Il discorso a difesa dell’Unione Europea che tutti dovremmo ascoltare

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Con il suo discorso pro Europa pronunciato in vista del 60° anniversario dei Trattati di Roma, il deputato spagnolo del Parlamento Europeo Esteban González Pons è riuscito a colpire moltissime persone in tutto il continente.

In occasione della riunione del Consiglio Europeo il 9 e 10 marzo 2017, Esteban González Pons, vicepresidente del gruppo del Partito Popolare Europeo, ha pronunciato un discorso in difesa dell’Europa, in cui ha dichiarato che Brexit è «il modo più infimo di dirsi addio» e ha definito l’Europa «un sogno condiviso».

I problemi dell’Europa e i cittadini europei

Citando Putin, Trump e le numerose morti in mare di coloro che cercano rifugio in Europa, Esteban González Pons ha sottolineato quanto Brexit significhi compiere passi indietro nella Storia e contribuire a creare un’Europa anacronistica, che va contro gli interessi dei cittadini europei. Di seguito il discorso di Esteban González Pons in traduzione italiana.

Il discorso di Esteban González Pons

«L’Europa attualmente è racchiusa tra il populismo del Nord, i rifugiati che annegano nel mare a Sud, i carri armati di Putin a Est e il muro di Trump a Occidente. Nel nostro passato c’è la guerra, nel futuro Brexit. Oggi l’Europa è più sola che mai, ma i suoi cittadini non lo sanno. Per la stessa ragione l’Europa resta tuttavia la miglior strada percorribile e non sappiamo come spiegarlo ai cittadini europei. La globalizzazione ci insegna che allo stato attuale non si può prescindere dall’Europa, che non ci sono alternative ad essa. Ma Brexit ci insegna che l’Europa è qualcosa di reversibile, che si possono compiere passi indietro nella Storia e camminare verso il passato, anche se si tratta di un cammino freddo. Brexit è una decisione egoista, la più egoista che sia stata fatta da quando Winston Churchill salvò l’Europa con il sangue, il sudore e le lacrime degli inglesi. Brexit è la forma più infima di dirsi addio. L’Europa non è un mercato, bensì la volontà di essere una comunità. Lasciare l’Europa non significa uscire dal mercato europeo, ma da un sogno che era condiviso. Possiamo avere un mercato comune, ma se non abbiamo un sogno comune, non abbiamo nulla. L’Europa è la pace dopo le sofferenze della guerra. L’Europa è il perdono tra Francia e Germania. L’Europa è il ritorno alla libertà di Grecia, Spagna e Portogallo. L’Europa è la caduta del Muro di Berlino. L’Europa è la fine del comunismo. L’Europa è lo stato del welfare, è democrazia. L’Europa sono i diritti fondamentali. Come possiamo farne a meno? Come possiamo vivere senza tutto questo? Metteremo tutto questo a repentaglio soltanto per il mercato?».

Qui il video del discorso

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Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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