La dignità di quegli italiani a Berlino che lavorano facendo le pulizie

Vivo a Berlino dal marzo del 2009. Grazie al lavoro di giornalista e alla scuola di tedesco Berlino Schule ho modo di entrare in contatto con decine di persone, sia italiane che straniere, che abitano qui a Berlino o che ci vogliono venire a vivere. La disoccupazione generale in Italia al momento è intorno all’11.3%, quella giovanile al 37,9 (dati febbraio 2016). In Germania quella generale è ai minimi storici: 6,9%, quella giovanile al 5,5%. È normale che i flussi migratori non si fermino. E così è normale ricevere regolarmente email di persone sconosciute che mi/ci chiedono se li si può aiutare a trovare “un lavoretto” per i loro “primi tempi” quando arriveranno a Berlino.

Ho difficoltà, al giorno d’oggi, a capire cosa sia “un lavoretto”, tanto più ad immaginarne uno (babysitter? lavapiatti?) a Berlino adatto anche a chi non parla tedesco, ma una cosa mi preme sottolineare, e cioè che in questi sette anni, soprattutto negli ultimi due, ho conosciuto tanti italiani a Berlino che, con grande dignità, sono stati, o sono tuttora, donne o uomini delle pulizie. Si propongono su Facebook sui forum di italiani a Berlino o su quelli di altre comunità di stranieri a Berlino. Spargono la voce tra amici, conoscenti, si danno fa fare. Senza lamentarsi, felici di avere contratti o fatture in regola (chiedere una partita Iva qui è semplicissimo) e di guadagnare quel tanto che basta per vivere degnamente il presente e, se lo si vuole, nel frattempo studiare il tedesco. Lo fanno con tanta dignità, senza vergogna, mettendoci nome e cognome. Le estrazioni sociali sono varie: persone senza una preparazione specifica che non avevano un piano preciso quando si sono trasferiti e a cui va bene così, universitari che vogliono guadagnare qualcosa mentre studiano e imparano il tedesco, ex imprenditori strozzati dal fisco italiano, neolaureati che stanno cercando nel frattempo un posto dove poter aprire un piccolo bistrot e laureati che semplicemente preferiscono lavorare qui alle pulizie di appartamenti e uffici, rispetto al farlo in Italia, perché, per il resto, Berlino, gli offre più di quanto faccia la propria città d’origine. Un po’ di tutto, difficile fare un ritratto generale e, poiché non ho chiesto loro il permesso, non vi scrivo qui nomi e cognomi, ma sappiate che esistono. Ciò che li lega è un’umiltà e una capacità di rimboccarsi le maniche di cui, penso, si dovrebbe parlare di più. Per capire che non è facile nulla di questi tempi, neanche trovare un lavoretto. E che la differenza la fanno l’intraprendenza e un’umiltà di cui si dovrebbe andare fieri.


 Photo: © Evil Erin – Woman’s work is never done  – CC BY SA 2.0

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Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Cacio e Pepe prima il blog, dopo il magazine. Collabora anche con Wired, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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