Nessun ritardo, crescere bilingue i propri bambini porta solo vantaggi

Quando si inizia a studiare una lingua straniera, generalmente ci si pone come obiettivo finale il raggiungimento del livello più alto, il C2 secondo i parametri europei. Chi riesce a raggiungere questo livello si sente spesso chiedere: ma allora sei praticamente madrelingua? Dunque di fatto bilingue? A questo punto all’interrogato tocca spiegare che la conoscenza approfondita di un idioma non rende madrelingua. In altre parole: bilingue si nasce, non si diventa.

Il bilinguismo. Parlare due lingue sin dalla nascita non significa soltanto avere orizzonti più ampi rispetto a un soggetto monolingua, ma anche trarre benefici cognitivi. Riuscire a passare senza problemi da un sistema linguistico all’altro costituisce una vera e propria ginnastica mentale. Le ricerche più recenti hanno dimostrato che il bilinguismo altera la struttura del cervello, inducendolo a lavorare diversamente e a immagazzinare di continuo nuove informazioni in entrambe le lingue in questione.

Lo studio. Lo studio effettuato da Judith F. Kroll, studiosa della Pennsylvania State University, dimostra che il passaggio da una lingua all’altra e il processo di scelta dell’idioma in cui esprimersi in soggetti bilingue favorisce il rimodellamento delle connessioni cerebrali. Come riportato da Quartz, il 13 febbraio scorso Kroll ha presentato la sua ricerca all’American Association for the Advancement of Science meeting, tenutosi a Washington DC. Nel suo studio Kroll ha preso in esame un campione di 120 bambini, metà dei quali bilingue e l’altra metà monolingue, di età compresa tra i 4 mesi e l’anno, monitorandone il comportamento durante la crescita. I bambini bilingue, abituati ad ascoltare sia spagnolo sia catalano sin dalla nascita, rivolgevano lo sguardo verso la bocca di chi parlava piuttosto che verso gli occhi indipendentemente dall’idioma, comportamento invece assunto dai bambini monolingue soltanto in presenza della propria lingua madre. Questa osservazione dimostra che il bilinguismo migliora le capacità cognitive: la paura che crescere il propri figli bilingue possa confonderli è dunque infondata. Ciò non toglie che la capacità di apprendimento delle lingue vari da persona a persona e comporti comunque degli sforzi anche in caso di soggetti bilingue. In ogni caso essere a contatto con culture e lingue diverse sin da piccoli aiuta molto, non solo per apprendere una nuova lingua, ma anche per imparare a vedere il mondo con occhi diversi e ad accettare le differenze senza pregiudizi.

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Foto di copertina © woodleywonderworks

Jale Farrokhnia

Classe '91, madre italiana e padre iraniano. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura. Nel 2010 mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia, social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, scrivo, traduco e faccio cose strane coi social da freelance. Giuro che prima o poi farò un lavoro serio, mi stabilirò e imparerò il Farsi, ma non adesso.

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