L’Isola dei musei di Berlino, il più grande tempio di arte e cultura del mondo

È uno dei luoghi più belli di Berlino per ragioni sia paesaggistiche (una vera e propria isola, come la Tiberina a Roma) sia architettoniche, grazie ai lavori commissionati dai re prussiani alla fine del XVIII secolo per dotare la capitale di una grande area dedicata alla cultura e alla scienza.

Come suggerisce il nome, l’Isola dei musei ospita quasi esclusivamente luoghi dedicati alle arti. Il «quasi» è dovuto al Duomo e al castello in costruzione. Ecco quindi l’Altes Museum (museo antico), il Neues Museum (museo nuovo, ospite di una ricchissima collezione egizia e meritevole di una visita anche solo per vedere l’opera di restauro dell’architetto David Chipperfield nel 2009), l’Alte Nationalgalerie, il Bode-Museum (il nome è quello del suo primo direttore, Wilhelm von Bode, e le sue collezioni spaziano dalle monete antiche ai reperti bizantini) e il Pergamonmuseum, il più bello e interessante di tutti. Sull’altro lato della strada invece troverete un grande cantiere. In costruzione, sessant’anni dopo il suo abbattimento (avvenuto nel 1950 a opera della DDR) c’è il nuovo castello di Berlino.

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BODE-MUSEUM. Foto: Hosszuka CC BY-SA 2.0.

La nascita dell’Isola dei musei

I cinque musei sono stati costruiti tra il 1824 e il 1930 su una piccola isola della Sprea. Fin dal Medioevo l’isola ospitava nella parte meridionale la cittadina di Cölln, mentre la parte settentrionale era poco – se non addirittura affatto – edificabile date le pessime condizioni geologiche. Il più antico tra i musei è l’Altes Museum (1830), frutto del genio di Karl Friedrich Schinkel, pittore e architetto prussiano, figura di spicco del neoclassicismo tedesco che ha contribuito a rivalutare il ruolo delle strutture gotiche in architettura.

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ALTES MUSEUM. Foto: Karsten Müller CC BY-SA 2.0

Gli sviluppi nella seconda metà dell’800

Un passo avanti venne fatto da Federico Guglielmo IV (1841-1860) che, guidato dal suo istinto romantico e da un profondo amore per la cultura classica, commissionò la costruzione di un imponente complesso museale che potesse accogliere i più importanti patrimoni artistici e scientifici. Il complesso sarebbe sorto proprio all’interno della città allo scopo di rendere l’accesso ai musei il più semplice possibile: si trattava in sostanza di un progetto democratico e perfettamente coerente con il clima filantropico dell’epoca. Nel 1859 fu la volta del Neues Museum, rifugio delle collezioni egizie e preistoriche, nel quale è possibile ammirare oltre agli splendidi papiri, la biblioteca antiquaria e una Nefertiti in teca; nel 1876 seguì l’Alte Nationalgalerie, realizzata da Johann Heinrich Strack e adibita alle opere di artisti tedeschi e, più in generale, europei del XIX secolo, tra i quali vanno annoverati gli illuministi francesi e l’immancabile Caspar David Friedrich.

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ALTE NATIONALGALERIE. Foto: Mark B. Schlemmer CC BY-SA 2.0

Gli ampliamenti novecenteschi

Nel 1904 sempre all’interno dell’Isola dei musei, fu aperto il Bode-Museum, dedicato all’arte rinascimentale e riaperto nel 2006 dopo cinque anni di ristrutturazione. Denominato all’inizio Kaiser Friedrich-Museum, in seguito prese il nome del suo primo direttore Wilhelm von Bode. Per ultimo ma non meno importante, considerato che è il più famoso tra quelli sovracitati, il Pergamonmuseum di Alfred Mussel nato per accogliere i reperti rinvenuti a Pergamo (Asia minore) dagli archeologi tedeschi del XIX secolo. Durante la guerra fredda le collezioni prussiane vennero spartite tra Est e Ovest e riaccorpate solo in seguito alla riunificazione tedesca, quando anche molti altri oggetti, precedentemente estromessi dalla struttura poiché danneggiati dal conflitto bellico, vennero reintrodotti negli spazi espositivi originari. In particolare il Neues Museum è stato una rovina, nel senso letterale del termine, per almeno 60 anni.

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PERGAMONMUSEUM. Foto: Olivier Bruchez CC BY-SA 2.0.

I cambiamenti più recenti

Solo nel 2003 il Neues è tornato ad essere oggetto di interesse grazie all’attenta e oculata ristrutturazione a opera del celebre architetto britannico David Chipperfield. Il 1999 poi è stato l’anno del Masterplan Museumsinsel, ossia un piano di ripristino e ammodernamento che riguardava proprio l’Isola dei musei. Il piano comportava la costruzione di un edificio – che tuttora funge da entrata principale – dedicato a Henry James Simon, filantropo berlinese, e una precisa suddivisione delle collezioni, che vennero ripartite tra i musei in questo modo:

  • Pergamonmuseum per l’architettura antica;
  • Neues Museum per reperti archeologici e sculture egizie ed etrusche;
  • Altes Museum per reperti di arte greca e romana;
  • Bode-Museum per opere risalenti al periodo tardo bizantino;
  • Alte Nationalgalerie per la pittura del XIX secolo.

Sempre nel 1999 l’isola dei musei è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO: il grande complesso, infatti, racchiude complessivamente circa seimila anni di storia e cultura.

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NEUES MUSEUM. Foto: Rosmarie Voegtli CC BY-SA 2.0

Per una buona lista di musei da visitare a Berlino potete consultare la nostra lista di 64 musei berlinesi da non perdere.

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Immagine di copertina: Oh-Berlin.com CC BY-SA 2.0

Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

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