La mafia russa mette le mani su Berlino e la Germania

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La mafia russa è sempre più attiva in Germania.

Lo riferisce Holger Münch, presidente della polizia federale tedesca, in un’intervista a Welt am Sonntag. I nuovi membri vengono spesso reclutati nelle prigioni e il giro di denaro che ruota intorno alla criminalità organizzata russa ammonta a svariati miliardi.

Criminalità organizzata. «Si tratta di un gruppo dinamico e ben organizzato, che si sta espandendo a ovest», ha spiegato Münch. È strutturato in varie gang, di cui la più pericolosa sarebbe quella dei Diebe im Gesetz (ladri nella legge), già esistenti ai tempi di Stalin. Un rigido codice comportamentale e d’onore e un massiccio reclutamento nelle carceri sarebbero i  loro punti di forza, insieme alle immancabili evasione fiscale, droga e prostituzione.

Le cifre. Tra i 20.000 e i 40.000 individui farebbero parte della mafia russa in Germania. Nelle prigioni, tra l’8 e il 10% dei detenuti sono di nazionalità russa o parlano russo; si tratta di circa 5.000 individui. L’ipotesi è che la criminalità organizzata si sia espansa in ambienti non tipicamente associati a essa, ad esempio i furti d’appartamento e in negozio. Quello che è certo, è che nel 2015 quest’organizzazione criminale ha prodotto profitti che ammontano a diversi miliardi di euro, sottraendoli molto spesso all’economia legale.

La situazione a Berlino. Sembrerebbe che anche molti richiedenti asilo vengano avvicinati e reclutati da queste gang. Ma già dal 2009, prima degli imponenti flussi migratori degli ultimi anni, Berlino era stata additata come uno dei quartier generali della mafia russa a livello mondiale. Non è però soltanto la mafia russa a preoccupare le autorità tedesche: già nel 2014 la polizia aveva identificato organizzazioni criminali provenienti da oltre 100 Paesi diversi. Tra queste, la mafia siciliana era emersa come una delle più minacciose.

 

Photo: © screenshot Eastern Promises – Viggo Morntensen

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Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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