Lebensborn, la parabola dei bambini “speciali” selezionati dai nazisti, una storia ancora raccapricciante

Himmler

Il progetto Lebensborn, ovvero Progetto Sorgente di Vitaracconta una pagina del nazismo non ancora popolare

Il 12 dicembre 1935 a Berlino venne inaugurato da Himmler il progetto Lebensborn (Sorgente di vita), che prevedeva l’incremento delle nascite di bambini di pura razza ariana con l’apertura di veri e propri Istituti ad hoc i Lebensborn. Si trattava di una serie di cliniche per ospitare donne incinte (soprattutto ragazze madri) a cui lo stato offriva tutto il necessario per un’assistenza perfetta a patto che il neonato fosse poi valutato secondo i canoni “ariani”. Se fossero stati considerati adatti sarebbero finiti alle SS, sennò alla  Nationalsozialistische Volkswohlfahrt. La neomamma non aveva la sicurezza di vedersi affidato il bambino. L’obiettivo era ricercare e tutelare il ceppo ariano. Un progetto delirante, una fabbrica di bambini “perfetti” che contribuisce a spiegare la megalomania di Himmler. Crebbero così 8mila piccoli tedeschi. Il progetto mirava a 120 milioni di tedeschi “perfetti” nel 1980. Le aperture di cliniche partirono dalla capitale della Baviera per estendersi al resto del Paese. Erano anni di preparazione alla guerra. Del resto il 1935 è anche l’anno delle leggi di Norimberga che proibivano i matrimoni “interraziali” con gli ebrei e altre razze non ritenute pure.

L’ansia di Hitler per trovare il ceppo ariano nel resto d’Europa

Per sopperire ai numerosi decessi causati dalla guerra, il progetto venne esteso anche ad altri Paesi: Norvegia, Austria, Belgio, Francia, Danimarca, Olanda. Nelle cliniche venivano ospitate donne non tedesche, ma con caratteristiche ariane, costrette spesso a procreare con ufficiali delle SS. In Norvegia nacquero circa 12000 bambini da madre norvegese e padre tedesco. Il primo centro fu creato a Steinhoering, vicino Monaco, nel 1936 e ospitava le madri di puro sangue ariano.

Il “battesimo” nazista

Alla nascita i bambini diventavano membri delle SS attraverso una speciale benedizione davanti all’altare nazista. Questa cerimonia veniva chiamata: Namensweihe (consacrazione del nome). I bambini divenivano proprietà dello Stato tedesco, del partito nazista (Nsdap). Dovevano diventare dei perfetti e fedelissimi ariani.

Le conseguenze

In seguito alla fine della seconda guerra mondiale, alla sconfitta della Germania, questi bambini pagarono e pagano tuttoggi un caro prezzo. Dopo la fine del Terzo Reich vennero socialmente esclusi, separati dalle famiglie e alcuni, insieme alle proprie madri, vennero mandati in ospedali psichiatrici. Erano accusati di essere i figli del male, nessuno voleva avere a che fare con loro, con quel progetto macabro che aveva dato loro la vita. Molte madri in Norvegia vennero punite e private della cittadinanza norvegese. Anni-Frid Lyngstad, famosa cantante degli ABBA, è una dei bambini del progetto nazista Lebensborn. Figlia di una donna norvegese e di un ufficiale della Wehrmacht, è riuscita a scampare alle persecuzioni rifugiandosi in Svezia con la nonna. Purtoppo i bambini che hanno scoperto il motivo della loro nascita sono distrutti da questa atroce verità, devono fare i conti con il passato, con dei genitori coinvolti con il nazismo. Himmler nel 1931 creò RuSHA, o SS Rasse und Siedlungshauptamt, ufficio delle SS incaricato di controllare la purezza della razza. I tedeschi da una parte cercarono di eliminare le razze inferiori, dall’altra cercarono di creare una super razza ariana. L’obiettivo era quello di incrementare le nascite di bambini di razza pura tedesca per far fronte alle morti in guerra e creare un futuro gestito da una razza superiore.

 

Il giudizio postumo

Nel 2007  154 norvegesi, 4 svedesi ed un tedesco figli del progetto Lebensborn giunsero al Tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo per chiedere un risarcimento per le violenze ed il razzismo subito dal governo norvegese. Furono chiesti risarcimenti fino a 250 000 euro per la loro infanzia cancellata. Persero la causa, ma è difficile non capire che l’intera loro vita sia stata segnata da scelte non loro.

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