Berlino Nascosta: quel gioiello d’architettura chiamato Mies van der Rohe Haus

Sulle rive del lago Obersee, decisamente fuori dai circuiti artistici del Mitte, si trova la Haus Lemke ora spazio espositivo all’interno di un’abitazione privata. Progettata da uno dei maestri del Movimento Moderno: Mies van der Rohe, rappresenta la sua ultima opera prima dell’esilio negli Stati Uniti, realizzata nel ’32, durante il breve periodo nel quale dirige la scuola del Bauhaus a Berlino.

Il progetto di piccole dimensioni, commissionato dal collezionista di opere d’arte Karl Lemke (proprietario di un’azienda di arti grafiche a Friedrichshain) condensa tutti gli elementi della ricerca architettonica di Mies, relativi ai temi dell’articolazione spaziale: dall’uso dei materiali, all’inserimento dell’opera architettonica nello spazio urbano.

L’architetto mette in pratica il suo concetto di “spazio fluido” seguendo le linee architettoniche delle avanguardie neoplastiche, le pareti sono concepite come lastre slittanti in grado di generare una continuità spaziale, una connessione visiva tra gli ambienti e tra interno ed esterno. Concetti che saranno poi egregiamente sintetizzati nel più ben noto (ultimo) lavoro di Mies: la Neue Nationalgalerie, museo di arte contemporanea della Berlino Ovest ormai divisa; l’enorme aula quadrata con la copertura che poggia solo su otto pilastri in acciaio, realizzata nel ’62, consacra il lavoro di Mies van der Rohe ad un’architettura classica senza tempo.

Tornando alla Haus Lemke, alla fine della seconda guerra mondiale, come tutti gli edifici borghesi della città, la proprietà subisce diverse trasformazioni: requisita nel ’45 dall’Armata rossa, deturpata da modifiche nelle aperture, distruzione delle strutture portanti e asportazione delle partizioni in vetro, diventa un magazzino. La DDR rientra in possesso della casa nel ’62, ma continua ad essere deposito della Stasi, nonchè mensa e lavanderia, fino al ’77, quando finalmente alla villa viene riconosciuto il grande valore storico-artistico.

Solo dopo la caduta del Muro, questo martoriato gioiello dell’architettura moderna, ritorna all’interno del patrimonio storico della città; è grazie ad un restauro conservativo che le sue origini razionaliste riaffiorano, dopo anni di danni provocati da trascuratezza e uso improprio.

La galleria, che è assolutamente in linea con il carattere originale della villa, ospita mostre di arte moderna e incontri legati all’architettura, qui, fino al 14 settembre 2014 è allestita la personale dell’artista berlinese Gerold Miller, una serie di installazioni che si sposano perfettamente con il concetto di fluidità della struttura.

La ricerca di Miller si fonda sulla tridimensionalità e sul ruolo della decorazione interna, i suoi lavori, descritti come “sculture da parete” o “opere architettonicamente reattive”, riescono ad evocare il dialogo e il legame tra l’opera e lo spazio nel quale è immersa, apportando indubbiamente un valore aggiunto alla Mies van der Rohe Haus, di per se già un’opera artistica.

Mostra di Gerold Miller 2014

fino al 14 Settembre

presso la Mies van der Rohe Haus:

Oberseestraße 60, 13053 Berlin-Hohenschönhausen

ricerca e foto a cura di Z.Munizza, responsabile del progetto Berlino Explorer che organizza guide tematiche ed esplorazioni urbane.

Zuleika Munizza

Zuleika Munizza responsabile del progetto di ricerca Berlino Explorer, presenta e racconta Berlino attraverso la sua storia e le sue trasformazioni, da un punto di vista architettonico e sociale.

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