La Germania vira sempre più a destra: Merkel battuta nel suo collegio in Meclemburgo

Peter Tauber, segretario generale della CDU, parla di «sconfitta amara». Ma è un’ammissione che minimizza lo tsunami politico abbattutosi ieri sera sul partito della cancelliera Angela Merkel in Meclemburgo-Pomerania dopo le elezioni del Parlamento regionale. L’Unione Cristiano-Democratica è infatti stata scavalcata dalla destra nazionalista di Alternative für Deutschland che, per la prima volta, si attesta in un Land come secondo partito di Germania. E non si tratta di una regione qualsiasi: il Meclemburgo è il collegio elettorale della cancelliera. I socialdemocratici della SPD perdono terreno ma vincono le elezioni con il 30,6% e possono confermare come governatore della regione Erwin Sellering. Oltre alla débacle della CDU, il voto per il Landtag fa registrare il tracollo anche delle altre forze politiche tradizionali.

I risultati. La SPD è ancora il primo partito del Meclemburgo ma perde cinque punti rispetto alle scorse elezioni. AfD conquista il 20,8% e diventa il secondo partito del Land, superando la CDU di quasi due punti. Il partito della Merkel, che da dieci anni governa la regione in una grande coalizione con i socialdemocratici, perde quattro punti rispetto al 2011 e diventa terza forza. Disastro anche per Die Linke, che crolla al 13,2% realizzando il peggior risultato in Germania orientale degli ultimi 25 anni e per i Grüne, che non superano la soglia di sbarramento del 5% e mancano l’accesso al Parlamento. Stesso risultato anche per i liberali dell’FDP e per l’estrema destra dell’NPD, entrambi a quota 3%. Il partito nazionaldemocratico, accusato spesso di neonazismo, esce così anche dall’ultimo Parlamento regionale in cui ancora sedeva. Per il momento Sellering e i vertici dell’SPD non si sbilanciano sulla coalizione di governo dei prossimi cinque anni: la più stabile sarebbe ancora quella tradizionale con la CDU, ma non si esclude un’alleanza rosso-rossa con Die Linke, già sperimentata dal 1998 al 2006 a Schwerin, la capitale del Meclemburgo-Pomerania.

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Le reazioni. Con il voto di ieri Alternative für Deutschland accede al nono Landtag tedesco, e lo fa in modo trionfale: il Meclemburgo-Pomerania, pur rappresentando solo il 2% della popolazione tedesca, è infatti una regione simbolica in cui la Merkel giocava quasi in casa. Frauke Petry, leader del partito nazionalista che meno di un mese fa proponeva l’espulsione dei migranti respinti su qualche isola fuori dall’Europa, festeggia il successo insieme a Leif-Erik Holm, candidato di punta di AfD in Meclemburgo. A un anno esatto dal celebre «wir schaffen das» (ce la faremo) della Merkel, la Petry descrive la pesante sconfitta della cancelliera come il conto presentato dagli elettori per la «catastrofica politica sui migranti» e per l’incapacità del governo di ascoltare le paure dei tedeschi. Una diagnosi che, mutatis mutandis, viene accolta anche dai vertici di CDU e SPD, che parlano di «voto di protesta», e da gran parte della stampa tedesca: l’autorevole settimanale Die Zeit sottolinea come il Mecklemburg-Vorpommern sia un Land in forte crescita economica e con il più basso tasso di rifugiati di tutta la Germania, ma spiega anche il voto come un «grido per attirare l’attenzione» da parte di quei cittadini tedeschi che temono i cambiamenti sociali in corso e si sentono marginalizzati. Gli elettori di AfD non andrebbero dunque stigmatizzati, ma riconquistati con la «buona politica». Intanto, però, i media internazionali parlano di una Merkel che «vede vacillare il suo trono» e avvertono: l’ondata populista e il successo di AfD non sono un caso isolato: dal Meclemburgo arriva un segnale per l’intera Europa.

Foto di copertina: Frauke Petry © Metropolico.org – CC BY-SA 2.0

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Gianpaolo Pepe

Dottorando di ricerca in scienze sociali e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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