L’anima vintage e multietnica di Berlino nel mercatino delle pulci di Treptow

Chi è stato almeno una volta a Berlino sa quanto siano amati i Flohmärkte o Trödelmärkte, letteralmente “mercatini delle pulci” o “mercatini delle cianfrusaglie”.

In una città dall’identità povera, che nei decenni ha sviluppato un’anima multikulti e accolto etnie per cui il mercato di piazza, il bazar, la contrattazione giocano un ruolo importante nella vita pubblica, il Flohmarkt ha permesso l’innesto di una serie di contaminazioni da tutto il mondo e conservato la sua popolarità, che spinge migliaia di cittadini e turisti a girare per stand e bancarelle – non importa se infreddoliti dal rigido clima invernale – in cerca dell’occasione, del cimelio nascosto o della rarità dimenticata, da portarsi a casa a un prezzo stracciato.

I mercatini

Sebbene diversi mercatini abbiano perso la loro autenticità e siano ormai diventati luoghi piuttosto commerciali, dall’aura hipster e a volte anche costosi (basti pensare a certi stand del Mauerpark), quelli meno mainstream simboleggiano pur sempre una cultura glocal e proletaria, così peculiare a Berlino, che continua ad affascinare con la sua atmosfera malinconica e un po’ decadente.

Il progetto

Gli studenti del corso di Street photography di Berlino Schule hanno immortalato uno dei Flohmärkte cittadini più celebri, il Treptower Hallentrödelmarkto, con il più spoetizzante nome inglese, Treptow Art Center – (Eichenstraße 4), provando a farne trasparire tutto il fascino rétro. Orsi di peluche mezzi spelacchiati, valigie di epoche lontane, bambole di porcellana un po’ inquietanti, pellicce che sanno di Russia, telefoni in stile DDR, interi salotti orientaleggianti en plain air, scarponi militari, buffe lampade, teiere, improbabili tute vintage, foto antiche appartenute a chissà chi, libri in edizione vecchissima quasi regalati, ragazzi sorridenti che si rilassano con il loro shisha. Un piccolo mondo antico, in cui perdersi per qualche ora dimenticando omologazione, prezzi alle stelle e speculazione immobiliare e immergendosi in un microcosmo fatto di storie lontane, nello spazio e nel tempo, altrimenti destinate all’oblio.

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Gli studenti di Street Photography di Berlino Schule con la loro docente Anna Agliardi (prima a sinistra)

 

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Foto di copertina © Raquel Ferreirinha

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