La Germania alla scoperta del Soave Classico, l’inconfondibile vino veronese

Dal 19 al 22 maggio 2016, in occasione della Soave Preview, più di 150 giornalisti da tutto il mondo sono stati invitati nella splendida provincia veronese per scoprire in anteprima l’annata 2015 del Soave Classico, l’inconfondibile vino veneto. Organizzato dal Consorzio di Tutela del Soave, l’evento, alla sua terza edizione, ha visto la partecipazione di giornalisti specializzati dalla Germania e di altre figure importanti del panorama enologi24co tedesco grazie a DE.S.A. (Deutschland Sommelier Association, l’associazione tedesca dei sommelier), presieduta dalla trevigiana Sofia Biancolin.

Il Soave. Il Soave Classico è un vino bianco che nasce delle uve della Garganega, da cui è composto per almeno il 70 percento, e a cui si possono poi aggiungere quelle del Trebbiano di Soave, dello Chardonnay e del Pinot bianco. Ha così origine una combinazione dal colore paglierino a volte tendente al verdognolo, dal profumo intenso e delicato e dal sapore asciutto e leggermente amarognolo. Pur circoscritto in un territorio collinare piuttosto limitato, il vigneto Soave, con i suoi 7000 ettari, produce annualmente più di 50 milioni di bottiglie, che vengono esportate in circa 70 Paesi: un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy nel mondo. L’annata presentata durante Soave Preview proviene da un inverno, quello del 2014-2015, molto mite, che non ha consentito alla Garganega di riposare completamente. Dopo una breve ripresa nei mesi primaverili, la pianta è stata poi sottoposta ad uno stress idrico a causa della carenza d’acqua. Tuttavia la Garganega è una pianta molto adattabile e ha regalato un vino più classico rispetto alle annate precedenti, con un grande equilibrio tra le componenti acide e zuccherine, nonché sentori di sambuco, pesca e albicocca.

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Le degustazioni. L’enologo del consorzio Giovanni Ponchia e il direttore del consorzio Aldo Lorenzoni hanno inaugurato la terza edizione di Soave Preview che, oltre a prevedere le visite ai vigneti e alle cantine, ha permesso con tre degustazioni di scoprire il Soave in molti dei suoi aspetti. Con la prima degustazione, Il Soave alla prova del tempo, sono state presentate 12 diverse annate di Soave DOC e DOCG dal 2000 al 2012, allo scopo di dimostrarne la longevità. La seconda degustazione, Volcanic Wines 2016, ha presentato 11 terroir vulcanici internazionali, dal Tokaj dell’Ungheria, al Riesling della Mosella in Germania, al Pinot Grigio della Francia. Infatti anche quello su cui vengono coltivate le viti della Garganega è un territorio di origine vulcanica, che conferisce un carattere fortemente distintivo al vino prodotto. Volcanic Wines è un forum internazionale dei vini da suolo vulcanico, che mira a creare un percorso di ricerca che rafforzi il legame tra il vino e il proprio territorio d’origine, nonché a comunicarne l’identità. Soave 100×100, infine, si è focalizzata sul vero protagonista dell’appuntamento, il Soave 2015, e ha messo a disposizione degli esperti invitati 61 vini in una blind tasting.

Da tutto il mondo, non solo per il vino. Con questa edizione di Soave Preview, il Consorzio di Tutela del Soave si è proposto non solo di far conoscere e apprezzare il vino, ma anche di promuovere il suo legame con l’identità paesaggistica e culturale veneta, proponendo il Soave per l’appunto come “vino di paesaggio”. Quello di Soave è il primo vigneto Doc italiano ad ottenere il riconoscimento di “Paesaggio rurale di interesse storico” da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il vino e il territorio di Soave, nel loro legame indissolubile che vanta secoli di storia, sono entrambi caratterizzati dall’unicità. Il paesaggio delle colline del Soave non è replicabile e si distingue dai paesaggi viticoli standardizzati, mentre il Soave, con il proprio profumo e gusto inconfondibile, è in grado di rievocare con nostalgia il territorio e il paesaggio da cui trae origine, anche all’estero.

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Un fascino medioevale. Soave conta poco più di 7.000 abitanti e trova le proprie origini nel Medioevo, con un’etimologia oscura, probabilmente dovuta ai Suaves, gli Svevi, che con le invasioni barbariche giunsero in questa regione. Incastonato tra le colline si trova il Castello di Soave, che con le sue merlature, impreziosisce il paesaggio e crea degli splendidi giochi di luci ed ombre al tramonto. Se ne può godere una vista particolare dalla Cantina del Soave nel Borgo Rocca Sveva, circondata da 6.000 ettari di vigneto. Sulle sue colline viene ospitato anche un suggestivo giardino botanico, nato allo scopo di preservare il bosco tipico del territorio. Ma Borgo Rocca Sveva è anche una splendida location per cene e ricevimenti, dove viene servito un ottimo risotto agli asparagi verdi mantecato al Soave. Altra sede delle degustazioni è stato il Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone, che risale al 1200 e incanta con il proprio chiostro.

Le cantine e i vigneti aperti. I vigneti e le cantine del territorio del Soave hanno aperto per l’occasione le loro porte e raccontato la propria passione. Tra queste, la Cantina I Vicentini ha colpito per il proprio Valpolicella conservato in bottiglie con etichette colorate e ricercate, nonché per le squisite ciliegie coltivate nei propri campi. L’azienda Coffele si distingue invece per aver ottenuto una certificazione per il proprio impegno nel ridurre l’impatto ambientale nei sistemi di coltivazione. La fertilizzazione del terreno avviene qui esclusivamente con la sostanza organica e nel vigneto si rinuncia all’impiego delle macchine per evitare il compattamento del suolo: al loro posto ci si serve dei cavalli.

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Le specialità culinarie. Tra i tanti ottimi ristoranti del territorio, l’Enoteca il Drago, a pochi passi dal castello di Soave, ha portato in tavola, riaccogliente pergola, delle tagliatelle al tartufo con un Soave DOC 2015 della cantina I Stefanini. Soave infatti non è solo ottimo Soave Classico, Valpolicella o Recioto, ma è anche tradizione gastronomica. La provincia di Verona vanta molte eccellenze di produzione, in primis il riso, ma anche ciliegie, pesche, miele, tartufo, i limoni del lago di Garda e i salumi. Un’infinita varietà di sapori autentici, quella dei vini e dei prodotti agroalimentari di Soave e della provincia di Verona che, se sapientemente combinati, creano un legame tra loro e con il territorio da cui traggono origine, che difficilmente farà rinunciare ad una seconda visita a questa regione.

Foto di copertina © Soave.com

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