La Germania riscopre la bellezza dell’architettura socialista di Berlino Est

«Karl-Marx-Allee e Strausberger Platz rappresentano quanto di meglio la RDT (Repubblica Democratica Tedesca) sia mai riuscita a realizzare da un punto di vista architettonico»: così scrive Stephan Schilgen nell’introduzione al volume illustrato CENTRAL BERLIN. DDR limited. The special life and style at Strausberger Platz, Karl-Marx-Allee in East Berlin. Il volume è dedicato ai cosiddetti Arbeiterpaläste, i “palazzi dei lavoratori” che dagli anni ’50 si ergono maestosi su Karl-Marx-Allee, uno dei viali più celebri di Berlino, collocato nella parte orientale della città, monumento nazionale dal 1990. Il volume, edito da Gestalten Verlag, si concentra sull’architettura socialista di Karl-Marx-Allee e in particolare sugli edifici di Strausberger Platz, focalizzando gli interni degli stabili, appartamenti comprensivi di arredamento, illuminazione e mobilio. CENTRAL BERLIN vuole essere uno studio illustrato di come il lascito architettonico socialista si coniughi egregiamente con uno stile di design e di vita moderno.

ddrlimited_press_p156-157
© Central Berlin. DDR limited

Il contesto storico. Pur non essendo uno studio storico sull’architettura socialista berlinese, CENTRAL BERLIN non manca di contestualizzare l’argomento con una sezione in cui il viale Karl-Marx-Allee viene mostrato e descritto nella sua evoluzione attraverso gli anni, con tanto di foto d’epoca che lo ritraggono dagli anni ’50 fino ai primi anni ’90. Gli edifici la fanno da padrone – dall’Interflor Blumenhaus (negozio di fiori) al caffè Mokka-Milch-Eisbar, dal Café Warschau al ristorante Budapest – ma nelle immagini compaiono anche gli abitanti della Berlino Est di allora, impegnati nella manifestazione del 1° maggio, intenti a rilassarsi in un caffè o a rinfrescarsi dalla canicola estiva sorseggiando una bibita ecc. L’introduzione e le didascalie (in inglese e tedesco) spiegano che Karl-Marx-Allee, il viale lungo circa due chilometri che oggi collega Alexanderplatz a Frankfurter Tor passando per Strausberger Platz, alla fine della Seconda guerra mondiale non era altro che un cumulo di macerie. La classe dirigente di allora mise a punto un piano edilizio finalizzato alla costruzione di un pomposo viale secondo il modello sovietico denominato Stalinallee, che divenne così «la prima strada socialista su suolo tedesco» e che nel 1961 cambiò nome in Karl-Marx-Allee. Tra il 1952 e il 1958, 40.000 operai lavorarono alla costruzione degli Arbeiterpaläste, caseggiati alti fino a 13 piani di cui a Berlino non c’erano precedenti. Gli architetti del progetto furono Hermann Henselmann e Richard Paulick, che progettarono gli edifici ispirandosi alle celebri Sette Sorelle di Mosca (sette grattacieli voluti da Stalin tra il 1947 e il 1957 per creare lo skyline della capitale russa, perfetto simbolo del “classicismo socialista”), ma si discostarono dal modello sovietico impreziosendo gli stabili con piastrelle di porcellana Meissen, colonnati e logge, dando così vita a uno stile tutto nuovo. Non mancarono le ingerenze di Mosca e del Partito di unità socialista di Germania, che cercarono di distogliere gli architetti dalle influenze occidentali e li invitarono a rimanere fedeli al cosiddetto “classicismo socialista” (detto anche “stile a torta nuziale”, in tedesco Zuckerbäckerstil).

ddrlimited_press_p046-047
© Central Berlin. DDR limited


Gli Arbeiterpaläste.
Nonostante le pressioni che negli anni ’50 caldeggiavano la fedeltà al “classicismo socialista”, il risultato del lavoro di Henselmann e Paulick è un evidente mix di elementi e stili eterogenei: ai tratti tipici dell’architettura socialista si associa l’influenza del Bauhaus e dell’architettura americana, il tutto reinterpretato secondo lo stile tedesco della cosiddetta “tradizione nazionale”. CENTRAL BERLIN riassume questo nuovo stile con la formula “gaiezza e austerità”, che descrive perfettamente gli edifici che danno su Karl-Marx-Allee, viale simbolo dello sfarzo socialista ma anche del suo lascito culturale. Attraverso gli Arbeiterpaläste la RDT intendeva presentarsi al mondo come una società solida e consapevole dei propri mezzi. Per l’epoca gli edifici non vantavano soltanto esterni sfarzosi, ma anche interni funzionali e nettamente superiori alla media per impianti e comfort (riscaldamento centrale a distanza, acqua calda, bagni a piastrelle, collegamento telefonico, cucina componibile ecc.). La denominazione “palazzi dei lavoratori” voleva inoltre sottolineare che lo Stato si poneva al completo servizio del popolo, mettendo a disposizione abitazioni di prim’ordine. In realtà gli appartamenti degli Arbeiterpaläste vennero occupati non soltanto da operai, ma anche da politici, attori e accademici della RDT (Henselmann, uno degli architetti del progetto, visse per esempio in una delle due torri su Frankfurter Tor, da lui stesso progettata).

ddrlimited_press_p026-027
© Central Berlin. DDR limited

Design. Più che approfondire la storia e mostrare come gli inquilini di allora vivevano gli spazi interni degli Arbeiterpaläste, CENTRAL BERLIN si concentra sullo stato attuale delle abitazioni che ancora oggi si distinguono per lusso e raffinatezza. Le immagini degli interni sono la prova lampante della cura e dell’attenzione al dettaglio con cui negli anni ’50 si lavorò a questo progetto, ma anche di come gli abitanti attuali sappiano valorizzare questi spazi con estremo buongusto (e altrettanto denaro). Ed ecco che si ha la sensazione di sfogliare un catalogo di design: maniglie in stile Bauhaus, parquet con posa a spina di pesce, linoleum nero, pavimenti a intarsio, portici e scale a chiocciola, ma soprattutto classici di mobilio RDT accanto a pezzi d’arredamento per così dire “occidentali”. Così CENTRAL BERLIN vuole dimostrare quanto il design e l’architettura della RDT siano tutt’ora prestigiosi e perfettamente coniugabili con stili diversi e moderni. Il volume azzarda l’accostamento tra passato e presente anche su un piano olfattivo: chicca indiscussa del volume sono le pagine 166 e 169, denominate “Rub and Smell”, su cui l’artista norvegese Sissel Tolaas ha riprodotto l’odore di Berlino rispettivamente nel passato e nel presente. Mostrando quanto l’estrema austerità dell’architettura possa nascondere scelte di stile inaspettate, il volume riesce nell’intento di offrire al lettore una prospettiva diversa e privilegiata sugli Arbeiterpaläste, edifici simbolo di Berlino e della sua storia.

ddrlimited_press_p016-017
© Central Berlin. DDR limited
ddrlimited_press_p092-093
© Central Berlin. DDR limited
ddrlimited_press_p014-015
© Central Berlin. DDR limited
ddrlimited_press_p064-065
© Central Berlin. DDR limited
© Central Berlin. DDR limited
© Central Berlin. DDR limited
© Central Berlin. DDR limited
© Central Berlin. DDR limited
© Central Berlin. DDR limited
© Central Berlin. DDR limited


CENTRAL BERLIN. DDR limited. The special life and style at Strausberger Platz, Karl-Marx-Allee in East Berlin.

Acquistabile dal sito di Gestalten Verlag

banner3okok (1)

Foto di copertina © Jean-Pierre Dalbéra

Related Posts

  • La Karl Marx Allee, una delle strade più grandi di Berlino, famosa per gli edifici di architettura socialista, si trasformerà probabilmente in un circuito automobilistico, ma solo per un giorno. Lo riporta tra gli altri Berliner Zeitung: il prossimo 21 maggio Berlino dovrebbe infatti ospitare il campionato FIA Formula E Berlin ePrix 2016, creato per promuovere nuove forme di mobilità…
  • Maggio 1945: la guerra è finita da pochi giorni e tutto ciò che rimane di Berlino sono solo cumuli di macerie e scheletri di edifici. La città inizia lentamente a rendersi conto del durissimo prezzo pagato per essere stata la capitale del Terzo Reich e capisce quanto sarà complicata e…
  • Da giorni a Berlino la colonnina di mercurio si attesta intorno ai 20 gradi. Un clima mite, che però con i campionati europei di calcio e la semifinale Francia-Germania alle porte, si è surriscaldato improvvisamente. Le strade e i quartieri più remoti della città, scarsamente battuti dal turismo, dimostrano di non essere estranei…
  • Berlino? Ai tempi del muro anche l'est, almeno Prenzlauer Berg, aveva un suo fascino. La zona ex operaia era punto di riferimento di intellettuali e giovani studenti. Una carrellata di immagini per raccontarvela.   Immagine di copertina: © Schönhauser_Allee,_U-Bahn , 1984 SEGUI TUTTE LE NEWS SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE…
  • La storia del bunker DDR  diventato un complesso extra lusso Ce la fate ad elencare almeno dieci tra film, libri, fumetti e videogames che trattano il tema dell’apocalisse? Sia essa zombie, nucleare, virulenta, meteorica, aliena o quella decisa da un dio collerico non avrete di certo fatto fatica a tirar…

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

Leave a Reply