«Mamma, morirò in un attacco terroristico»

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Di Marta Baggiani*

Mamma, morirò in un attacco terroristico. Ve lo dico perché è molto probabile che ciò accada. Faccio parte di quella parte privilegiata di giovani over 20 che hanno avuto la possibilità di studiare e girare un po’ il mondo. E non l’hanno fatto per poi chiudersi in casa. 

Certo, fossi nata ad Aleppo o a Kabul, adesso non staremmo qui a parlare di questa cosa, visto che difficilmente, e senza troppo clamore, sarei arrivata a questa età. Ma faccio parte di questa parte di mondo che fino a ieri poco faceva caso ai terroristi che facevano centinaia di morti al giorno in Medio Oriente. Poi il problema si è spostato più in qua. Per questo morirò in questa guerra, forse. I vostri genitori, o più probabilmente i vostri nonni, sono morti in altre guerre, più facilmente identificabili come tali, ma non per questo meno atroci.

Oggi io mi sento di combattere una guerra: una lotta contro la paura, contro l’ignoranza, contro chi ci vuole spaventati e manipolabili. A tutti loro dico: NOI NON ABBIAMO PAURA. Ci siamo fatti in quattro per aprire le nostre menti, sui libri ma soprattutto in giro per il mondo, dove abbiamo raccolto il fiore della tolleranza e piantato il seme dell’amicizia, quella che non guarda alla religione e al colore della pelle. Non avremo paura di prendere i nostri aerei per vedere se quei semi crescono. Non avremo paura di continuare a viaggiare, vedere, toccare, sorridere, amare oltre ogni confine. Lo faremo per la nostra causa. La nostra lotta è senza bombe, ma noi non abbiamo paura. E se cadremo vorrà dire che, come i nostri bisnonni non troppi anni fa, avremo combattuto per il valore più bello che c’è: la nostra LIBERTÀ. Questa è la nostra resistenza.

—–

Marta Baggiani (26 anni) studia Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli studi di Bologna nella sede di Forlì. Ha vissuto a Parigi, dove ha frequentato l’Université Paris II, e a Mosca, dove ha fatto uno stage presso l’Ambasciata d’Italia. Ha inizialmente pubblicato queste parole sul suo profilo Facebook come reazione agli attentati di Nizza della notte del 14 Luglio. 

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48 Responses to “«Mamma, morirò in un attacco terroristico»”

  1. michela

    Già solo il titolo di questo articolo a mio avviso é vergognosamente razzista. Come puoi dire una cosa del genere? Perché noi italiani siamo tutti santi? La gente che uccide GRATUITAMENTE é ovunque, chi per motivi religiosi, chi per sentimentali, chi per denaro e chi per altri. Perdonami… Vogliamo parlare delle organizzazioni criminali che abbiamo qui in Italia?

    Rispondi
    • Chiara

      «Mamma, morirò in un attacco terroristico»
      Le pare che questo titolo faccia riferimento a una qualche religione?

      Rispondi
    • papapa

      Mi sa che te hai letto solo il titolo…

      Rispondi
    • stefania

      dal dizionario italiano:
      razzismo
      [raz-zì-ṣmo]
      s.m.

      Dottrina che sostiene la superiorità di una razza sulle altre e che propugna la necessità di mantenerla pura, evitando perciò ogni contaminazione con altre razze, ritenute inferiori, mediante severe discriminazioni razziali e talvolta anche con la persecuzione
      || estens. Atteggiamento discriminatorio verso chi è di razza, o anche di tradizioni, cultura, lingua diverse dalle proprie

      E’ ora di finirla di negare libertà di parola accusando sempre di razzismo, anche quando non c entra nulla. chi lo fa ha le stesse idee sulla libertà di quelli che in fondo difende

      Rispondi
    • Marta Baggiani

      Grazie a coloro che hanno risposto per me, non avrei saputo fare meglio!

      Rispondi
    • Davide

      razzismo? seriamente? mi pare che si stia abusando un po` di questo termine..

      Rispondi
    • Alejandro

      Mi sa che hai sbagliato articolo…

      Rispondi
  2. Barbara Francini

    Ho avuto la fortuna di avere due genitori che, ormai decenni fa, mi consentirono, contro il parere di molti, di trascorrere un anno di studio negli Stati Uniti all’età di 17 anni, in un’epoca in cui questa prospettiva era impensabile per la maggior parte dei genitori e quando non esistevano posta elettronica, cellulari, skype. Fu un’esperienza esaltante ma anche molto dura, che paragono un pò a un servizio militare ristretto a un anno; ma questa esperienza ha forgiato la mia mente e se sono – come mi reputo – una donna tollerante e, anzi, amante delle diversità e delle culture diverse e quindi dei viaggi, lo devo in buona parte a quell’esperienza e, di conseguenza, sono quanto mai grata ai miei genitori, alla loro apertura mentale e lungimiranza; la follia dei tempi che stiamo vivendo non mi ha fatto passare il gusto per la bellezza di conoscere culture diverse e di beneficiare dell’arricchimento – certo non economico (che non mi interessa) che ne deriva.

    Rispondi
  3. Houston

    I fighetti giramondo con i soldi del papi che fanno pure i martiri della libertà non si possono sentire. E non si può sentire nemmeno il paragone tra il fighetto in erasmus, che la cosa più difficile che ha fatto in vita sua è stato riprendersi dalla sbornia post erasmus-party, e chi ha imbracciato le armi a fianco della resistenza e patito gli orrori e le privazioni di una guerra. Paragonare le 2 cose è blasfemia pura, riprendetevi! Poi quel titolone…ma mi faccia il piacere!!! Solo sensazionalismo stupido e infantile. Non fa impressione ma fa ridere. Torna sulla terra. Cordiali saluti.

    Rispondi
    • Fortu

      Ignorante. Molto ignorante non sapere di cosa parli e parlare comunque. Senza conoscere il vissuto di chi scrive e senza saper leggere oltre le parole. Povero

      Rispondi
    • Susanna

      …ti leggo e provo una grande tristezza… peccato perché nell’articolo trovo invece la migliore risposta possibile al terrorismo… ma poi mi accorgo che ci sono ancora troppi che reagiscono come te e non si accorgono della differenza tra chi vede la realtà così com’è ma decide che il suo futuro può andare in un’altra direzione (o che comunque ci prova) e chi invece si è già condannato dentro ad una realtà che altri hanno deciso per lui… però mi piacerebbe rileggere te e la ragazza dell’articolo tra 10 anni per scoprire cosa ne avete fatto delle vostre vite… tra l’altro si può girare il mondo anche senza essere fighetti, ci vuole creatività e adattamento e la mente si apre anche di più con questi viaggi…

      Rispondi
    • stefania

      se fare esperienze, studiare e aprire la propria mente è da fighetti, allora w i fighetti! ti ricordo che le rivoluzioni si combattono anche col cervello e la conoscenza, e se non ci fossero stati proprio gli Illuministi noi ora non avremmo una cultura aperta e liberale da difendere da chi usa solo le braccia!

      Rispondi
    • Marta Baggiani

      Caro “Houston”, credo che tu abbia frainteso il mio messaggio. Una cosa assolutamente possibile e lecita. Cosa invece un po’ meno lecita è pretendere di sapere chi sono e cosa ho fatto. Ci conosciamo? Non credo. Per questo non saresti autorizzato a dare un certo tipo di giudizio e, se solo tu potessi parlare con chi mi conosce sapresti 1. che le mie esperienze all’estero non si riducono ad un Erasmus 2. che non sono una “figlia di papà”. Certo, è grazie ai miei che mi hanno aiutato che ho potuto fare molte cose, questo non lo negherò mai. Senza di loro non sarei nulla.
      Non mi va comunque di sprecare altro tempo con chi spara a zero sulla gente che non conosce, un caro saluto e tante buone cose.
      Marta Baggiani

      Rispondi
      • Marisa

        Brava Marta. Mi è piaciuto quello che hai scritto e soprattutto la risposta a Huston. Non è necessario essere figli di papà per fare esperienze e viaggi ma sicuramente è fondamentale avere dei genitori come i tuoi che ti avranno stimolato a conoscere e non ti hanno ostacolato. Un “bravi” anche a loro. Buona vita Marta.

        Rispondi
    • diavolo

      concordo appieno con te Houston a riguardo delle tre commentatrici , andassero a lavorare seriamente almeno si rendono utili !!!!

      Rispondi
      • Davide

        questi commenti sono la massima espressione dell’ignoranza e della presunzione. Inoltre dimostrano proprio l’avversione verso quelle poche persone che hanno a cuore certe problematiche comuni. La prossima volta tacete ed evitate di mostrare la vostra faccia insulsa sul web

        Rispondi
    • chiara

      Caro Houston,
      forse non lo sai, ma per l’erasmus esistono le borse di studio, non è necessario essere né fighetti né tantomeno pieni di soldi. Mi sa che quello che sulla terra non c’è mai stato sei proprio tu, se identifichi l’erasmus come un periodo di sole sbornie. Onestamente? Ci vedo un livore, in questo tuo commento, che trasuda invidia da tutti i pori.

      Rispondi
  4. Roberta

    Ma hai capito qualcosa Michela di quello che hai letto?Pare di no…

    Rispondi
  5. oshiri nano da

    Al proiettare su noi stessi ci dovrebbe essere un limite dettato dalla decenza. o dalle circostanze.
    Viaggiare per il mondo come modo di combattere per la libertà? Ma per favore…. anche solo andare in macchina ogni mattina a lavoro ha un livello di rischio immensamente superiore al terrorista che si fa brillare.
    Iniziamo ad essere un pò più realisti.

    Rispondi
    • Valeria

      Purtroppo questo è parlare senza riflettere da parte di qualcuno che non vive il pericolo quotidianamente, ma che si ritrova in un mondo ricoperto dalla bambagia. Te lo dice una persona che era presente all’attacco terroristico di Nizza, ma che si sente di considerarsi una tra le persone graziate e non ha mai avuto un incidente automobilistico. Fai attenzione. Domani potrebbe capitare anche a te. Purtroppo viviamo in un mondo in cui non ci si sente sicuri. Ma tutto questo non fermerà mai la mia voglia di viaggiare, conoscere e sognare!!!

      Rispondi
  6. Max

    Tradotto:”preferisco morire piuttosto che mettere in discussione il dogma multiculturalista”.

    Contenta lei…

    Rispondi
    • Davide

      E’ uno spolier, se vuoi non leggerlo, ma ti rivelo una cosa: si muore anche a star tappati in casa o mettendo in discussione il “dogma multiculturalista”.

      Rispondi
  7. Cinzia

    A me sembra, modestamente, che il senso dell’articolo sia un altro.
    L’ho letto, e mi è piaciuto molto!
    L’unire il piacere di viaggiare e farne un simbolo di libertà, nel senso che se il terrorismo ci vorrebbe limitare in un prigione senza mura costruita sulle nostre paure, e quindi confinarci in casa, per la paura di esserne colpiti, viaggiare è un modo per difenderla, la libertà.
    Io viaggio tanto, non sono una figlia di papà e l’erasmus non l’ho mai fatto, essendomi diplomata al serale a quarant’anni. Ma gli avvenimenti degli ultimi anni non mi hanno impedito di continuare a viaggiare, magari solo per una settimana alla volta, alla scoperta di cose nuove.
    Il fondo potrebbe anche cadermi un vaso sulla testa da un balcone della mia città…

    Rispondi
  8. Marianna

    Io non so chi continua a leggervi, questi articoli da 3 liceo sono a dir poco imbarazzanti.

    Rispondi
    • Marta Baggiani

      Marianna, mi passi qualcosa di suo, io se vuole le passo qualcosa di mio (diverso da un post su FB che ovviamente rispecchia lo spirito del social network, per analisi più approfondite ci sono altri luoghi!) così possiamo confrontarci e verificare questo suo giudizio. Attendo con ansia!

      Rispondi
  9. Claudio

    Tanta stima. Apprezzo e condivido le tue parole.
    Purtroppo xò, di paura ahimè io ne ho…a volta la paura ci salva, un po’ di prudenza ora credo serva.
    Ma resta un limite alla libertà

    Rispondi
  10. Vincenzo

    Sono d’accordissimo. Il loro obiettivo e’, appunto, terrorizzarci e sconvolgere le nostre vite.
    Non non possiamo e non dobbiamo permetterglielo, continuando a vivere col sorriso sulle labbra.

    Rispondi
  11. Vincenzo

    E ho dimenticato di aggiungere una piccola opinione: non morirai e non moriremo di attacco terroristico. Abbiamo molte piu’ probabilita’ di morire per incidente d’auto o per rapina a mano armata che per un attacco terroristico. Purtroppo, questi attacchi hanno una risonanza mediatica che non dovrebbero avere (grazie ai media), dato che anche questo fa il gioco dei terroristi.

    Rispondi
  12. peppe

    Squallido. Scrivi in prima persona quando pubblichi un testo, ovvero parla per te, non pensare di interpretare il pensiero universale. E basta con questa solita retorica.

    Rispondi
    • martabaggiani

      Squallido lei, signor Peppe, fomentatore di odio senza senso e senza cognizione di causa.

      Rispondi
      • peppe

        …. fomentatore di odio senza senso …
        Ma che cosa hai compreso del commento? Bah …. !

        Rispondi
    • beatrice

      Ha parlato anche per me, pur non conoscendomi. Quindi ha fatto bene a usare il plurale. Ha parlato per me, per i miei fratelli, per i miei amici e le persone che come noi condividono questo pensiero. Grazie Marta

      Rispondi
  13. Rossana

    Cara Marta, sono giunta a lei leggendo l’articolo pubblicato da #Doppiozero a firma del professor Barbetta. Lo avrà letto, se così non fosse vada qui http://www.doppiozero.com/materiali/il-lume-del-sentimento-e-della-ragione. Io voglio qui solo esprimerle il mio grazie: il suo scritto ha illuminato questa giornata di cielo ottuso sul Lago di Como. Ho altresì girato il link del suo contributo, rivolto ai “cuori intelligenti”, a tutti i più giovani che conosco: nipoti, amiche, colleghi. Non demorda, continui così e appena potrà abbracci la sua mamma ringraziandola di averla messa al mondo. r.

    Rispondi
  14. Houston

    Vedo dai commenti che siamo ad un passo dalla beatificazione. Per aver scritto cosa, scusate? Un articolo puerile sulla “generazione erasmus”? Ma siamo seri! Tra l’altro la stessa autrice ha sottolineato di appartenere ad una categoria di privilegiati, non capisco cosa avete tanto da adulare. Viaggiare non è un merito. Risiedere temporaneamente o permanentemente in un altro paese non ti classifica come essere superiore, non fa di te una persona migliore di un’altra o più considerevole di attenzioni. È una condizione come un’altra. Se avesse scritto che era un operaio dell’Ilva o l’addetto di qualche call-center in Italia questo articolo avrebbe avuto zero commenti, ci scommetto. E questo nonostante si corrano più rischi lavorando come operaio che facendo la bella vita in giro per il mondo. Compariamo morti e incidenti gravi sul lavoro ogni anno in Italia con morti e incidenti tra erasmus e stagisti uccisi dal terrorismo all’estero. Di cosa stiamo parlando? Restringendo il cerchio al rischio di attentato terroristico, in base a quale statistica io che abito e lavoro a Roma, viaggiando tutti i giorni in metro, correrei meno rischi dell’autrice o di chi come lei? Non stiamo parlando di eroi che affrontano chissà quale pericolo. Non stiamo parlando di medici e cooperanti in qualche paese in via di sviluppo flagellato da una guerra, quelli sì che rischiano. Quindi lo ribadisco, scendete dal pero e non atteggiatevi a martiri che non siete.

    Rispondi
    • Rossana

      Caro Houston, mi permetta il caro, come sincero affetto. Non la conosco, né conosco la sua storia, ma vorrei rivolgerle una domanda: perché l’invidia e l’odio la seducono tanto? Le chiamano
      “passioni tristi” perché rompono i legami; con gli altri, con il mondo, con la propria capacità di pensare. E rendono impotenti. Marta non ragiona sul suo eroismo: ragiona attorno alla libertà nelle società democratiche oggi. Cerchi di ragionare con noi di questo, vedrà che ne sarà contento.
      P.S. Ho 63 anni, un lavoro precario, non possiedo auto (perché non posso permettermela), non ho una casa mia (non l’ho mai avuta), ho una figlia di 39 anni spastica che ha studiato, viaggiato e lavora 9 ore al giorno con uno stipendio assolutamente modesto. Va in metro. Non conosce invidia, come me, come Marta. Un abbraccio virtuale.

      Rispondi
    • Max

      Houston… 92 minuti di applausi!!

      Rispondi
  15. Houston

    Odio? Quale odio, mi scusi? Criticare vuol dire odiare? Se si pubblicano articoli online si devono aspettare sia apprezzamenti che critiche e le critiche possono essere più o meno dure, ma questo non è odio e mi stupisce che si usi questa parola con tanta leggerezza. Suvvia, non siamo all’asilo! Se per rispondere alle critiche si devono tirare in ballo odio, invidia, specchio riflesso e mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigare, allora stiamo freschi! Ripeto per l’ultima volta, trovo assurdo che a sentirsi in pericolo siano persone a cui il massimo che potrebbe accadere è spezzarsi un’unghia. Cordiali saluti.

    Rispondi
  16. Rossana

    Insisto per un’ultima volta, a meno che non si apra il dialogo sulla libertà nelle democrazie. A questo proposito, la difesa dell’espressione dell’altrui giudizio (anche negativo) – quando questo sia un processo di esame non “pregiudizialmente” negativo – è acapisaldo della democrazia. Lei insiste sui “fighetti”, cui può capitare solo di rompersi un’unghia, dimenticando che tutti proprio tutti siamo assoggettati alla morte. La questione non è questa, però. La questione posta da Marta e da altri è se dobbiamo arrenderci alla cultura della paura e della fragilità o se tutti insieme possiamo – senza invidia e senza odio – trovare una via di uscita democratica. Qual è la sua via? E quella di Max? Grazie

    Rispondi
    • Max

      Rossana, per via d’uscita “democratica” intende nel senso proprio del termine di decisione della maggioranza, o nel senso di decisione nel rispetto dei diritti umani?

      Rispondi
  17. Roland

    Marta, applaudo il tuo coraggio e l’approccio a largo respiro dei pensieri nel tuo articolo. Devo confessarti che non riesco proprio a capire come alcuni non afferrino il senso di quanto scrivi. Pregiudizi, political correctness e ignoranza purtroppo sono grossi macigni che ostacolano la via del sapere, del capire e del comprendere.

    Definire un criminale che assassina innocenti in nome di una religione terrorista non e’ “razzismo”. E’ invece giustamente ed onestamente predere atto che, in nome di una certa ideologia/religione/politica, uomini e donne di diversi paesi e razze credono di aver il diritto di troncare vite di chi crede diversmente – come fece il loro profeta tanti secoli fa.
    Addurre le criminalita’ di casa nostra come una specie di scusa non esonera assolutamente i terroristi slamici che troncano le vite di “infedeli”, come ci definiscono il loro libro e il loro profeta.

    Per carita’, ben venga il diritto della libera espressione (dopotutto democrazia significa anche questo), ma non confondiamo tale liberta’ sacrosanta con la licenza senza limiti di offuscare (e infangare?) le intenzioni originali di chi ha il coraggio di esprimersi come hai fatto tu.

    Vorrei scrivere tante altre cose; concludo invece con l’augurio e la preghiera che il tuo titolo non sia profetico; che la tua vita Marta non venga falciata da nessun terrorista islamico e che i tuoi genitori non debbano versare amare lacrime a causa di una morte prematura e senza senso.

    Auguri per una brillante carriera, futuro Ambasciatore 🙂

    Rispondi
  18. Armando

    È un articolo assolutamente disonesto.Dal punto di vista statistico, è molto più probabile che morirai di vecchiaia. O se proprio dovesse succedere prima del tempo, per un incidente stradale o qualche malattia. Mi dispiace deludere il tuo desiderio di martirio ma no, non morirai per un attentato terroristico. Non impossibile, ma altamente improbabile.

    Rispondi
  19. beatrice

    Per rispondere ai molti, trovo che la bellezza dell’articolo stia nel dichiarare che nonostante i nostri coetanei siano restii ad uscire di casa per paura del terrorismo, marta, io e molti altri apparteniamo a quella categoria di persone che non hanno paura, che nonostante il rischio decidono di viaggiare, di prendere un aereo, di andare a visitare, di andare all’estero, di andare a lavorare o studiare in un altro paese. Basta pensare che negli ultimi due anni, alla mia università, c’è stato un crollo di richieste per le borse di studio erasmus, basta pensare che per il pellegrinaggio in terra santa della mia università quest’anno non abbiamo dovuto stabilire un massimo di iscritti perchè al contrario degli scorsi anni molti hanno preferito non partire per paura, basta pensare che alla giornata mondiale della gioventù di cracovia molti dei miei amici sono rimasti a casa perchè spaventati da possibili attacchi terroristici considerando i 3 milioni di partecipanti, basta pensare a questo per capire che ciò che scrive Marta (e che io sottoscrivo) non sono parole buttate al vento, ma una affermazione di una identità che ci rende parte del mondo e con cui vogliamo combattere questa paura dilagante che invade i cuori dei nostri coetanei.

    Rispondi
  20. Houston

    E così secondo te c’è stato un “crollo” delle domande per borse erasmus per via della paura di attentati??? Ma beati voi! Non so dove vivi tu, ma dove vivo io il crollo c’è stato proprio nelle iscrizioni all’Università, perché la gente NON HA PIÙ I SOLDI! In pochi possono ancora permettersi di far studiare i figli, e tu mi vieni a parlare di borse erasmus??? Se la gente non riesce nemmeno più a pagare le tasse universitarie come puoi pretendere che parta per l’erasmus, dove di soldi ne servono un botto??? E piantatela con la storia delle borse, all’Università, udite udite, ci sono andato anch’io e conosco benissimo qual è l’importo della borsa (circa 250 euro dall’UE più qualche spicciolo dall’Università) e in che modalità viene erogata (parte dell’importo viene erogato solo alla fine e cmq non sarebbe sufficiente a coprire tutte le spese…forse solo in Romania, pelo pelo, ma neanche su questa metterei la mano sul fuoco). Non tutti possono permetterselo, così come non tutti possono fare i fuori sede, buon per voi che avete potuto. Per non parlare degli stage aggratis!

    “…questa paura dilagante che invade i cuori dei nostri coetanei”
    Ma per favore!!!

    La gente non esce perché non ha i soldi, altro che terrorismo!!! Sveglia!

    Rispondi
  21. Houston

    Le cifre che ho riportato si intendono mensili, e il contributo UE oscilla fra i 230 i 280. Ho detto 250 per tenermi in mezzo. Il contributo universitario varia a seconda dell’ateneo, quello dell’Alma Mater è 150. Così, per essere chiari. Fatevi un po’ i conti.

    Rispondi
  22. Kobe

    Scusate come tutti mi sento assolutamente coinvolto per i fatti di Parigi Nizza e Germania per nn parlare del disastro su Aleppo. Detto questo passo alla mia personale visione che puo essere accettata o meno, viviamo in un mondo al quanto relativista e opinionista , nn siamo riusciti a fare un unicum con il nostro pensiero nella storia e forse prendiamo decisioni sbagliate o troppo egoiste e superficiali o può essere troppo per interessi economici soldi e petrolio e sociali integrazione e libertà. Che cosa sia la libertà ancora nn si sa al dire il vero, ognuno quindi è libero di scrivere e dire la propria e ogni terrorista è quindi libero di uccidere chicchessia perché per loro è liberta d espressione quando gridano Allah è grande ,forse . Con questo voglio dire che è molto difficile capire che cosa è la libertà , le azioni drammatiche successe negli attentati minano la nostra liberta di azione e pensiero dei paesi occidentali,altre liberta sono da tempo violate in Africa , altre in Tibet e via dicendo. Anche qui facciamo la guerra per capire chi ha ragione e combattete con le dita spingendo tasti della nostra tastiera digitale me del resto, io come tutti noi , chiamatela morale universale o come volete. Descrivendo un Po la mia generazione che va dagli Erasmus figli o non figli di papà ai viaggiatori raminghi agli ancora sedentari culoni accomodati o coraggiosi della loro abituale vita o alle persone più medie possibili , anche noi anche io noi tutti siamo responsabili di tutto questo abbiamo accettato il sistema per convenienza ,alcuni no altri si , abbiamo detto si alla globalizzazione e ai suoi vantaggi e probabilmente quests e’ il prezzo da pagare! Perché tutti siamo esseri umani ma siamo tutti diversi! Inoltre penso che se questo e’ impresso da pagare ,un castigo allora siamo sicuri di essere dalla parte giusta? Io penso che noi dobbiamo dare molto do piu, questa e’ solo teoria anche io faccio fatica ad essere! Nn giustifico la violenza , vorrei vivere in un mondo dove nn si mandano lettere alla mamma nostalgica in formula “Cara” impressionare sulla situazione gravissima?testimonianza ne abbiamo gia troppa direi ,distruggere media e politica sarebbe gia un bel passo in avanti ! Aggiungo che forse quello chepiu mi preoccupa e come le nostree informazioni siano cosi visibili, colpa dei social e che possano essere lette da computer e persone , il mondo che ci si prospetta è quello in cui stiaognuno quindi è libero di scrivere e dire la propria e ogni terrorista è quindi libero di uccidere chicchessia perché per loro è liberta d espressione quando gridano Allah è grande ,forse . Con questo voglio dire che è molto difficile capire che cosa è la libertà , le azioni drammatiche successe negli attentati minano la nostra liberta di azione e pensiero dei paesi occidentali,altre liberta sono da tempo violate in Africa , altre in Tibet e via dicendo. Anche qui facciamo la guerra per capire chi ha ragione e combattete con le dita spingendo tasti della nostra tastiera digitale me del resto, io come tutti noi , chiamatela morale universale o come volete. Descrivendo un Po la mia generazione che va dagli Erasmus figli o non figli di papà ai viaggiatori raminghi agli ancora sedentari culoni accomodati o coraggiosi della loro abituale vita o alle persone più medie possibili , anche noi anche io noi tutti siamo responsabili di tutto questo abbiamo accettato il sistema per convenienza ,alcuni no altri si , abbiamo detto si alla globalizzazione e ai suoi vantaggi e probabilmente quests e’ il prezzo da pagare! Perché tutti siamo esseri umani ma siamo tutti diversi! Inoltre penso che se questo e’ impresso da pagare ,un castigo allora siamo sicuri di essere dalla parte giusta? Io penso che noi dobbiamo dare molto do piu, questa e’ solo teoria anche io faccio fatica ad essere! Nn giustifico la violenza , vorrei vivere in un mondo dove nn si mandano lettere alla mamma nostalgica in formula “Cara” impressionare sulla situazione gravissima?testimonianza ne abbiamo gia troppa direi ,distruggere media e politica sarebbe gia un bel passo in avanti. Aggiungo che la mia preoccupazione è per tutte quelle informazioni che condividiamo sui Social, massicci di informazioni che vagano per l etere ! Sono solo un essere umano stupido ed egoista questa è la verità !

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    • Kobe

      Scusate come tutti mi sento assolutamente coinvolto per i fatti di Parigi Nizza e Germania per nn parlare del disastro su Aleppo. Detto questo passo alla mia personale visione che puo essere accettata o meno, viviamo in un mondo al quanto relativista e opinionista , nn siamo riusciti a fare un unicum con il nostro pensiero nella storia e forse prendiamo decisioni sbagliate o troppo egoiste e superficiali o può essere troppo per interessi economici soldi e petrolio e sociali integrazione e libertà. Che cosa sia la libertà ancora nn si sa al dire il vero, ognuno quindi è libero di scrivere e dire la propria e ogni terrorista è quindi libero di uccidere chicchessia perché per loro è liberta d espressione quando gridano Allah è grande ,forse . Con questo voglio dire che è molto difficile capire che cosa è la libertà , le azioni drammatiche successe negli attentati minano la nostra liberta di azione e pensiero dei paesi occidentali,altre liberta sono da tempo violate in Africa , altre in Tibet e via dicendo. Anche qui facciamo la guerra per capire chi ha ragione e combattete con le dita spingendo tasti della nostra tastiera digitale me del resto, io come tutti noi , chiamatela morale universale o come volete. Descrivendo un Po la mia generazione che va dagli Erasmus figli o non figli di papà ai viaggiatori raminghi agli ancora sedentari culoni accomodati o coraggiosi della loro abituale vita o alle persone più medie possibili , anche noi anche io noi tutti siamo responsabili di tutto questo abbiamo accettato il sistema per convenienza ,alcuni no altri si , abbiamo detto si alla globalizzazione e ai suoi vantaggi e probabilmente quests e’ il prezzo da pagare! Perché tutti siamo esseri umani ma siamo tutti diversi! Inoltre penso che se questo e’ il prezzo da pagare ,un castigo, allora siamo sicuri di essere dalla parte giusta? Io penso che noi dobbiamo dare molto di piu, questa e’ solo teoria anche io faccio fatica ad essere! Nn giustifico la violenza , vorrei vivere in un mondo dove nn si mandano lettere alla mamma nostalgiche in formula “Cara” ; impressionare sulla situazione di per se gravissima?testimonianza ne abbiamo gia troppa direi ,distruggere media e politica sarebbe gia un bel passo in avanti ! Aggiungo che forse quello che piu mi preoccupa e come le nostree informazioni siano cosi visibili, colpa dei social e che possano essere lette dai computer e persone . Aggiungo che la mia preoccupazione è per tutte quelle informazioni che condividiamo sui Social, massicci di informazioni che vagano per l etere ! In definitiva Sono solo un essere umano stupido ed egoista questa è la verità è loro sono solo stupidi esseri umani egoisti come me ma diversi da me, io nn uccido nessuno!

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