La percentuale dei tedeschi con HIV che non sa di avere il virus è molto preoccupante

Circa il 15% degli infetti da HIV in Germania non sa di avere il virus. Si parla di 12.700 persone.

Secondo l’istituto Robert Koch (RKI) alla fine del 2016, erano circa 88.400 le persone affette dal virus dell’HIV in Germania. Questa cifra non è alta se confrontata con i dati globali: solo in Sud Africa, il 19% delle persone di età compresa tra 15 e 49 anni ha l’ HIV. Ciò che principalmente preoccupa gli esperti è l’elevato numero di casi non segnalati. Secondo un calcolo, 12.700 degli 88.400 infetti – il 14% circa –  non sa di avere il virus.

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L’HIV in Germania e a Berlino: i numeri

L’HIV è il virus che, se non curato adeguatamente, causa l’AIDS. Sono circa 15.900 le persone con HIV che vivono a Berlino di cui 1700 non sa ancora di avere l’infezione. Era l’inizio degli anni ’80, riporta il Morgenpost, quando a Berlino è stato diagnosticato ad un paziente il primo caso di HIV della Germania. Trent’anni dopo, in Germania, il numero di nuove infezioni ogni anno si è stabilito a circa 3.000, come ha annunciato l’RKI in occasione della giornata mondiale dell’AIDS, indetta ogni anno il primo dicembre. Statisticamente a Berlino ogni giorno vi è un nuovo caso di infezione dal virus HIV. Nel 2016 l’RKI ha contato circa 380 nuove diagnosi nella capitale di cui il 79%, uomini omosessuali. Il numero di nuove infezioni nella capitale è rimasto pressoché invariato malgrado si siano svolte campagne educative per diversi anni- riporta Berlin.de.

I rischi dell’inconsapevolezza

Dall’HIV non si guarisce, salvo l’unico caso conosciuto come ” il paziente di Berlino”, riportato su tante testate giornalistiche come il post, ma la medicina moderna ha fatto enormi progressi negli ultimi decenni. I farmaci spesso consentono a coloro che intraprendono la terapia di vivere una vita quasi normale. L’infezione da HIV è diventata dunque una malattia cronica curabile. Il problema riguarda dunque il numero di casi non segnalati per due ragioni, secondo il professor Josef Eberle della Ludwig-Maximilians-University (LMU) di Monaco. Oltre al rischio di trasmettere il virus ad altre persone, è importante che il soggetto infetto inizi la terapia il prima possibile. «Prima posso trattare i soggetti positivi al virus, meno possibilità hanno di contrarre l’AIDS e meno è il pericolo che vengano contagiate altre persone» dice il virologo.

Perché così tante persone non sanno della loro infezione da HIV?

La zona grigia dietro questa domanda, include soprattutto gli eterosessuali perché spesso non considerano l’ipotesi di contrarre l’HIV, secondo il presidente del RKI, Lothar Wieler. «Nel panorama gay, c’è in effetti una maggiore consapevolezza sulla questione dell’HIV rispetto agli eterosessuali», afferma Thomas Seidel, medico specializzato in malattie infettive, riportato dal Morgenpost. Anche tra gli omosessuali la percentuale di chi effettua regolarmente il test è troppo bassa, secondo il Deutschen Aids-Hilfe (DAH). Da uno studio scientifico, emerge che due terzi degli omosessuali e dei bisessuali non ha mai fatto il test dell’HIV o non lo ha comunque fatto durante lo scorso anno. «Una delle ragioni è la paura», afferma Holger Wicht di DAH. Wicht, nella sua campagna “No Aids for All” racconta di casi estremi, come quello di Maik, un ragazzo di 43 anni, laureato in ingegneria che per anni ha tralasciato i sintomi dell’AIDS, riducendo il suo sistema immunitario in polvere. Aveva paura di essere etichettato. «Questa è una storia estrema», afferma Wicht, ma la paura o la vergogna sono forti avversari.

È possibile ridurre il numero dei “non consapevoli” tramite l’utilizzo del test fai da te?

Sì, dicono gli esperti. Infatti, nonostante le molte, anche anonime e gratuite offerte per effettuare il test dell’HIV ( per saperne di più cliccate qui), non si riesce a raggiungere neanche il 15% degli infetti. Quindi un auto-test potrebbe fare appello a coloro che non si recano dal medico per paura o vergogna. Tuttavia, l’auto-test è meno preciso rispetto al test fatto in laboratorio e i risultati non sono attendibili al 100%. In Germania, gli autotest non possono ancora essere venduti a privati. «Un test che interferisce così profondamente nella vita di una persona è giusto che sia effettuato da un medico » – dice il Dottor Levy. È attualmente in esame una modifica del regolamento. C’è chi si aspetta che il test arrivi entro il 2018 seguendo l’esempio della Gran Bretagna che ha già avuto esperienze positive, raggiungendo persone che non avevano mai effettuato un test prima.

L’HIV è ancora oggi stigmatizzato in Germania

Un recente sondaggio del Centro Federale per l’educazione alla Salute (BZgA) mostra che vi è ancora molta ignoranza sul tema. Mentre oltre il 90% degli intervistati lavorerebbe tranquillamente con individui sieropositivi, il 33% afferma che probabilmente non utilizzerebbe i loro stessi strumenti di lavoro. Solo il 3% concorda pienamente con l’affermazione che con le attuali cure è possibile non infettare gli altri tramite sesso non protetto. La verità è: la trasmissione non avviene se un sieropositivo è sottoposto a una buona terapia.
Anche i pazienti del medico Thomas Seidel raccontano episodi di pregiudizi. In alcuni studi, ad esempio, viene sempre offerto l’ultimo appuntamento del giorno al paziente sieropositivo, così da disinfettare a fondo l’attrezzatura.
Per ridurre i pregiudizi è importante che sia fatta una buona campagna d’informazione e che sia al passo con i tempi. «Non dipingendo un quadro tragico della questione e dicendo apertamente che è possibile condurre una vita normale se affetti dal virus, si limitano i pregiudizi e si incoraggiano le persone a sottoporsi al test», afferma Witch.

PrEP © NIAID CC BY 2.0

La pillola per la profilassi in Germania e in Europa

Dal 2016, la cosiddetta profilassi pre-esposizione (PrEP) è stata approvata nell’UE. Il farmaco contiene agenti che inibiscono la replicazione virale nelle cellule e se assunto regolarmente fornisce una protezione elevata, ma non al 100%, contro l’HIV. Per molto tempo le pillole sono state vendute per centinaia di euro, risultando inaccessibili a molti. Da ottobre il prezzo è sceso a 50 euro perché facenti parte di un progetto pilota. L’azienda farmaceutica Ratiopharm fa sapere che da dicembre il prezzo del farmaco dovrebbe essere di 69 euro. Le compagnie di assicurazione sanitaria non pagano finora i costi della cura- a differenza della Francia- dove questo tipo di farmaco è coperto dal sistema sanitario nazionale, come riporta l’Espresso. I critici lamentano che la profilassi potrebbe promuovere una vita sessuale rischiosa. Secondo altri, come Wicht, bisognerebbe invece guardare l’effettivo comportamento delle persone e se l’assunzione della pillola pre-esposizione aiuta a limitare i casi di infezione è un beneficio per tutti. Secondo uno studio dell’Università di Rotterdam, la PrEP potrebbe prevenire 9000 nuove infezioni da HIV entro il 2030 in Germania.

Immagine di copertina: © Support For International AIDS Memorial Day Sham Hardy CC BY-SA 2.0

 

 





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Rosellina Neri

Nata a Roma, a 10 anni mi sono trasferita a Lipari alle Isole Eolie, dove ho vissuto in barca per qualche anno. L'isola la considero casa, in ogni suo scorcio, in ogni sua luce e in ogni suo scoglio. Ho iniziato gli studi in Giurisprudenza a Palermo, terra natale di mia madre. Ora vivo a Berlino e ho portato con me la voglia di scrivere. "Da grande", mi piacerebbe essere una giornalista.

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