“A Berlino l’arte deve essere accessibile a tutti e fuori dagli spazi tradizionali”

Nella giornata Giornata Internazionale della Donna dello scorso 8 marzo chiunque abbia deciso di godersi la giornata respirando aria di primavera tra le strade di Berlino avrà forse notato alcune foto dalla cornice rosa sgargiante adornare i muri della città.

Con l’evento KLEISTER WEIBER 2015, Kaetha – la collaborazione curatoriale tra hannah goldstein e Katja Haustein – ha dato vita ad una celebrazione creativa della Giornata Internazionale della Donna. Per l’occasione, i fotografi partecipanti hanno scelto una foto con la loro interpretazione personale dell’occorrenza e l’hanno incollata con colla da tappezzeria – Tapetenkleister – ad un muro a scelta della città.

L’iniziativa di Hannah e Katja, oltre a ricordare l’importanza della lotta per l’uguaglianza di genere, ha permesso la condivisione ed il dialogo tra l’arte ed un pubblico ben più vasto di quanto una “classica” esposizione fotografica consentirebbe.

Per il terzo anno avete organizzato l’esibizione KLEISTER WEIBER in occasione della Giornata della Internazionale della Donna. In che modo vi relazionate all’evento ed al suo significato?

Per noi la Giornata Internazionale della Donna è sempre stata importante, soprattutto ricordando quante ingiustizie ancora accadono in ogni parte del mondo. KLEISTER WEIBER è il nostro modo di onorare il ricordo di Clara Zetkin (esponente socialista e combattente per i diritti delle donne, nel 1911 organizzò la prima Giornata Internazionale della Donna) e di sensibilizzare le persone nei confronti di questa giornata e del suo significato.

Quando è iniziata la vostra collaborazione? Cosa vi ha unito?

La nostra collaborazione è iniziata nel 2012. Ci siamo conosciute un anno prima, quando hannah ed Irene Berggren hanno organizzato “Planket”, un’esposizione che ha luogo ogni anno in Svezia. Katja era una delle artiste partecipanti ed era a Stoccolma per l’occasione. Lì ci siamo conosciute ed è iniziata la nostra amicizia.

Come è nato il vostro progetto e quali sono i presupposti alla base di KLEISTER?

L’esposizione Planket è stata il nostro punto di partenza. Dal 1982 quest’evento ha luogo ogni anno nell’arco di una giornata lungo il recinto rosso di un parco nel centro di Stoccolma; tutti i fotografi coinvolti si incontrano al mattino e danno vita all’esposizione. Nel 2011 Planket è stato organizzato anche a Berlino, e da lì è nata l’idea di adattare l’evento alla nostra città e di usare colla da tappezzeria – Kleister – per esporre le foto. Per noi gli aspetti più importanti sono tanto l’incontro tra artisti e la conseguente creazione di nuovi networks ed amicizie, quanto la possibilità di portare l’arte in un contesto pubblico. Renderla accessibile ad un pubblico più ampio, soprattutto a chi normalmente non sarebbe interessato a visitare spazi artistici più “tradizionali”.

Avete qualche criterio particolare nella selezione dei fotografi partecipanti?

Essendo uno degli aspetti fondamentali di KLEISTER la creazione di nuovi networks, non soltanto per noi, ma anche per i fotografi che partecipano, cerchiamo sempre di selezionare un’ampia varietà di lavori fotografici. Facciamo tanta ricerca online, siti di fotografia, giornali, andiamo ad esibizioni ecc. In ogni caso, avendo gusti molto simili, di solito organizziamo KLEISTER attraverso il cosiddetto “effetto-domino”: invitiamo un/a fotografo/a, che a sua volta ne invita un altro/a e così via. Questo è per noi il modo più entusiasmante per ampliare i nostri orizzonti verso nuovi fotografi ed i loro lavori. In confronto ad altri progetti artistici a cui ci dedichiamo, nel caso di KLEISTER “facciamo un passo indietro” e permettiamo ai fotografi di contribuire in modo più libero.

Finora il progetto ha avuto risposte positive? Cosa vi spinge a continuare a crederci?

Sì! Il network ed il pubblico crescono ad ogni esposizione. Continuiamo a crederci perché ci appassiona e per il feedback positivo che riceviamo. E’ fantastico passeggiare dopo mesi nel luogo in cui si è tenuta l’esibizione e vedere che le persone ancora si fermano a guardare le foto rimaste sui muri.

Quali sono le vostre speranze per il futuro di KLEISTER?

Speriamo in un 50esimo anniversario di KLEISTER. Saremmo felici nel vedere che KLEISTER può funzionare come un mezzo per cambiare il modo in cui l’arte di strada è considerata e riconosciuta. Speriamo che anche lo Stato ne comprenda la funzione: raggiungere il più persone possibile ed essere un’importante piattaforma di discussione.

KLEISTER WEIBER 2015
Dall’8 Marzo
Dove? In giro per i muri della città (google maps qui)
http://www.kleister-now.de/

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