Le parole più particolari entrate nella nuova edizione del principale vocabolario tedesco, il Duden

Duden

Lo storico e autorevole dizionario di lingua tedesca Duden, pubblicato per la prima volta nel 1880 da Konrand Duden, ha da poco dato alle stampe la sua 27° edizione.

Non si tratta di una rivisitazione dell’edizione precedente, ma di una pubblicazione di 1264 pagine che ha l’intento di analizzare tutti gli aspetti della lingua tedesca. L’ortografia, la grammatica e i sinonimi. La novità più interessante di questa edizione è l’aggiunta di ben 5000 parole che prima non esistevano. Parole che per la frequenza del loro utilizzo sono diventate di uso corrente tra i madrelingua.

Le novità: Denglish e anglicismi

Gran parte dei nuovi termini sono legati a eventi della storia contemporanea o alle nuove tecnologie che sfruttano un linguaggio globalizzato. Parliamo di neologismi che ci dicono molto della cultura tedesca ed europea. Derivanti spesso dalla fusione dalla lingua inglese e tedesca, definita in gergo Denglish. Tra le parole del Denglish entrate a pieno titolo nella lingua tedesca, ricordiamo facebooken (stare su facebook), liken (mettere like) e emoji. Particolare anche postfaktish. Termine derivato da post-truth, in riferimento a una discussione su una notizia in cui la verità passa in secondo piano di fronte alle emozioni personali. Altri termini sono invece rimasti invariati nella loro forma inglese. Come Veggie, Tablet, Selfie, Darknet, Hashtag e Brexit.

La polemica

Il dato che ha suscitato più controversie è l’influenza inarrestabile della lingua inglese sul tedesco. Tuttavia come sappiamo una lingua cambia e muta seguendo le tendenze della società cui è strettamente collegata. Nonostante la Brexit, l’Europa continua a parlare inglese. Ed è in inglese che sono state coniate per la prima volta parole per riferirsi alla nostra epoca, siano esse innovazioni tecnologiche o spiacevoli eventi di natura politica. La Verein Deutsche Sprache, un’associazione volta a difendere il purismo della lingua tedesca, si era già espressa negativamente riguardo alla precedente versione del Duden. Che nel 2013 aveva dato spazio a tanti altri termini inglesi nel vocabolario tedesco. Comunque il fenomeno dell’anglicizzazione non è recente. Già nel 1880 il Duden includeva 27,000 parole inglesi e oggi il loro numero è arrivato a ben 145,000.

Neologismi tedeschi

I nuovi termini entrati nel vocabolario non sono solo anglicismi, ma anche neologismi tedeschi il cui uso ora è anche formalmente riconosciuto. Solo per fare alcuni esempi, sono nuove parole tedesche Cyberkrieg (guerra virtuale) e Hasskriminalität (crimine di odio). Kopfkino (sognare a occhi aperti), Kopftuchstreit (dibattito sul velo), Nachtshopping (fare compere a tarda notte) e Wildpinkler (colui a cui piace urinare fuori). Ancora, Schmähgedicht (poema blafemo), termine coniato dal Jan Böhmermann, comico che ha di recente composto un ode al presidente turco Erdogan.

Inoltre, alcune parole già esistenti hanno subito modifiche ortografiche. Tra queste, tre parole inglesi precedentemente germanizzate sono state reintrodotte nel vocabolario con la loro forma inglese originaria. Majonäse è tornata Mayonnaise, Ketschup Ketchup e Anschovis Anchovies. Per quanto riguarda l’ortografia, i cambiamenti più rilevanti consistono nell’introduzione di trattini in parole come Co-Trainer e Ex-Kanzler. I come l’introduzione della forma maiuscola della ß.

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Immagine di copertina: © CC0 Creative Commons

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Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

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