Il periodo berlinese di Iggy Pop attraverso gli scatti della sua amata: a Berlino la mostra

Che la vita privata di star celebrate nel tempo sia spesso diversa dalla vita di palcoscenico è cosa nota. Che questa vita privata possa essere svelata attraverso la fotografia è una fortuna. E se le fotografie sono scattate dal partner della celebrità in questione allora si tratta di un privilegio.

Questo è quello che accade con le foto di Esther Friedman, per la prima volta esposte a Berlino nella mostra Esther Friedman – No Idiot 2, ospitata nella galleria Hubertushoehe Art + Architecture, su Karl-Marx-Allee. La fotografa di cui stiamo parlando era la fidanzata di Iggy Pop, cantante e attore del Michigan che segnò la nascita e lo sviluppo del punk, del rock e del pop a partire dagli anni Sessanta e ne rappresenta tuttora una intramontabile icona. Prima con gli Iguanas, poi con gli Stooges ed infine come solista, Iggy Pop fu uno dei rappresentanti di quella generazione di cantanti carismatici e imprevedibili che costituisce l’immaginario di quei focosi anni.

È noto che Iggy Pop visse con David Bowie nel quartiere berlinese di Schöneberg tra il 1976 ed il 1979, in un appartamento che dividevano con la fidanzata di James Osterberg (il vero nome di Iggy Pop): Esther Friedman, appunto. Esther si trasferì a Berlino nel 1974, iniziando a lavorare come fotografa, e nel 1976 conobbe James, con cui ebbe poi una storia fino al 1982. In quegli intensi e fervidi sette anni, che portarono poi alla pubblicazione negli Hansa Studios di fondamentali album come “The Idiot” e “Lust for Life”, Esther documentò la vita quotidiana accanto a James e al Duca Bianco attraverso le sue fotografie.

Nella mostra berlinese sono presenti alcuni di questi preziosi scatti. Da foto rubate ai palchi delle tournée, nelle quali appare anche il fedele amico David Bowie, dove il bianco e nero spegne ogni accenno musicale e porta a focalizzarsi sull’intensità del personaggio, si passa al bianco e nero degli scatti strappati alla vita quotidiana. Iggy Pop fuma nella stazione di Kleistpark o gironzola per la città, regalando fugaci sorrisi alla macchina fotografica della fidanzata. Scopriamo gli interni della sua casa, i momenti di maggiore riflessione e raccoglimento e i sorrisi spontanei della coppia fotografata insieme per le strade di Schöneberg.

Sono la naturalezza e la spontaneità a caratterizzare questa trentina di foto, capaci di gettare luce sull’esistenza da “persone comuni” di quelle che per noi sono star. E infatti la fotografa, autrice anche della copertina dell’album del 1982 “Zombie Birdhouse”, conosceva bene la discrepanza tra vita da palcoscenico e routine quotidiana: per lei Iggy Pop e James Osterberg erano due persone differenti e, come spiegò in un’intervista a Die Zeit nel 2013, «mentre Iggy è al 99% insopportabile, James, Jim, è al 99% sopportabile».

Ad ospitare questa ristretta ma bella collezione fotografica fino al 12 marzo è la galleria in cui si è momentaneamente insediato il progetto culturale Hubertushoehe Art, che intende muoversi come luogo di destinazione per sperimentare arte ed architettura. Il progetto sta realizzando uno spazio che possa raccogliere mostre, case di architetti rinomati, installazioni d’arte permanenti e un giardino nel paesino di Storkow. La costruzione dovrebbe essere terminata tra dieci anni. Nel frattempo le prime esibizioni vengono ospitate su Karl-Marx-Allee. Se siete di passaggio, non perdete l’occasione di visitare questa mostra per godere di uno sguardo privilegiato sul soggiorno berlinese di Iggy Pop.

Esther Friedman “No Idiot 2”

c/o Hubertushoehe Art + Architecture 
Karl-Marx-Allee, 98 – 10243 Berlin – U5 Weberwiese
fino al 12 marzo 2016
da martedì a venerdì dalle 14 alle 19 / sabato dalle 12 alle 18 (lunedì chiuso)
Ingresso libero
Tel.: +491735383489

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Foto di copertina © Hubertushoehe Art + Architecture: Iggy Pop and Esther Friedmann

Chiara Rainò

Studentessa di Storia contemporanea, arrivo a Berlino nel 2014 per l'ultimo anno di studi dopo 4 anni a Roma. Lascio che una instancabile curiosità mi guidi all'inseguimento di parole, colori, persone e città. Amo l'odore dei libri, le cose semplici, la complicità.

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