La Serie A vista da Berlino: Benitez in totale stato di confusione…

Martedì

Nel calcio di oggi non si ha neanche più il tempo di imprecare contro un arbitro, maledire un allenatore o inneggiare al genocidio di una tifoseria, che subito devi imprecare, maledire o inneggiare qualcun altro. Così eccoci alla quarta giornata di campionato di Serie A che comincia con l’anticipo di un turno infrasettimanale (sembra incredibile ma si sono inventati anche questa pur di avere uno spettatore in più in pantofole e birra davanti alla TV) tra Empoli e Milan. Leggendo la formazione dei toscani sembra di ritrovarsi di fronte la nazionale islandese composta da pescatori, falegnami ed idraulici, eppure nel primo tempo gli uomini di Sarri sono inviperiti e concludono in vantaggio per 2 a 1 con gol di Tonelli (infermiere) e Pucciarelli (geometra). Per il Milan il gol è di Torres che in Spagna ancora chiamano el Niño, solo perché vive con la mamma e la mattina fa colazione con il Nesquik. Nel secondo tempo il Milan si risveglia e riacciuffa il pareggio con un sinistro chirurgico di Honda in versione Super Saiyan di terzo livello ma poi non riesce a sfondare il muro dell’Empoli che porta a casa un meritato pareggio, che però nessuno dei suoi giocatori potrà festeggiare perché domani è giornata lavorativa.

Mercoledì

Niente clamorose sorprese durante il mercoledì di campionato che vede impegnate quasi tutte le altre squadre (mio Dio c’è anche il posticipo del giovedì, maledetti!): Juve e Roma vincono, l’Inter pure, il Napoli prende gol.

Cominciamo dalle capoliste che sembrano andare a braccetto come due comare sul vialone principale del paese. La Juve ha vita facile contro il Cesena: doppietta di Vidal e gol di Lichtsteiner. Nessun dubbio sul penalty concesso ai bianconeri: Vidal tira un siluro terra aria e colpisce a mezzo metro il braccio di Cascione perfettamente aderente al corpo. L’arbitro è lì e non può non vedere la maglia a strisce bianconere del cileno. Rigore!

La Roma invece fatica a Parma, dove vince a tre minuti dal termine grazie ad una pregevole punizione dal limite di Pjanic, dopo il momentaneo vantaggio dei giallorossi di Ljajic ed il pareggio per gli emiliani di De Cegljeic. Amarcord a fine partita tra Cassano e Totti che nel sottopassaggio verso gli spogliatoi ricordano i tempi in cui a Trigoria perdevano miseramente le gare di congiuntivi con tutti gli stranieri della rosa.

A Napoli va di scena la fiera del gol e degli errori. La confusione di Benitez in questo periodo è tale che, vedendo la divisa Jeansata con la quale i suoi devono scendere in campo, inserisce a centrocampo Nino D’Angelo, in onore alla sua hit “Nu jeans e na magliett”. Scoperto l’errore, lo sostituisce con Gargano, saltando dalla padella alla brace. Non serve a nulla il doppio vantaggio iniziale dei napoletani con Koulibaly e Zapata, perché ai partenopei non va proprio di vincere in questo periodo e si fanno rimontare da Belotti (un attaccante alto 2 metri, marcato su calcio d’angolo da Gargano alto la metà) e Vazquez. Andati di nuovo in vantaggio allo scadere del primo tempo con Callejon e rimontati nella ripresa ancora da Belotti, gli azzurri (o i jeansati) rinunciano con giusta causa a cercare la vittoria e la partita finisce 3 a 3. Benitez annota intanto sul suo taccuino la ricetta della parmigiana di melanzane.

L’Inter batte con un gol per tempo l’Atalanta e si porta a ridosso delle prime. Davvero pregevoli le reti di Osvaldo (semirovesciata) ed Hernanes (punizione dal limite), tanto che a fine gara Mazzarri non sapendo con chi prendersela, si lamenta di un rigore non concesso a Bianchi quando allenava la Reggina.

La Fiorentina non va oltre lo 0 a 0 contro il Sassuolo, nonostante tante occasioni e due pali. La Macumba contro gli attaccanti viola è talmente forte che dopo Rossi e Gomez anche Montella si è infortunato in panchina.

Spettacolare pareggio tra Verona e Genoa. I grifoni in vantaggio con una doppietta di Matri, propiziata nel secondo caso da un paperone colossale di Marquez, si fanno rimontare da Tachtsidis e Ionita, il quale continua a battere record, perché dopo aver siglato la settimana scorsa il primo gol di un moldavo nel campionato italiano, oggi ha siglato addirittura il secondo.

Primi gol e prima 3 punti per il Torino in trasferta contro il Cagliari di Zeman passato in vantaggio con Cossu il quale, nel tentativo di imitare l’abbraccio di Florenzi alla nonna in tribuna, cerca di arrampicarsi in curva per salutare il cugino ma viene braccato dagli Steward e portato in questura. Doppio gol su palla da fermo per i granata con Glik (su calcio d’angolo) e Quagliarella con un pregevole schema su punizione dal limite. Critiche per l’atteggiamento difensivo sulle palle da fermo del Cagliari: pare che Zeman sia così integralista che mantenga il 4-3-3 anche in quelle occasioni.

Vittoria, infine, della Sampdoria in casa per 2 a 1 contro il Chievo con gol di Gastaldello e Romagnoli per i blucerchiati e di Paloschi per i veronesi nel finale. I doriani salgono a quota 8 punti e sono ancora imbattuti in campionato. Il Presidente Ferrero è talmente euforico che pare stia ancora girando per il campo.

Giovedì
Il turno infrasettimanale si chiude con la vittoria all’Olimpico contro la Lazio dell’Udinese (gol di Thereau) che a sorpresa si fionda da sola al secondo posto in classifica a 9 punti. A sorpresa perché ricordiamo che l’Udinese è allenata da Stramaccioni e ciò sottolinea ancor di più l’impresa temporanea dei calciatori, i quali probabilmente decidono tutto da soli prima di scendere in campo. Dall’altra parte Pioli sembra invece volersi inserire prepotentemente nel gruppo degli allenatori disastrati di questo inizio di campionato, insieme a Benitez e Montella. La sua Lazio è alla terza sconfitta in quattro partite e Dio solo sa cosa starà pensando in questo momento Lotito. No, sono serio, veramente solo Dio può sapere che gli gira per la testa al Presidente della Lazio, se qualcosa gli gira.

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Gabriele Iaconis

Gabriele Iaconis è nato a Napoli nel 1985. È laureato al corso magistrale di Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. È appassionato di lettura e scrittura e non osa immaginare un mondo senza libri. Ha pubblicato due romanzi: Un motivo in più per guardare il cielo (Boopen LED 2010) e Buenos Aires (Homo Scrivens 2012) nonché racconti in varie antologie. Vive a Berlino dal novembre 2013 e si trova benissimo. Spera di continuare a scrivere e leggere il più possibile.

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