutto: è possibile farlo con la lingua tedesca, generalmente considerata una delle più difficili da apprendere per il lessico e per la sua rigida grammatica che ricorda molto quella latina? L’innovativa collana di libri di grammatica tedesca Der Dativ ist dem Genitiv sein Tod (tradotto “Il dativo è la morte del genitivo”), costituita da 6 volumi pubblicati da Kiepenheuer & Witsch dal 2004 al 2014, sembra riuscirci alla perfezione, visto che per la prima volta un manuale di lingua è riuscito a diventare un bestseller di livello internazionale con oltre 3 milioni di copie vendute.

Sebastian Sick, Il dativo è la morte del genitivo

L’autore dell’impresa è Bastian Sick, curatore della rubrica di approfondimenti linguistici Zwiebelfisch di Spiegel Online: il termine tedesco Zwiebelfisch indica quelle lettere di un testo che per errore vengono riportate in un carattere diverso rispetto alle altre; Sick ha scelto il termine Zwiebelfisch come titolo per la sua rubrica alludendo metaforicamente al fenomeno per cui nella lingua tedesca corrente si impiegano parole o espressioni che formalmente sarebbero scorrette. Giornalista, intrattenitore, ma soprattutto umanista specializzato in storia e filologia romanza, Sick ha esordito come traduttore, interprete e correttore di bozze: la passione per la lingua tedesca e l’ortografia gli hanno permesso di raggiungere una consapevolezza linguistica che raramente si trova tra i professionisti del mondo accademico e della didattica nelle scuole. Il titolo dell’opera di Sick “Il dativo è la morte del genitivo” allude alla sostituzione – grammaticalmente scorretta – del genitivo con il dativo in molte espressioni della lingua tedesca corrente. L’espressione piuttosto sgrammatica Der Dativ ist dem Genitiv sein Tod si è diffusa ampiamente dopo la pubblicazione dell’opera. La collana di 6 volumi non è altro che una raccolta degli articoli pubblicati da Sick nella rubrica Zwiebelfisch.

Il metodo

I casi di studio da cui Sebastian Sick parte non sono espressioni create ad hoc, testi letterari o elenchi di regole da imparare a memoria, ma frasi direttamente tratte dalle conversazioni dei madrelingua, dai cartelli stradali e pubblicitari o dai giornali. In maniera divertente Sick affronta particolari casi grammaticali, ortografici e di interpunzione della lingua tedesca moderna. La quotidianità diventa maestra di lingua, entusiasma e ottiene i consensi anche di chi parla tedesco dalla nascita e ama ragionare sul proprio idioma con amici e conoscenti senza dover scomodare polverosi tomi conservati in biblioteca. Allo stesso tempo l’approccio di Sick risulta piacevole anche per chi è nuovo allo studio della lingua tedesca, ma desidera conoscere le sfumature che spesso sfuggono durante le lezioni frontali. Quella di Sick è un’opera che cerca di trasmettere non solo le regole per il buon uso della lingua, ma anche la pragmatica, il cui studio tradizionale si rivela spesso ostico e difficile da comprendere anche nell’ambiente universitario. In un’epoca in cui si è sempre più abituati a pretendere la perfezione e l’ottenimento del miglior risultato nel minor tempo possibile, l’errore è demonizzato al punto da farci dimenticare il fondo di verità che risiede nel detto popolare secondo cui “sbagliando s’impara”. Evidenziare gli errori e analizzarli con la giusta leggerezza e ironia, non cadendo nell’inutile pedanteria accademica, mette a tacere la vergogna e il timore di sbagliare di nuovo, permettendo di accogliere più gradevolmente le correzioni e imparare la lingua in modo efficace.

L’opinione dei lettori

Proprio per le sue caratteristiche innovative, Der Dativ ist dem Genitiv sein Tod non è stato accolto da tutti calorosamente. C’è chi ha apprezzato lo stile di Sick e il suo umorismo al punto da inserire i suoi manuali nella bibliografia per la preparazione di esami di lingua tedesca e chi invece lo ha condannato per il suo metodo di analisi e ancora chi lo ha vivamente sconsigliato come libro di testo scolastico perché non adatto agli studenti. Come per ogni manuale di lingua non può esistere un giudizio assolutamente favorevole, ma bisogna riconoscere i punti di forza dell’opera di Sick. Al primo posto troviamo sicuramente l’indiscutibile capacità di far appassionare il lettore all’argomento benché questo non sia leggero e a seguire il focus sull’uso corrente della lingua, che altrimenti rimarrebbe sconosciuto agli stranieri fino al primo viaggio in Germania. Continueranno a esistere gli amanti del “purismo” linguistico, che si dilettano a correggere l’uso comune di nuove espressioni “sgrammaticate” che mettono in crisi qualsiasi linguista, ma dal momento che ogni lingua parlata gode di vita propria a volte sarebbe forse più opportuno adottare la leggerezza di Sick: discutere degli errori, dei neologismi, delle espressioni insolite può contribuire a rendere i parlanti meno esperti coscienti della mobilità della lingua e delle differenze di registro.

Nel frattempo, se volete testare la vostra conoscenza della lingua tedesca, potete provare a rispondere ai quiz disponibili sul sito personale di Sebastian Sick!

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Jale Farrokhnia

Classe '91, madre italiana e padre iraniano. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura. Nel 2010 mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia, social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, scrivo, traduco e faccio cose strane coi social da freelance. Giuro che prima o poi farò un lavoro serio, mi stabilirò e imparerò il Farsi, ma non adesso.

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