Lo sconforto degli expat Usa a Berlino: «Fate evento ‘Abbraccia un americano’»

«Qualcuno potrebbe organizzare un evento ‘abbraccia un americano’? Perché molti di noi, in questo momento, hanno davvero bisogno di un abbraccio». Lo scrive sul gruppo Facebook Berlin Expats Bridget Buscemi Tunis, americana di Rochester emigrata a Berlino. Sul web, dopo la schiacciante – e per molti inattesa – vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane, si moltiplicano i post di sconforto e le iniziative di protesta di cittadini americani sparsi in tutto il mondo.

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Fuga di massa? Tia Hardy Robinson, un’altra americana di stanza nella capitale tedesca, condivide sul gruppo Facebook Americans in Berlin un articolo dal titolo “Come trasferirsi in Germania ora che Donald Trump è diventato presidente”, commentandolo così: «Sono sicura che molti di voi, come me, sono davvero molto felici di trovarsi a Berlino in questo momento e desiderano solo che le loro famiglie e i loro amici possano raggiungerli in Germania. Consolateli con alcune informazioni utili a far sì che ciò possa avvenire!».

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Passaporto in vendita. Ironia amara quella di Christopher Rapaport, cittadino americano trasferitosi ad Amsterdam. Nel gruppo Amsterdam Online Market Rapaport mette scherzosamente in vendita il suo passaporto, dichiarandosi anche disposto a pagare l’eventuale compratore. In America abbiamo assistito alle lacrime di disperazione dei sostenitori democratici man mano che Trump guadagnava grandi elettori, alle proteste degli studenti e al crash del sito canadese per la cittadinanza e l’immigrazione, preso d’assalto da cittadini americani in cerca di una exit strategy. Quelli che già vivono all’estero, invece, guardano in molti casi al loro Paese con un mix di avvilimento e commiserazione, incapaci di spiegarsi un terremoto politico di tale entità. E, a molti, gli Stati Uniti non sembrano più un posto invitante in cui sperare di tornare.

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Foto di copertina © Facebook

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