Neuer, Boateng, Özil, Khedira ed Hummels e quella Under21 che sconfisse Balotelli nel 2009

Il trionfale successo della Germania negli ultimi campionati del mondo di calcio in Brasile non é stato una sorpresa. Dopo anni di successi mancati per un soffio (2002 nella sfortunata finale contro il Brasile, 2006 nella famosa semifinale con l’Italia e nel 2010 di nuovo in semifinale contro una Spagna galattica), è arrivato finalmente il meritato successo frutto di un lavoro nato da lontano. All’inizio del nuovo millennio vennero istituite più di cento accademie di calcio giovanile in tutto il Paese e furono obbligate tutte le squadre di prima e seconda categoria ad avere e sviluppare settori giovanili (vivai) degni di questo nome.

Il grande esperto di calcio giovanile Dietrich Weise si sbilanciò affermando che: “Se questo sistema funzionerà vedremo nascere in Germania una miriade di talenti.” Questo suo desiderio fu aiutato prima di tutto dal fallimento del gruppo Kirch, il network possessore da anni dei diritti televisivi della Bundesliga. Era, di fatto, il più grande finanziatore del calcio tedesco. Senza di lui i club si ritrovarono ad essere quasi obbligati a puntare tutto sui settori giovanili.

Un’altra svolta importante è stata l’organizzazione dei campionati del mondo nel 2006 con un investimento superiore al miliardo da parte delle istituzioni usato per rendere gli stadi più moderni e attrattivi. Grazie ad una politica di prezzi bassi e grazie a stadi moderni ha oggi la Bundesliga con circa 45mila il più alto numero di spettatori medi tra tutte le leghe che contano. Mandare gente allo stadio, in contesti gradevoli e sicuri, ha aiutato i tedeschi a sentire il calcio ancora più come una colonna portante della società. Non solo gli investimenti pubblicitari, ma la percezione stessa delle persone riguardo lo sport più popolare del mondo salì di qualità.

Ricordo che nel giugno di 2009 avendo appena venduto la metà del mio Pizza-Imbiss al mio amico e socio Simone ebbi improvvisamente tanto tempo libero dopo tre anni di lavoro intensissimo. In un caldo giorno di Giugno nella mio bel salone accesi la Tv e mi ritrovai a guardare la semifinale del campionato europeo under 21 tra Italia e Germania. Per un vero appassionato pallonaro vedere le partite della Under è come per un papà osservare i primi passi del suo bambino. Scopri tanti giocatori nuovi riflettendo su quello che è al momento il loro potenziale e quanti margini di miglioramento avranno in futuro e se avranno le qualità per diventare veramente dei grandi. Fu una partita fantastica e l’Italia, malgrado un predominio tecnico e tattico perse per 1 a 0. Di quella nazionale tedesca ,che vinse con un clamoroso 4 a 0 la finale contro i pari età inglesi, facevano parte Neuer, Höwedes, Boateng, Özil, Khedira ed Hummels. Sono stati tutti dei grandi protagonisti di quest’ultimo mondiale e molti altri giocatori di quella nazionale giocano ad ottimi livelli in Germania e nel resto d’Europa. Quell’Under 21 poi vinse i campionati europei 2009 vincendo 4-0 contro l’Inghilterra. L’Italia che tanto mi impressionò aveva tra le sue fila anche molti giocatori interessanti, ma, a posteriori, solo Balotelli, Sirigu, Candreva e Marchisio hanno poi giocato nella nazionale maggiore. È da questi particolari che si può capire come la vittoria tedesca in Brasile parta da lontano. E che, probabilmente, non finirà qui. Fra due anni ci saranno i campionati europei in Francia. Volete vedere che la Germania…

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David Rodinò

Nato nel 1973, dopo 31 anni passati a Roma, mi sono trasferito a Berlino nel 2004, città che conoscevo da anni e che mi aveva sempre affascinato. La lingua tedesca la ho imparata bene e dal 2009 ho aperto un baretto molto romano nel quartiere Charlottenburg. Passione per il calcio visto e giocato. Sono impegnato calcisticamente nella Verbandsliga Über 40 con la squadra Sc Charlottenburg e visivamente seguo con affetto la mia As Roma e osservo con attenzione la Bundesliga.Dal 2011 ho un appartamentino di proprietà in cui vivo con la mia compagna Karolina.

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