Un mostro l’ha sequestrata per 8 anni, ora Natascha Kampusch si racconta

Natascha Kampusch

Nel 1998 l’austriaca Natascha Kampusch a soli 10 anni viene rapita sulla strada per andare a scuola da Wolfgang Přiklopil e segregata nel garage dell’uomo per 8 lunghi anni. Oggi, a trent’anni appena compiuti, Natascha racconta com’è la sua vita.

Natascha è una bambina di soli 10 anni quando nel 1998 viene rapita e segregata per otto anni in un nascondiglio ricavato nel garage del suo rapitore. È solo nell’agosto del 2006 che la ragazza riesce a compiere la fuga cui segue il suicidio del suo sequestratore. Oggi Natascha è una donna di trent’anni e racconta la sua vita passata e le sue speranze per il futuro.

Il caso Kampusch

La storia del rapimento della piccola Kampusch ha catalizzato l’attenzione dei media per molto tempo. In seguito alla sua liberazione Natascha ha raccontato nel dettaglio le sensazioni e le umiliazioni di quei lunghi anni e ha cercato di spiegare rapporto con il suo rapitore parlando degli abusi subiti, ma anche di quella terribile volta in cui, in un disperato bisogno di tenerezza, si trovò a chiedere un abbraccio al suo aguzzino. Ha descritto le giornate trascorse in pochi metri quadrati di spazio, imprigionata in un nascondiglio nel garage del suo sequestratore e di come fosse lui il solo a decidere per la bambina. «Lui regolava la mia veglia spegnendo o accendendo la luce, decideva se privarmi del cibo o farmi mangiare, mi imponeva periodi di digiuno forzato, decideva le razioni di cibo, fissava la temperatura nella stanza. Decideva lui se avevo caldo o freddo. Mi ha tolto ogni controllo sul mio corpo, mi picchiava in continuazione» ha raccontato Natascha. Le fu imposto anche di cambiare il suo nome, diventò Bibiana. Con il passare del tempo le fu concesso, sotto pesanti minacce nel caso in cui avesse tentato di scappare, di uscire di tanto in tanto dalla sua gabbia e di trascorrere delle ore in casa del suo rapinatore. Proprio in uno di quei momenti, nel 2006, la bambina ormai sedicenne decide di darsi alla fuga approfittando della distrazione di Přiklopil, che in un primo momento tenta di inseguirla ma poco dopo si arrende e sceglie di togliersi la vita.

Oggi Natascha Kampusch racconta: «ora riesco a razionalizzare»

Sabato scorso Natascha ha compiuto 30 anni e si dice speranzosa per il suo futuro. In un’intervista al quotidiano tedesco Welt rivela il suo entusiasmo per il suo compleanno e racconta inoltre dei tanti progetti che la vedono coinvolta: dopo la pubblicazione del suo libro dal titolo 3096 (l’esatto numero di giorni della sua prigionia), ora la donna sta per lanciare la sua prima collezione di gioielli. Ha dichiarato: «Mi sento come la vittima di un furto in banca o di una sciagura causata da una valanga. Ora riesco a razionalizzare e ad evitare che il mio passato condizioni la mia vita attuale». Oggi Natascha Kampusch vive ancora in Austria, a Vienna, e si dice stupita di essere rimasta nel suo luogo di nascita. Di viaggi, infatti, ne ha fatti molti e, tra le mete visitate, dichiara di aver adorato Berlino: «Era come se fossi a casa – spiega – sono davvero innamorata di questa città».

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Immagine di copertina: © wocomoDOCS, Natascha Kampusch – ihr Leben 10 Jahre nach der Flucht (ORF Exklusiv Interview)

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