La storia del Poltergeist, il terrorizzante spirito burlone tedesco

Da oggi inauguriamo una nuova serie di articoli dedicati al sovrannaturale in Germania curata dalla giornalista Paola Biondi. Avete logicamente il diritto di credere e non credere a quanto segue, le interviste sono però autentiche ed in generale interessanti per farsi un’idea dell’argomento.

La storia del Poltergeist, il terrorizzante spirito burlone tedesco

di Paola Biondi

Poltergeist. L’origine di questo nome è tedesca, vuole dire “spirito burlone” e indica il movimento improvviso di oggetti, che crea spavento e fa pensare alla presenza di fantasmi. Il caso di “poltergeist” più eclatante nella storia della parapsicologia è quello di Rosenheim, nell’Alta Baviera.

Nel 1967, presso uno studio legale accadevano cose strane. Le luci si accendevano e si spegnevano spontaneamente, le lampade si svitavano, le valvole saltavano. La centrale telefonica registrava chiamate inesistenti. All’inizio si pensò a sbalzi di corrente, ma i fenomeni continuarono anche quando l’impianto fu sostituito. L’avvocato resisteva con eroico sangue freddo, anche se uno dei telefoni si divertiva a chiedere l’ora esatta 40 volte al giorno, senza che nessuno lo toccasse, e i soprammobili volavano; tuttavia, quando i cassetti cominciarono ad aprirsi da soli e una libreria di 180 chili si spostò dal muro di 10 centimetri, decise di chiedere aiuto. Si appellò alla scienza contattando l’Istituto universitario di Friburgo e l’Istituto Max Planck, così anche due fisici poterono vedere i quadri che ruotavano intorno ai loro ganci. Venne installato un registratore, una macchina fotografica e, per la prima volta nella storia, un fenomeno di “poltergeist” fu anche filmato.

Ne parliamo con Michele Dinicastro, unico membro italiano della prestigiosa Psychological Association, che riunisce un centinaio fra i più esperti parapsicologi del mondo.

Che cosa è realmente successo nello studio “infestato” di Rosenheim?

I fenomeni si verificavano in presenza di una ragazza che lavorava lì. Esclusa la possibilità di uno scherzo, sembra avessero origine psicologica. Ma distinguiamo: quando succedono anche se cambiano le persone che ci abitano si parla di “luogo infestato”; il “poltergeist” invece dipende da una persona e, per così dire, la… segue

Cioè?

Certi soggetti, più spesso in fase adolescenziale, presentano caratteristiche psicologiche particolari: taciturni e con bassa tolleranza alle frustrazioni, scaricano le proprie tensioni nell’ambiente. Gli strumenti elettrici ed elettronici diventano il bersaglio di tali scariche emotive inconscie, ma negli ambienti si avvertono anche rumori inspiegabili, compare acqua o si verificano incendi. Interessante è che queste interazioni con la materia possono essere studiate per risalire all’origine del disagio psichico del soggetto. Tra i primi, l’antropologo Ernesto de Martino (1908-1965) studiò il caso di una contadina della Basilicata, che, quando camminava era colpita da sassi, che nessuno si sognava di tirarle. Venne concluso che la ragazza, considerati l’isolamento e nell’ignoranza di allora, viveva con senso di colpa il proprio sviluppo sessuale ed era lei stessa a scatenare inconsapevolmente quel fenomeno di autopunizione. Lo “spirito burlone”, quindi, non è una forza che arriva dall’esterno”.!!

Possiamo dire che è così svelato il mistero?

Almeno in parte. Guarda caso, quando lo psicologo spiega queste cose al soggetto, il fenomeno scompare. In genere non dura più di 3 mesi. A volte la realtà è davanti ai nostri occhi, e supera la fantasia! 

Foto di copertina:  Parapsychologist Joseph Gaither Pratt observing James Hermann’s son of the Seaford poltergeist case. © Robert Wallace public domain

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