Il rifugiato siriano che cucina per i senzatetto di Berlino. «Così ringrazio la Germania»

Rifugiato

La storia di Alex Assali, rifugiato arrivato in Germania dalla Siria, che ha deciso di ringraziare chi lo ha accolto con un’iniziativa solidale.

Alex Assali, siriano di 37 anni, in Germania dal 2014, è il rifugiato più famoso di Berlino. La fama la deve al suo progetto Give something back to German people, un’iniziativa con cui Assali cerca di sdebitarsi con i tedeschi per l’accoglienza ricevuta. E come concretamente? Cucinando per i senzatetto berlinesi.

Il progetto

Nonostante il progetto sia attivo già da settembre 2015, per mesi è rimasto nell’ombra. È stata una foto postata su Facebook da Tabea Büttner, studentessa attiva presso l’organizzazione Refugio Sharehaus, a diffondere la notizia dell’iniziativa. Da allora la storia di Assali ha fatto il giro del mondo, suscitando stupore e ammirazione. Hanno scritto di lui non solo giornali locali, ma anche nazionali e internazionali. Ora Assali rilascia abitualmente interviste. Oltre alla fama e alle lodi, Assali riceve anche un aiuto concreto. Denaro però non ne accetta. Solo una mano in cucina, nell’organizzazione o nella distribuzione. Il cibo per il suo progetto lo paga di tasca propria. Gli costa circa 100 dei 350 euro che riceve al mese in veste di rifugiato.

La storia del rifugiato Alex Assali

Alex Assali, ingegnere informatico di professione, ha cominciato a cucinare per necessità, non per passione. Dopo essere stato a lungo prigioniero dell’ISIS per averne condannato le azioni in rete è fuggito verso la Germania attraverso Sudan, Egitto, Libia e Italia. Senza soldi né documenti ha dovuto ingegnarsi per sopravvivere. Così ha imparato a cucinare, prima per sé, poi per gli altri. Assali prepara per i senzatetto berlinesi pietanze siriane, libiche e addirittura italiane. Con l’aiuto di alcuni sostenitori le distribuisce ogni sabato per le strade di Berlino. Per Assali la cucina è diventata un hobby e una missione.

Give something back to German people

Con la sua iniziativa, Assali non intende solo sfamare i bisognosi, ma anche sostenerli moralmente e «mostrare loro una via d’uscita dall’oscurità», come racconta nel video della ZDF. Dice di sentirsi molto vicino ai senzatetto. Già quando era in Libia si occupava di coloro che, in fuga dalla guerra, non avevano più nulla e dovevano rifarsi una vita. «Ero una sorta di assistente sociale», dice Assali nell’intervista rilasciata alla Süddeutsche Zeitung. «Prestavo aiuto nella ricerca di un lavoro o di un alloggio e anche nell’organizzazione della scuola per i bambini». Assali stesso non ha molto per sé. In Siria ha lasciato la famiglia e la sua vecchia vita. Eppure vuole dare qualcosa a coloro che stanno ancora peggio, perché si sente in debito per l’ospitalità e l’aiuto ricevuto al suo arrivo in Germania.

Senza dubbio i suoi primi ammiratori sono coloro che usufruiscono direttamente del suo servizio. «Un’iniziativa magnifica». «Lo ammiro profondamente», «semplicemente grandioso», sono i commenti entusiasti rilasciati alla ZDF dai clochard che si affollano attorno al banchetto di Assali su Warschauer Brücke.

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Immagine di copertina: Youtube

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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