Il mio incidente in bici a Kottbusser Tor, Berlino, e l’importanza del tedesco

20623666156_82863f253f_b

di D.A. 

Kreuzberg, Berlino, mancano un paio di minuti circa alle 2 di pomeriggio di martedì 6 settembre. È una splendida giornata di sole con un filo di vento. Sono in bicicletta lungo l’Adalbertstraße, direzione Kottbusser Tor. Palazzoni e gente da ogni angolo dl mondo. È una delle poche aree di Berlino dove non c’è pista ciclabile. Viaggio sul bordo della strada. Alla mia stessa velocità, proprio accanto a me, viaggia una Renault Twingo viola. Passo accanto la fermata dell´autobus e noto una Mercedes Classe A appena parcheggiata. Che genio ha parcheggiato sulla fermata dell´autobus? Nemmeno il tempo di finire il pensiero che il genio apre la portiera della sua auto. Ho qualche attimo a disposizione per reagire e provare ad evitare l’impatto. Alla mia sinistra ho la Twingo, davanti a me la portiera della Mercedes. La mano è sul freno e… Bam! Prendo la porta in pieno, la bici si alza i si scaraventa contro la Twingo, poi cade per terra e io con lei, a qualche metro di distanza. Mi guardo le mani sanguinanti. Sul petto il dolore è forte. Il genio è una signora che  esce dalla macchina, mi guarda e dice: “Oh, tut mir leid” con quel tono come se mi avesse pestato un piede e ora si aspettasse che io possa continuare come se nulla fosse, alzarmi, togliermi la polvere dai pantaloni e proseguire la mia corsa. Magari si aspettava un “Kein problem”, “sono cose che succedono” per poi continuare serena e felice la sua spensierata giornata già caratterizzata da un parcheggio alla fermata dell’autobus e un incidente con un ciclista. Normale tran tran quotidiana. Del resto chi non dà  una sportellata in faccia a qualcuno almeno una volta al giorno?

Peccato che a me faccia male tutto. Sento la mano destra cominciar a gonfiarsi. La bici giace a terra completamente distrutta. Dietro di me c’è la Twingo di prima che per fortuna ha fatto in tempo a fermarsi. Ne esce una signora turca. Vuole accertarsi che stia bene. La donna alla guida della Mercedes invece sta li davanti, sorride a aspetta che me ne vada. “Please call an ambulance” le chido. Nessuna risposta. “Please… call… an… ambulance.” Lei mi guarda e indignata. “Ich verstehe nicht. Wir sind in Deutschland. Wir mussen Deutsch reden” che tradotto significa “Non capisco, siamo in Germania, dobbiamo parlare tedesco” Lo fa a voce alta e si gira intorno per vedere se ha suscitato delle simpatie dei passanti. La gente che si è raccolta a vedere cosa è successo la guarda indignata. Magari, se lo diceva a Reinickendorf, zona sicuramente meno cosmopolita di Berlino rispetto a Kreuzberg, qualcuno avrebbe pure annuito. Ma a Kottbusser Tor hai sbagliato luogo. I passanti, che siano turchi, arabi, italiani, spagnoli e anche tedeschi (pochi) la guardano con l´orrore.

14212162_10157403461920383_2318837953878531242_n

Allora glielo chiedo in tedesco. “Bitte, rufen Sie die Polizei an.” Niente. Ora nemmeno il tedesco le piace? Mi giro verso le persone che osservavano tutto e chiedo il numero da chiamare. Mi dicono il 110. Prendo il cellulare dalla tasca, per fortuna integro. Compongo il numero. Rispondono i pompieri. Con il mio tedesco da fumetti Sturmtruppen cerco di spiegare cosa sia successo e dove mi trovi. Arriveranno in pochi minuti. Prima di loro è arrivata però già una volante della polizia contattata probabilmente dagli stessi pompieri con cui ho parlato.

La signora vola verso uno dei poliziotti e comincia a dire che non è colpa sua. A fatica riesco a stare in piedi. La fermo e le dico cha la polizia l’ho chiamata io, quindi ci parlo io per primo. Comincio a spiegare tutto quello che è successo in inglese, lingua con cui mi sento al momento più sicuro, finché la signora si intromette semplicemente per dire “Er spricht kein Deutsch! Wir sind in Deutschland hier” (Lui non parla tedesco. Siamo in Germania qui!). Il poliziotto però le spiega che l´inglese va benissimo.

Arriva il turno della signora. Dice che lei aveva parcheggiato e inizialmente aperto la porta solamente un po’ . Solo dopo essersi accertata che non ci fosse nessuno l’ha aperta completamente. Non ha idea da dove io sia arrivato. Hmmm, dal cielo forse? Peccato non si trovi il mio paracadute…

La polizia fa degli accertamenti. Mi danno i dettagli della macchina e della signora al volante e mi dicono che entro tre giorni la signora dovrà comunicare tutto alla sua assicurazione dopodiché potrò chiedere il risarcimento per la bici. Mi lasciano ai pompieri. Sono loro a portarmi in ospedale. Ne esco sei ore dopo con mano gonfia, graffi sul petto e costole incrinate.

La bici, fedele compagna, che ha fatto migliaia di chilometri, la stessa che che mi ha portato da Seattle a Los Angeles in un mitico primo viaggio si è dovuta arrendere a una Mercedes Classe A brutta e antipatica. Quella che ha sopravvissuto gli inverni ghiacciati di Berlino, alle pedalate per le montagne dei Balcani e ai deserti americani, mi ha lasciato a pochi metri da casa perché caduta nell’agguato di una signora a cui la lingua tedesca sta a cuore più del senso civico.

Banner Scuola Schule

Photo:© Alper Çuğun CC By SA 2.0

Related Posts

  • Le lingue, si sa, vanno praticate ed ogni occasione è buona per farlo: anche i mezzi pubblici, soprattutto la metro. Per la ricchezza del vocabolario, la varietà più o meno infinita delle tematiche trattate, la struttura della lingua parlata, i dialetti, insomma per molti motivi, il viaggio quotidiano può trasformarsi in…
  • Il tedesco notoriamente non è una delle lingue più semplici al mondo. Tra articoli, casi, verbi separabili e parole composte lunghe mezzo rigo l’impresa di chi gli si accosta al fine d’impararlo per necessità o semplice divertimento (di questi è appurato che siano lo 0,01% della popolazione mondiale) è davvero…
  • Deutsche Sprache schwere Sprache, recita l'adagio. E sì, prima di accingerti allo studio del tedesco sapevi bene delle difficoltà cui andavi incontro. Ma tu ami le sfide, e non ti sei fatto di certo scoraggiare: "Quanto impossibile potrà mai essere? Sei mesi, massimo un anno di duro impegno e la…
  • Elettronica, rock, punk, rap, jazz, funk, balkan, reggae, classica e tanto altro. La Fête de la Musique torna a Berlino per un nuovo appuntamento con la musica, come di tradizione dal 1995. Dalla prima giornata d'estate, 21 giugno, inizia la manifestazione musicale che coinvolge 12 bezirk (distretti), propone 800 concerti e 5000…
  • Es gibt Orte, wo man sich sofort zu Hause fühlt. Man fühlt sich von der Freundlichkeit aus der anderen Seite der Theke willkommen, die man sofort beim Eintreten bemerkt. Und auch wenn man alleine geht, quatsch man die ganze Zeit zwischen einem Bier und dem nächsten, weil es nicht schwierig ist,…

Leave a Reply