Il Museo dei videogiochi di Berlino

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Camminando sulla Karl-Marx-Allee di Berlino, in mezzo a tutti quei palazzoni di rappresentanza che facevano di questa strada la più prestigiosa dell’allora ex Ddr e, a detta di molti, anche di tutto il blocco socialista dell’epoca, c’è il museo che non ti aspetti. Non almeno in mezzo a questa sorta di grande festa di gotico staliniano, dove tutto sembra serio e imponente. Ed invece è proprio qui che, annunciato da una grande insegna al neon da due vetrine addobbate come se dentro avvenisse un round di Space Invaders, ha sede il Computerspielemuseum.

La traduzione è semplice, Museo dei videogiochi. E’ stato il primo di questo tipo ad aprire in Europa nel lontano 1997 come collezione permanente accompagnata da più di 30 esibizioni itineranti su scala nazionale ed internazionale. All’epoca in pochi pensavano che quella videogames sarebbe diventata nel tempo un’industria capace  di superare, per fatturato annuale, quella del cinema e in grado di affermarsi anche da un punto di vista culturale contribuendo a modellare i comportamenti dei più giovani, ma i suoi fondatori avevano visto lungo e così nel 2011, data anche la mole di materiale raccolto nel corso degli anni, la mostra ha cercato e trovato una sua sede permanente per poter crescere ancora di più.

All’interno del museo gli spazi sono separati in due grosse aree. La prima è dedicata alla collezione permanente, la seconda alle mostre temporanee. La collezione permanente del museo è a sua volta suddivisa in tre sezioni. La prima si intitola “der spielende Mensch – Homo Ludens”, cioè l’uomo che gioca, e illustra la storia del divertimento e della realtà virtuale dall’inizio della civiltà umana sino alle prime macchine da gioco. La seconda sezione ha il titolo di “die Erfindung des Digitales Spiels”, l’invenzione dei giochi digitali, ed è dedicata al percorso che ha portato all’invenzione dei giochi digitali come piacevole effetto collaterale della sperimentazione elettronica e informatica legate all’ingegneria aerospaziale ed all’industria bellica.

Nella terza ed ultima sezione del percorso museale, dal titolo “die Welt des Homo Ludens Digitalis”, il mondo dell’uomo che gioca in digitale, il visitatore può invece interagire con manufatti provenienti da tutto il mondo, sino alle creazioni più moderne ed innovative. In pratica: finalmente si gioca! C’è di tutto e per ogni gusto. E’ qui che il museo fa breccia nel cuore del visitatore, soprattutto se i videogiochi li conosce (e li frequenta) da qualche decennio. La possibilità di misurarsi con i giochi della propria infanzia -ormai introvabili se non in moderni surrogati – e rivivere l’esperienza di quel tipo di ricordi,  ha un che di suggestivo. Passi da gigante sono stati fatti da allora. Da Pong al simulatore 3D, passando per la PolyPlay, cioè l’unico videogioco mai costruito nella ex Repubblica Democratica Tedesca e per questo costosissimo: fa strano pensare allo scorrere degli anni e ai cambiamenti sociali giocando ad un videogioco, ma succede, ed è per questo che il museo può essere solo destinato a crescere e a radicarsi sempre più nel cuore dei suoi visitatori di oggi e di domani. 

Passando alle mostre temporanee, in questo periodo sono due:  “Let’s play! Computer games from France and Poland!”, nella quale vengono esposti 20 computer games di vari generi provenienti dai due paesi europei, e “The Snows of Yesteryear”, nella quale si può prendere parte a sfide digitali calate in scenari innevati e vedere come si è evoluto nel tempo il gioco a tema invernale. In questi anni, grazie alle mostre temporanee, a Berlino sono arrivati alcuni tra gli sviluppatori e inventori di giochi e tanto altro, tra i più importanti al mondo. Sono stati organizzati ritrovi di cosplay e tante altre iniziative, sempre e solo con l’idea di divertirsi e far divertire.

Cultura, storia e tanta voglia di gioco e leggerezza: il Computerspielemuseum non è un museo in cui camminare in punta di piedi e bisbigliare… è un museo in cui sorprendersi, ridere e giocare, ma anche un museo che ti accompagna in un viaggio tra la storia e la scienza, indicato per tutti i giocatori, soprattutto i più nostalgici.

Da segnarsi poi in agenda c’è la Gamefest che il Computerspielemuseum ospiterà durante la seconda edizione del’International Games Week (8-13 aprile 2014). Qui maggiori dettagli.

Computerspielemuseum

Karl-Marx-Allee 93a – Friedrichshain – Berlino

aperto dal mercoledì al lunedì dalle 10 alle 20.00

Ingresso € 8 (5 € ridotto – 17 € per gruppi di massimo due adulti e tre minorenni)

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