Marzahn: il “peggiore” quartiere di Berlino non è poi così male, anzi…

Nel distretto di Marzhan-Hellersdorf, l’anonimità delle scatole di cemento senza soluzione di continuità si fonde ad esistenze precarie, problemi sociali e alti tassi di disoccupazione.

Si tratta della più grande area residenziale di Berlino nonché del quartiere più giovane, che ha da poco compiuto 30 anni. Marzhan è nato infatti alla fine degli anni ’70 intorno all’antico villaggio Alt-Marzahn, lungo la valle del fiume Wuhle.

Un problema di carenza di alloggi

Il quartiere è l’esempio più’ imponente del piano di costruzione della DDR, progettato in base alle direttive del SED (Partito di Unità Socialista) in risposta alla severa mancanza di abitazioni per i lavoratori delle fabbriche tedesche. Gli appartamenti equipaggiati di tutto punto, un vero comfort elitario per i tempi, vengono costruiti però secondo norme di severa simmetria, a scapito della vivibilità.

L’antico villaggio, nucleo storico di Marzhan, è quindi oggi circondato dagli imponenti edifici prefabbricati Plattenbau. Questo modello edilizio rapido ed economico, usato per dotare velocemente la zona di alloggi per lavoratori, immerge il quartiere in un’atmosfera realsocialista. Ciò crea un contrasto affascinante con il villaggio medievale: in un paesaggio fatto di edifici moderni, ampi viali e spazi immersi nel verde, si è improvvisamente catapultati in un’altra epoca.

Il centro medievale

Il centro storico appare infatti quasi come luogo idilliaco con le sue strade lastricate in pietra, la chiesa in mattoni Dorfkirche (la chiesa del paese) costruita nel 1870 su disegno di A. Stüler, uno dei piu’ importanti architetti dell’800. E ancora le botteghe di artigiani, una fattoria ai piedi della piccola collina dove svetta un inaspettato mulino a vento, Bockwindmuehle Marzahn. Nella vecchia scuola del “paese”, costruita nel 1911/12 sullo storico Dorfanger (piazzale del paese), si può percorrere un viaggio nella storia del distretto, dai primi insediamenti di questa zona fino ai grandi e moderni complessi residenziali di oggi. Il museo si chiama Bezirksmuseum Marzahn-Hellersdorf, e attraverso esposizioni, visite guidate e progetti di carattere pedagogico, invita i visitatori ad immergersi nella storia di questo distretto.

Il periodo nazista

E’ nel periodo nazionalsocialista che viene realizzato, a nord-ovest del vecchio borgo, un campo di concentramento e di lavoro destinato agli zingari. Durante le Olimpiadi del ’36 che si svolsero a Berlino, rom e sinti furono deportati nel lager a Falkenberger Weg a Marzahn, lontano dagli occhi dei media e delle persone. L’area occupata da baracche e vagoni denominata “Zigeunerrastplatz Marzahn” (piazza degli zingari) nel ’39  venne convertita in un vero e proprio campo di concentramento; gli “occupanti” poi trasferiti, nel ‘43, nel Familienlager (lager delle famiglie) Auschwitz. Oggi dove sorgeva “la piazza degli zingari” si trova il primo monumento dedicato alle vittime sinti e rom del nazionalsocialismo, precedente a quello da poco inaugurato vicino al Reichstag.

Il dopoguerra

Alla fine del secondo conflitto mondiale Marzahn fu il primo quartiere di Berlino ad essere occupato dall’Armata Rossa nel ’45, il distretto di Lichtenberg venne assegnato al settore di occupazione sovietico e quindi a Berlino Est.

E’ nel 1971 che il Partito di Unità Socialista dà avvio ad un imponente programma di costruzione di abitazioni, Wohnungsbauprogramm der DDR, che prevede la realizzazione di grandi quartieri residenziali alla periferia di Berlino Est. Marzahn fu il primo, seguito da Hohenschönhausen e Hellersdorf. La costruzione vera e propria iniziò nel ’77 e Null Null Eins (zero zero uno) fu il nome dato al primo blocco residenziale. Con questo nome si voleva indicare la rapidità con la quale il programma venne messo in atto: basti pensare che solo sei mesi più tardi Honecker consegnava le chiavi del millesimo appartamento.

La costruzione delle abitazioni è coordinata alla realizzazione di infrastrutture, servizi e posti di lavoro: la ferrovia locale viene ricostruita ed integrata nella rete metropolitana S-Bahn e si insedia una grande area industriale. Inoltre il vecchio borgo agricolo, posto dal ‘77 sotto tutela monumentale (Denkmalschutz), viene restaurato ed integrato nel nuovo quartiere, il tutto con una grande attenzione agli elementi naturali preesistenti. L’incredibile velocità di costruzione deriva dalla semplicità del montaggio dei blocchi prefabbricati (Platten) posti l’uno sull’altro tramite una gru mediante uno sviluppo modulare che si ripete con variazioni quasi inesistenti.

Il periodo DDR

La nascita di Marzhan diventa quindi la bandiera di prestigio della DDR, e rappresenta la prova tangibile delle promesse del governo di creare 50 000 nuovi alloggi per la fine degli anni ’80. Si continua così incessantemente a costruire il nuovo centro urbano in ampie aree verdi, dotando l’area di strutture sociali e pubbliche: il cinema Sojus, la galleria Galerie M, nuovi istituti scolastici e strutture sportive come il centro polivalente Freizeit Forum Marzahn

In occasione del 750º anniversario di fondazione della città (1987) viene inaugurato l’Erholungspark Marzahn, letteralmente parco di ristoro, progettato come parco per l’esposizione di giardini di diversi stili, un’enorme area verde creata come rifugio e polmone tra i fitti complessi residenziali del quartiere. Il parco prende questo nome poco dopo la caduta del muro, prima conosciuto come “Berliner Gartenschau”. All’interno dei 21 ettari del parco si trovano anche i  Gärten der Welt (giardini del mondo) di vario stile, da quello cinese a quello rinascimentale, dal giardino a forma di labirinto a quello inspirato alle favole, un incantevole luogo dove trascorrere una giornata catapultati in un’atmosfera irreale.

Marzahn oggi

Dopo la riunificazione di Berlino nel ’90, il quartiere è oggetto di interventi di risanamento edilizio. Molti sono i palazzi rinnovati e alcune facciate si trasformano in gigantesche tavolozze di colori per artisti che hanno voglia di rendere più accattivanti i grigi palazzoni e disegnare uno scenario variopinto.

L’aumento della disoccupazione, dovuto al calo della produzione industriale, costituisce tuttora un grave problema sociale. Anche fenomeni di xenofobia ed estremismo politico portano una cattiva fama a Marzahn. Infatti qui il Quartiersmanagement, l’ente che promuove i tanti e variegati progetti di sviluppo sociale con capitali pubblici e privati, è particolarmente attivo.

Per scoprire come si viveva nei “nuovi” quartieri costruiti negli anni ’80 a Berlino Est, un’esperienza davvero interessante e particolare da fare è entrare nel Museumswohnung WBS 70, un autentico appartamento dove tutto, dall’arredamento alla tappezzeria, sono originali dell’epoca, un tuffo nel passato ai tempi della DDR.

Ricerche a cura di: Z.Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza periodicamente esplorazioni urbane e guide tematiche alla città, compresa la scoperta del quartiere Marzahn.

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Foto: © Stefano Corso

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Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

2 Responses to “Marzahn: il “peggiore” quartiere di Berlino non è poi così male, anzi…”

  1. ASD

    Meglio Marzahn che quella topaie hippies di Wedding e Neukölln.

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  2. Marzahner

    L’autrice si è occupata anche della pagina italiana su Wikipedia o c’è stato del ricco copia/incolla? Nel primo caso complimenti, nel secondo…

    Rispondi

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